Hair

Film 1979 | Commedia musicale 121 min.

Regia di Milos Forman. Un film Da vedere 1979 con Beverly D'Angelo, John Savage, Treat Williams, Annie Golden, Nicholas Ray, Miles Chapin. Cast completo Genere Commedia musicale - USA, 1979, durata 121 minuti. - MYmonetro 3,55 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Torna nelle sale dopo 25 anni un musical che ha fatto storia. Milos Forman, in fuga dalla Cecoslovacchia dopo la Primavera di Praga, racconta la voglia d'amore e di pace dei giovani del '68. Let the sun shine in! Ha vinto 2 David di Donatello, In Italia al Box Office Hair ha incassato 87,8 mila euro .

Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,82
CONSIGLIATO SÌ
Efficace trasposizione cinematografica della nota commedia musicale messa in scena per la prima volta nel 1967.

Claude va a New York per arruolarsi nei Marines che vanno in Vietnam. Nel Central Park fa amicizia con una combriccola di ragazzi e trascorre con loro i due giorni che lo separano dalla partenza. Tra di essi c'è Sheila, della quale Claude s'innamora. Per consentire a Claude di rivederla, George organizza un'incursione a casa di certa gente, dove appunto si trova la ragazza. Finiscono tutti in gattabuia, ma per poco. Poi Claude parte per il campo-addestramento. George lo raggiunge al campo con la ragazza e si sostituisce all'amico per permettergli di stare con la fanciulla. Andrà a finire che sarà George a partire per il Vietnam. Trasposizione cinematografica della nota commedia musicale messa in scena per la prima volta nel 1967.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Da poco arruolato e in partenza per il Vietnam, Claude dell'Oklahoma arriva a New York e in Central Park incontra un gruppo di hippy che stanno bruciando le loro cartoline di precetto. Incuriosito, li segue e viene arrestato, insieme a loro, per essersi imbucati in un party nella villa di una ricca famiglia conservatrice. George, capo dei manifestanti, è scambiato per lui e spedito in guerra dove muore. Dal musical (1967) di Gerome Ragni, James Rado (libretto) e Galt MacDermot (musica), definito "America's first tribal love-rock musical". Precedette Oh Calcutta (1969), Jesus Christ Superstar (1971), The Rocky Horror Show (1973). È un film di regista, non di coreografo (Twyla Tarp): il suo ritmo non è scandito dai numeri musicali, ma dal montaggio che costruisce i balletti. Diretto dal cèco Forman, da due anni naturalizzato americano, ha un tono disincantato più che raffreddato: sintesi storicizzata dei ribollenti anni '60, celebrati come l'Era dell'Acquario e della contestazione giovanile. Le sequenze riuscite non sono poche, manca la loro fusione armonica. Tra le belle canzoni ("Aquarius", "Hair", "I Got Life") spicca, per i suoi accenti drammatici, "Let the Sun Shine in". Prodotto da CIP/UA e scritto da Michael Weller. Ridistribuito in USA nel 2004 durante la campagna elettorale Bush/Kerry e poi in Italia dal LUCE con 35 copie.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 1 marzo 2012
Rosario Velardi

Film capolavoro sulla beat/freak generation, splendido musical che porta in scena il free thinking degli anni 60, manifesto di una generazione che ha abbracciato un modo di vivere all'insegna della totale libertà di pensiero e di agire. Il film visto all'epoca quando è uscito è pura folgorazione, chi di noi ha fatto parte di quella generazione non poteva che rimanere [...] Vai alla recensione »

martedì 17 luglio 2018
Fabio

Forman mette il suo talento in questa trasposizione cinematografica del celebre musical e riesce a centrare l'obbiettivo solo in parte. La sequenza iniziale sulle note di "Aquarius" e soprattutto quella finale "Let the sunshine in" sono le migliori: da cineteca l'immagine dei soldati che entrano nell'aereo che li porterà in Vietnam.

domenica 26 aprile 2015
fourt

un film di leggerezza con le storielle degli hippy di sottofondo, e un simpatico movie non eclatante, coi figli dei fiorni, di papà raccomandati ecc, che sfiora un argomento importante, il conflitto inutile del vietnam, sotto la guida del loro presidente.., gli americani che dal D Day in poi, non li abbiamo più visti combattere un conflitto avendo vinto.

