La torta in cielo

Film 1973 | Fantastico +16 101 min.

Regia di Lino Del Fra. Un film con Paolo Villaggio, Umberto D'Orsi, Didi Perego, Daniela Minniti, Silvio Bagolini. Cast completo Genere Fantastico - Italia, 1973, durata 101 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Tratto dal racconto La torta in cielo di Gianni Rodari.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Tratto dall'omonimo racconto di Rodari.

Una febbrile agitazione si è impadronita delle autorità civiche e militari di Roma da quando sui cieli della città è apparso improvvisamente un gigantesco oggetto volante a forma di torta. Da più parti si paventa il pericolo di un'invasione degli extraterrestri e, ad aggiungere panico alle preoccupazioni, l'inconsueto UFO è andato a posizionarsi esattamente sopra la Borgata del Trullo, abitata da povera gente e da poco disciplinati sottoproletari. Le forze armate decidono di circondare l'intero quartiere temendo che gruppi di scalmanati possano approfittare della situazione per organizzare una sommossa o che addirittura siano complici del disegno degli invasori, ma un gruppo di ragazzini scopre che il disco volante è un innocuo segno di pace. Originariamente concepito come pericolosissima arma da guerra, è stato trasformato in un'enorme torta aerea dal geniale figlio dell'inventore. Ma la rivelazione non serve a spegnere la tensione: la proprietaria di un'industria di dolciumi, infatti, vedendo compromesse le vendite, sollecita i militari a far guerra contro lo scomodo e importuno concorrente. Il film si ispira all'omonimo racconto che Gianni Rodari compose tra gli scolari della scuola elementare Collodi della Borgata del Trulllo e pubblicò per la prima volta a puntate sul "Corriere dei Piccoli" nel 1964. Diversi registi italiani, impegnati in una riflessione critica sulla cultura borghese e sul sistema capitalistico, hanno trovato stimolo nella commistione di tematiche sociologiche, fantapolitiche e fantascientifiche realizzando opere, spesso, interessanti e originali (tra le quali La decima vittima, Omicron, H2S, L'invenzione di Morel). Il film di Del Fra (qui all'esordio nel lungometraggio a soggetto) tenta la discutibile rilettura di una favola moderna pensata per i ragazzi ai tempi della guerra fredda, per riutilizzarla come adulta invettiva contro le tentazioni reazionarie e militaristiche della società degli anni '70. L'operazione appare strumentale e intellettualistica e mortifica la sincerità delle intenzioni. Privo dell'ironia sottile e del gioioso gusto della citazione che caratterizza la pagina di Rodari, il film si risolve in una traballante metafora ideologica animata da una galleria di caricature che neppure il mestiere degli interpreti solleva dalla banalità.

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Una gigantesca torta di crema e cioccolata appare nel cielo di Roma e atterra su una collina. Gli adulti al potere denunciano un'invasione nemica e ne decretano la distruzione, ma i ragazzi di borgata hanno il cuore puro: scoprono che è davvero una torta, fanno amicizia con il giovane hippy che la guida e accolgono a torte in faccia gli attaccanti. Ispiratosi a un romanzo (1966) di Gianni Rodari che sceneggiò con la moglie Cecilia Mangini, Del Fra fu ostacolato nella preparazione e nella distribuzione di questo suo film all'insegna di una pedagogia antiautoritaria e anticapitalistica. La dimensione favolistica non sempre collima con la carica ideologica, provocando scompensi, ripetizioni, dissonanze, pesantezze con momenti divertenti e invenzioni saporite.

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Una febbrile agitazione si è impadronita delle autorità civiche e militari di Roma da quando sui cieli della città è apparso improvvisamente un gigantesco oggetto volante a forma di torta. Da più parti si paventa il pericolo di un'invasione degli extraterrestri e, ad aggiungere panico alle preoccupazioni, l'inconsueto UFO è andato a posizionarsi esattamente sopra la Borgata del Trullo, abitata da povera gente e da poco disciplinati sottoproletari. Le forze armate decidono di circondare l'intero quartiere temendo che gruppi di scalmanati possano approfittare della situazione per organizzare una sommossa o che addirittura siano complici del disegno degli invasori, ma un gruppo di ragazzini scopre che il disco volante è un innocuo segno di pace. Originariamente concepito come pericolosissima arma da guerra, è stato trasformato in un'enorme torta aerea dal geniale figlio dell'inventore. Ma la rivelazione non serve a spegnere la tensione: la proprietaria di un'industria di dolciumi, infatti, vedendo compromesse le vendite, sollecita i militari a far guerra contro lo scomodo e importuno concorrente.
Il film si ispira all'omonimo racconto che Gianni Rodari compose tra gli scolari della scuola elementare Collodi della Borgata del Trulllo e pubblicò per la prima volta a puntate sul "Corriere dei Piccoli" nel 1964. Diversi registi italiani, impegnati in una riflessione critica sulla cultura borghese e sul sistema capitalistico, hanno trovato stimolo nella commistione di tematiche sociologiche, fantapolitiche e fantascientifiche realizzando opere, spesso, interessanti e originali (tra le quali La decima vittima, Omicron, H2S, L'invenzione di Morel). Il film di Del Fra (qui all'esordio nel lungometraggio a soggetto) tenta la discutibile rilettura di una favola moderna pensata per i ragazzi ai tempi della guerra fredda, per riutilizzarla come adulta invettiva contro le tentazioni reazionarie e militaristiche della società degli anni '70. L'operazione appare strumentale e intellettualistica e mortifica la sincerità delle intenzioni. Privo dell'ironia sottile e del gioioso gusto della citazione che caratterizza la pagina di Rodari, il film si risolve in una traballante metafora ideologica animata da una galleria di caricature che neppure il mestiere degli interpreti solleva dalla banalità.

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