L'isola del peccato

Film 1929 | Drammatico 90 min.

Titolo originaleThe manxman
Anno1929
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna
Durata90 minuti
Regia diAlfred Hitchcock
AttoriCarl Brisson, Malcolm Keen, Anny Ondra, Randle Ayrton, Clare Greet, Kim Peacock Nellie Richards, Wlifred Shine, Harry Terry.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film con Carl Brisson, Malcolm Keen, Anny Ondra, Randle Ayrton, Clare Greet, Kim Peacock. Cast completo Titolo originale: The manxman. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 1929, durata 90 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Nonostante il loro differente background, il pescatore Pete e l'avvocato Philip sono amici da tantissimo tempo e vivono sull'Isola dell'Uomo.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
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Recensione di Piero Di Domenico
Recensione di Piero Di Domenico

Un pescatore dell'isola di Man, Pete, ama Kate, ragazza figlia di un albergatore. Non avendo però il coraggio di andare dal padre di lei a chiedergli la benedizione per il matrimonio, prega un suo amico, Philip, di farlo al posto suo. Riceve un netto rifiuto poiché troppo povero e, col cuore a pezzi, parte alla ricerca di fortuna: Kate gli promette che lo aspetterà e Philip che veglierà su di lei fino al suo ritorno. Col passare del tempo i due giovani però si innamorano ma mostrano i loro sentimenti solo dopo la notizia della morte di Pete. La verità, invece, è che il pescatore è riuscito a scampare ad un terribile naufragio e, fatto ritorno sull'isola, ignaro della relazione tra i due, sposa comunque Kate. Il figlio che la ragazza aspetta è però di Philip, al quale Kate aveva chiesto di fuggire insieme a lei, ma dal quale aveva ricevuto un netto rifiuto a causa del timore del ragazzo di rovinare la sua carriera di magistrato. Kate non regge alla disperazione e cerca il suicidio in mare: viene salvata, ma, secondo la legge inglese, deve presentarsi in tribunale come imputata. Il giudice del suo processo è proprio Philip, che viene accusato in aula dal padre di Kate che nel frattempo ha scoperto tutto. Il ragazzo è ora costretto ad assumersi le proprie responsabilità e ad abbandonare l'isola di Man con Kate e il loro figlio, sotto lo sguardo di una folla minacciosa ed ostile

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a cura della redazione
sabato 5 agosto 2006

