Crisi

Film 1946 | Drammatico 93 min.

Regia di Ingmar Bergman. Un film con Dagny Lind, Inga Landgré, Stig Olin, Marianne Löfgren, Allan Bohlin, Ernst Eklund. Cast completo Titolo originale: Kris. Genere Drammatico - Svezia, 1946, durata 93 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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In un villaggio abitato da una comunità conservatrice arriva Jenny, donna di città di cui la gente del luogo non approva l'atteggiamento.

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Un film importante per comprendere l'opera del Maestro, che in questo esordio tratta già molti temi che poi gli saranno cari.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Nelly è una giovane cresciuta in una cittadina sotto le cure di Ingeborg che lei chiama mamma anche se la madre naturale è Jenny che l'ha abbandonata dopo la nascita. Un giorno però Jenny arriva con la precisa intenzione di portare la figlia con sé in città dove la farà lavorare nel salone di bellezza di cui è proprietaria. Nelly, stanca della monotona vita provinciale e attratta dall'attore fallito Jack (amante di Jenny), decide di seguirla.
Ingmar Bergman esordisce nella regia dopo aver collaborato come sceneggiatore di Alf Sjöberg per Spasimo essendo anche direttore dello Stadsteater di Helsingborg. L'occasione gli viene offerta dal direttore della Svensk Filmindustri che gli fa leggere la commedia "La bestia madre" suggerendogli di trarne un film. Bergman accetta con entusiasmo ("Se me lo avessero chiesto avrei sicuramente tratto un film anche dalla guida del telefono") e in 14 giorni la sceneggiatura è pronta ed accettata. L'esordio non è produttivamente dei più facili: budget limitato, attori già sotto contratto e quindi scarse possibilità di scelta, direttore della fotografia sostituito. Bergman ci aggiungerà del suo pretendendo la costosa ricostruzione in studio di una strada.
Nonostante questi ed altri problemi (ivi compreso lo scarso esito al botteghino) Crisi può venire considerato a buon diritto un film importante per comprendere l'opera del regista. Perché in esso (come è accaduto nell'esordio di tanti di coloro che sarebbero divenuti Maestri della Settima Arte) sono contenuti molti dei temi che verranno successivamente approfonditi e sviluppati fino a divenire, a seconda dei film, centrali. La vita di paese, l'innocenza che cede alle lusinghe della mondanità, la morte (incombente o procurata), il rapporto con la religione, il tempo dell'attesa sono tutti elementi presenti in un film che una voce off apre e chiude con l'intenzione di collocarci in una dimensione teatrale. Perché è una tenda ad alzarsi a mo' di sipario il segno che, dopo il prologo, la vicenda ha inizio ma è proprio la recitazione al centro della storia più di altri apparenti motivi narrativi.
Perché Jack è un perfetto esempio di attore sociale elevato all'ennesima potenza. È un attore mancato che ha deciso, come tutti ma più pervicacemente, di recitare nella vita per non ascoltare il vuoto che ha dentro. Quando non riuscirà più ad evitarlo non avrà scelta e la sua decisione definitiva prenderà corpo davanti proprio a un teatro. Bergman ci conferma così una chiave di lettura dell'umanità che tornerà nel suo cinema e, al contempo, l'incancellabile passione per il palcoscenico che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni

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Ingeborg, insegnante di piano in precarie condizione di salute, e la figlia adottiva Nelly vivono, con il coinquilino Ulf in una piccola cittadina in cui "nulla può infrangere il silenzio della notte". Un giorno questa tranquillità si spezza: in paese arrivano Jack, misterioso giovane che ammalia Nelly con la sua loquace parlantina, e soprattutto Jenny, la madre biologica della ragazza, che le offre un lavoro in città a cui lei non sa dire di no. Giunta nella metropoli la giovane ne scopre presto l'artificiosità: non è solo la sua innocenza a farne le spese. Dopo aver scritto la sceneggiatura di Spasimo , un acerbo e giovane Bergman si cimenta per la prima volta nella direzione di un film in cui, nonostante una ancora immatura elaborazione psicologica dei personaggi, riesce a dare un'ordinata struttura simmetrica alla sua opera mettendo Nelly al centro della vicenda: tutto gira intorno alla sua figura che evidenzia la dicotomia speculare tra la quiete del paese (rappresentata da Ingeborg e Ulf) e la falsità della città di cui fanno parte Nelly e Jack. La protagonista smaschera le debolezze, le crisi che entrambe le due realtà presentano: la staticità del paese e la fragilità della grande città.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 7 ottobre 2012
salvo

Come recita la voce fuori campo "(la storia) ...non la definirei un dramma straziante, piuttosto un dramma quotidiano. Dunque è quasi una commedia". La storia, molto semplice e lineare, racconta di una diciottenne adottata che ritrova la madre, la segue in città e dopo una cocente delusione torna dalla donna che l'ha cresciuta e finisce per sposare l'uomo che l'ha sempre voluta.

lunedì 9 ottobre 2017
Onufrio

Opera prima del maestro Bergman. Nelly è una giovane ragazza che vive in un paesino lontana dalle lusinghe della città, la ragazza corteggiata da un uomo più grande di lei, vuole cambiare aria e l'occasione si presenta con l'arrivo della "Zia Jenny" che altri non sarebbe che la vera madre di Nelly che sin da piccola la lasciò alla cure di Ingeborg, colei [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 settembre 2012
Nicolas Bilchi

Di questo film si può dire tutto (a ragione): che la storia sia piuttosto convenzionale, che alcuni passaggi risultino artificiosi e gli agganci narrativi a tratti forzati, che Bergman, che qui ha 28 anni, cerchi di tradurre sullo schermo la sua immensa riflessione etico-umanistica ma finisca per pasticciare una messe di tematiche che vengono solo accennate, poi lasciate nel vago di [...] Vai alla recensione »

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