sabato 7 luglio 2012
Vero2

Bellissimo eccezionale!! Mi sono messa a piangere alla fine quando il protagonista moriva!!! E' un'ingiustizia!!!!!

sabato 17 marzo 2012
Supercazzola

Uno dei muiscal più belli che ho mai visto

domenica 2 giugno 2019
Stramonio70

Che dire di Hair? Quest'anno ricorre il quarantennale dalla sua uscita nei cinema ma rimane sempre un gran bel film da vedere. E' uno dei miei quattro musical preferiti (gli altri tre sono "Cantando sotto la pioggia", "Grease" e "The Rocky Horror Picture Show"). Una riflessione sul Vietnam da un altro punto di vista, quello degli hippies pacifisti.

martedì 14 maggio 2013
Vero2

Direi che questo è uno dei musical più belli che io abbia mai visto (ovviamente dopo Jesus Christ Superstar, un capolavoro assoluto). Amo le canzoni soprattutto 'Hair' e 'Let The Sunshine'. Ho trovato molto ingiusto il finale perchè Berger non doveva morire.

venerdì 14 maggio 2010
ultimoboyscout

Questo in particolare è bigotto, perbenista e benpensante come gli americani che l'hanno fatto peraltro.

Frasi
George: Da dove sei sbucato?
Claude: Oklahoma.
George: Oh...
Jeannie: Ehi, amico, io lo so che effetto fa: vengo dal Kansas, pensa un po'!
Dialogo tra Claude Hooper Bukowski (John Savage) - George Berger (Treat Williams) - Jeannie Ryan (Annie Golden)
dal film Hair
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Arianna Finos
Il Venerdì di Repubblica

A ventun anni Antonio Banderas, dopo aver visto Hair, decise di fare L’attore: scese in strada con un gruppo di amici e per un anno intero portò il musical in giro sui marciapiedi di Madrid. «Quel ifim» ha ricordato «ha cambiato la mia vita per sempre». E non solo la sua. Anche quella di legioni di spettatori che nel più irriverente dei musical hippie si sono riconosciuti, o quantomeno hanno rivisto [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Torna dopo un quarto di secolo Hair di Milos Forman con John Savage, Treat Williams, Beverly D'Angelo: nella cine-paccottiglia pre-Ferragosto, fa una curiosa impressione il musical pià significativo e splendente dei Settanta, emblema di un tempo di pacifismo appassionato e di naturale anticonformismo, travolgente per le bellissime canzoni, coreografato da Twyla Tarp, tratto dallo spettacolo di Ragni-Rado-Ma [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

Torna il musical degli hippie. a 25 anni dalla versione cinematografica (più altri dieci e passa da quella teatrale). Se il musical di Rado, Ragni e MacDermott aveva colto un fenomeno al volo, e quasi precorso i tempi (era stato scritto addirittura nel ‘67), Milos Forman aveva diretto il film nel 1979, quando ormai era accaduto di tutto. Il Vietnam era finito, il ballo sulle tombe al ritmo di Let the [...] Vai alla recensione »

Giancarlo Susanna
L'Unità

L’estate 2004 sarà ricordata non solo per i festival e i grandi concerti, ma anche per la vera e propria offensiva dei distributori e degli esercenti del cinema. E ancora presto per tracciare un bilancio, ma ci sembra che iniziative come quella dei sei giovedì di luglio e agosto con il biglietto d’ingresso a quattro euro abbiano incontrato il favore del pubblico.

Charles Isherwood
The New York Times

IF it were a man and not a musical, “Hair” would now be facing the indignities of middle age. As he turns 40, a man must reckon with harbingers of decay like reading glasses and a recalcitrant belly roll. If it were a man and not a musical, “Hair” might by now have a bald spot it was sheepishly trying to hide. Why “Hair” might even be wearing a hairpiece.

winner
miglior musica
David di Donatello
1979
winner
miglior film straniero
David di Donatello
1979
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