Un grido nella notte

Film 1988 | Drammatico 121 min.

Regia di Fred Schepisi. Un film con Sam Neill, Charles Tingwell, Meryl Streep, John Howard (II), Brian James, Nick Tate. Cast completo Titolo originale: A Cry in the Dark. Genere Drammatico - Australia, USA, 1988, durata 121 minuti. - MYmonetro 3,79 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Durante una vacanza un bambino appena nato viene rapito. Viene incolpata la madre che forse è innocente. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 4 candidature a Golden Globes,

Passaggio in TV
giovedì 22 ottobre 2020 ore 6,40 su SKYCINEMADRAMA

Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 2,63
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
La cronaca di un grave errore giudiziario registrata con cura. Spicca una grande Meryl Streep.
Recensione di Luisa Ceretto
lunedì 26 agosto 2019
Recensione di Luisa Ceretto
lunedì 26 agosto 2019

Lindy Chamberlain e suo marito Michael, un pastore avventista del settimo giorno, trascorrono, coi loro tre figli, una vacanza in campeggio nei pressi di Ayers Rock. Una sera, quando la madre torna alla tenda, la piccola Azaria di appena nove mesi è scomparsa, con tutta probabilità rapita e uccisa da un dingo. Dopo estenuanti ricerche e il ritrovamento parziale degli indumenti della bambina, i coniugi saranno vittime del pregiudizio di un'opinione pubblica e di una stampa sensazionalistica che li considera colpevoli.

Firmato da Fred Schepisi - tra i protagonisti, insieme a Peter Weir (Picnic ad Hanging Rock, L'ultima onda), Philip Noyce, George Miller, Bruce Beresford, del rinnovamento della cinematografia australiana che lungo gli anni settanta l'avrebbe lanciata a livello internazionale, una nouvelle vague che senza programmi o manifesti si è contraddistinta per una produzione eterogenea e ricca, composta di film in costume, di indagine sociale, passando per opere di esplorazione del passato o ancora sulle radici culturali e identitarie -, Un grido nella notte prende spunto da un fatto di cronaca.

Firmato da Fred Schepisi - tra i protagonisti, insieme a Peter Weir (Picnic ad Hanging Rock, L'ultima onda), Philip Noyce, George Miller, Bruce Beresford, del rinnovamento della cinematografia australiana che lungo gli anni settanta l'avrebbe lanciata a livello internazionale, una nouvelle vague che senza programmi o manifesti si è contraddistinta per una produzione eterogenea e ricca, composta di film in costume, di indagine sociale, passando per opere di esplorazione del passato o ancora sulle radici culturali e identitarie -, Un grido nella notte prende spunto da un fatto di cronaca. Una vicenda realmente accaduta, conclusasi nel 2012, trentadue anni dopo il tragico evento, col verdetto definitivo delle cause della scomparsa di Azaria e della discolpa della madre Lindy Chamberlain.

Schepisi - futuro autore di importanti successi come l'adattamento del bestseller di John le Carré, "La casa Russia" o di "Sei gradi di separazione", ma anche di The chant of Jimmie Blacksmith (1978), un film di denuncia sui maltrattamenti degli aborigeni - sullo sfondo dello scenario naturalistico mozzafiato di Uluru -Ayers rock, imponente massiccio roccioso, simbolo dell'Australia e luogo sacro della mitologia aborigena del dreamtime (era del sogno), adotta un registro narrativo teso a stringersi intorno ai suoi protagonisti, al dramma di una coppia di genitori, increduli e impotenti di fronte al clamore che il caso della scomparsa della propria figlia suscita, gettando qui e là, con efficacia, indizi su di una società fondamentalmente razzista e chiusa.

Storia di un tragico errore giudiziario, il film "registra" senza apparente enfasi il succedersi degli eventi, l'accanimento progressivo da parte dei mass media e il suo potere nefasto nel seguire le fasi dell'inchiesta e successivamente del processo. Meritata la palma cannense come migliore interprete femminile a Meryl Streep.

L'accusa ad una madre innocente?.

Da un fatto di cronaca avvenuto qualche anno fa. Durante una vacanza, una bambina australiana appena nata è rapita da un cane selvaggio e (probabilmente) sbranata. Nessuno la vede più. La polizia non crede alla versione della madre e pensa che la piccola sia stata uccisa dalla stessa. La donna è processata e, dietro la spinta dell'opinione pubblica, condannata. Qualche tempo dopo, viene fatta una scoperta che avvalora la sua versione. La donna è rilasciata.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

La storia vera di Lindy Chamberlain che nel 1980, nei pressi dell'altopiano di Ayers Rock, perde Azaria, nata da due mesi, uno dei suoi tre figliolini, trascinata nel deserto da un dingo, un cane selvatico. Sobillata dalla stampa scandalistica, l'opinione pubblica sospetta un assassinio rituale. La donna viene processata. C'è un puntiglio da docudrama televisivo, ma ha poco da spartire col buon cinema. È la storia di un errore giudiziario che dice tre cose: 1) un australiano su due è rozzo, ignorante, fanatico; 2) i mass media possono avere un potere nefasto; 3) i cosiddetti esperti scientifici sono spesso ridicoli. Film in funzione della Streep che, premiata a Cannes, ebbe un'altra nomination all'Oscar. Dal libro Evil Angels di John Bryson.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 luglio 2014
Luigi Chierico

Il film riproduce un noto processo in cui Lindy Chamberlain è imputata di aver ucciso la propria figlia scomparsa da una tenda durante un campeggio nei pressi di una località turistica dell’ Australia,con lei è imputato il marito Michael per favoreggiamento. Come succedeva in America negli anni ’50,leggi “Processo ai Giudici”di M. Mankiewicz,ed ora anche in Italia,mi riferisco ad alcuni processi [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 giugno 2020
elgatoloco

"A Cry in the Dark"(Fred Schepisi, 1988, dal romanzo di John Bryson, ispirato, però, alla vicenda reale di Lindy Chamberlain)è soprattutto un film sul potere dei mass-media e su come anche una giuria popolare(e in parte la magistratura togata)possa venir influenzata da pregiudizi che i mass-media, volenti nolenti, ma in genere"costretti"propagano.

venerdì 30 marzo 2012
Filippo Catani

Tratto da una storia vera, il film narra la vicenda di una coppia di coniugi australiani che perdono la loro figlia perchè uccisa da un dingo mentre erano in campeggio. L'eccentricità della coppia, il loro ossessivo stare sotto i riflettori e la stravaganza della donna fanno sì che i giornali scandalistici finiscano per occuparsi del caso.

winner
miglior attrice
Festival di Cannes
1989
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