Al suo quarto film per la British International Pictures, Hitchcock si trovò a dover adattare per il grande schermo "un romanzo molto noto di Sir Hall Caine. Era un libro che aveva una grande fama e apparteneva a una tradizione - ricordava il regista anni dopo -bisognava dunque rispettare sia la fama dell'autore sia questa tradizione". Come sempre sarebbe successo anche in seguito, Hitch sopportava malvolentieri l'idea di seguire fedelmente un romanzo, ma dovette rassegnarvisi. Poiché l'ambientazione sull'Isola di Man - teatro della vicenda - aveva un ruolo importante, fu deciso che le riprese sarebbero state in parte realizzate in esterni e, dato che l'isola era un po' fuori mano per trasferirvi l'intera troupe, la scelta cadde su una località in Cornovaglia. Il film fu girato nell'autunno del 1928 ed ebbe come interpreti principali Anny Ondra, Carl Brisson (al suo secondo film con Hitch dopo Vinci per me!) e Malcolm Keen (già in The Mountain Eagle e in Downhill). La fotografia fu curata da Jack Cox, fedele collaboratore di Hitch in quegli anni. Nonostante le eccellenti prestazioni di tutti costoro, Hitch non fu soddisfatto del risultato finale e Maxwell, il produttore, nemmeno, tanto che la distribuzione del film venne rimandata di qualche settimana. Ma quando The Manxman (in italiano edito con il titolo di L'isola del peccato) uscì, il pubblico fu - a ragione - più benevolo del suo autore e lo accolse favorevolmente. Anche alcuni critici, per quanto è dato sapere, ebbero parole di apprezzamento e di elogio.
"L'unico interesse dell'Isola del peccato è quello di essere stato il mio ultimo film muto ... era molto mediocre, privo di umorismo. ... Non è un film di Hitchcock" taglia via corto il regista parlando con Truffaut. Se spesso ci si trova a concordare con i giudizi negativi espressi da Hitch sui film da lui diretti, nel caso di L'isola del peccato il commento del regista appare invece alquanto ingeneroso. Innanzitutto, la mancanza di humour - che, è pur vero, è spesso il sale dei film del regista - non guasta: è un sapore di cui la vicenda non ha bisogno.
Viene in mente un film molto diverso, eppure paragonabile a L'Isola del peccato per l'impianto teso, drammatico: Il ladro. Chi sentirebbe l'esigenza di un tocco umoristico? L'isola del peccato non è un "vero Hitchcock" come sono stati considerati per esempio, in primis dallo stesso regista, The Lodger (il primo thriller) e Vinci per me! (un film ricco di invenzioni visive); ma la questione è di vedere se il vero Hitchcock debba trovarsi per forza solo lì. Non lo pensano, per esempio, Chabrol e Rohmer: "Si tratta di un film ambizioso e senza nessuna concessione. Un tale soggetto, dalle premesse melodrammatiche, poteva mirare al sublime a condizione ché il cineasta avesse osato affrontarlo di petto. Per la prima volta Hitchcock faceva ingresso in un campo che in seguito diverrà a lui caro: la vertigine. La situazione di L'isola del peccato è sublime perché inestricabile e non tollera l'artificio. Inestricabile in quanto non si sostiene sul carattere malvagio dei personaggi, ne' sull'accanimento del destino. La colpa è la colpa del genere umano. La morale comune si rivela impotente a risolvere i loro problemi. Ciascuno è costretto ad assumersi le proprie responsabilità, a forgiarsi un'etica. ... Perfino la formula del film si fa partecipe di questa ispirazione alta. La regia è decisamente imperniata sui volti, sugli sguardi. La peripezia è sospinta sullo sfondo. ... I critici però si aspettavano da Hitchcock un tono brillante che già interpretavano come il segno della sua superficialità. Si tratta di un grave errore di miopia nei riguardi di un autore che vuol essere innanzitutto un regista".
Liquidato da alcuni critici come un melodramma, L'isola del peccato non corrisponde in realtà a questa definizione: "Hitchcock non l'ha immaginato né girato come un melodramma. Anzi, si sforza di estrarre dalla concezione melodrammatica il nucleo morale che lo affascina" (Chabrol e Rohmer). Aiutato anche dalla persuasiva interpretazione degli attori, il regista si sofferma - più che sulla passione amorosa - sulla catena di infelicità e di impossibilità che avvince i personaggi e sui loro vani sforzi di essere "giusti": nonostante il loro amore fondamentalmente innocente Philip e Kate non possono rimanere uniti; nonostante il suo tentativo di separarsi dall'amante e nonostante la devozione del marito, Kate non può accettare di vivere accanto a Pete; nonostante il suo amore e la sua bontà Pete non può avere la donna che ama e nemmeno l'adorata bambina; nonostante la sua gioia per essere divenuto giudice Philip non può mantenere l'incarico.
Almeno per lo spettatore di oggi è questa tragica ineluttabilità di sentimenti non corrisposti e di vani propositi il cuore della vicenda e non tanto la frase del Nuovo Testamento posta ad apertura del film ("Che beneficio ha un uomo se, per guadagnarsi il mondo intero, deve sacrificare l'anima?"), che segnala un tema che risulta infine secondario. E se la sceneggiatura mostra qua e là dei punti deboli (la sventurata scelta di Philip e di Kate di tacere la loro relazione a Pete non è sufficientemente motivata: in effetti loro lo sapevano morto e Kate era dunque "tecnicamente" libera dalla sua promessa; il tema dell'ambizione di Philip non è abbastanza sviluppato e si lega male con quello principale), il risultato complessivo ne risente solo in parte. Caratterizzato da uno stile piano e lineare - piuttosto lontano dalle invenzioni di Vinci per me!, tanto per intendersi, sebbene vada riconosciuta un'attenzione tutta particolare alla fotografia -, L'isola del peccato è comunque un film intenso e toccante, profondamente commovente e non melenso. Non ci pare poco.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Da un romanzo di Sir Hall Caine. Un pescatore dell'isola di Man viene dato per annegato. Quando torna a casa, scopre che la sua fidanzata sta aspettando un figlio dal suo miglior amico, un giudice. Ultimo film muto di Hitchcock che lo giudicava "molto mediocre, privo di umorismo", per forza troppo fedele a un romanzo allora famoso. Giudizio ingeneroso perché, oltre alle virtù descrittive nella rappresentazione della vita sull'isola, senza concessioni al pittoresco, c'è un'ammirevole misura nella messinscena di questo triangolare dramma inestricabile perché non s'appoggia né sulla malvagità dei personaggi (tutti e tre irreprensibili) né sull'accanimento del destino.

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venerdì 22 maggio 2020
Onufrio

Ultimo film muto diretto da Hitchcock nel quale racconta il più classico dei triangoli amorosi: Lui, Lei e l'amico. Ambientata nell'Isola di Man, la vicenda è incentrata su due amici, uno pescatore, l'altro avvocato, innamorati della stessa donna. Il primo, parte per fare fortuna e ritornare ricco per poter sposare la donna amata e "consegna" la futura sposa all'amico [...] Vai alla recensione »

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