Nove italiani sopravvisuti ai campi di concentramento nazisti raccontano le loro terribili storie, dalle leggi razziali in Italia fino alla liberazione Espandi ▽
Mimmo Calopresti torna al documentario e lo fa nel senso più stretto del termine, realizzando cioè un documento puro e semplice. Il che non è affatto un limite di Volevo solo vivere, ma è anzi il motivo della sua straordinaria importanza. Nove sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti raccontano la loro prigionia, vittime della più devastante e folle malvagità dei tempi moderni, se non dell'intera Storia dell'umanità (termine, quest'ultimo, adatto come appellativo, ma raramente come attributo). Non manca, in apertura, il filmato d'archivio in cui Mussolini annunciava il varo delle leggi antisemite sulla scorta di una supposta "superiorità razziale", quanto mai opportuno per ricordare ai sempre più numerosi difensori della tesi "italiani brava gente" le precise responsabilità italiane nello sterminio di milioni di esseri umani. Recensione ❯
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Profeta o attento osservatore del presente, Pasolini torna in un'intervista rilasciata sul set del suo ultimo film e montata da Giuseppe Bertolucci. Espandi ▽
Sul set di Salò o le 120 giornate di Sodoma . Nonostante le enormi polemiche suscitate dal film, un Pasolini tranquillo, quasi gioioso, si lascia seguire sul set da una piccola troupe capeggiata dal giornalista Gideon Bachmann che lo coinvolge in una lunga, straordinaria intervista/conversazione.
Inizialmente perplesso, Pasolini trasforma l'intervista in un lungo, quanto lucido e violento, attacco alla società che si accompagna alle foto del set in una sorprendente sovrapposizione tra film e realtà a svelare la metaforica messa in scena pasoliniana della modernità. Recensione ❯
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Il regista premio oscar per Il silenzio degli innocenti riprende con stile documentaristico due concerti di Neyl Young. Espandi ▽
L'idea di realizzare questo documentario nasce dall'urgenza di omaggiare una pietra miliare della musica rock e country che nel 2005 era stato colpito da un aneurisma.
Dopo l'intervento chirurgico, nell'estate dello stesso anno viene organizzato un concerto a Nashville che Jonathan Demme decide di riprendere.
Più un omaggio da amico che un documentario, Heart of Gold riprende una band non più giovane ma ancora al massimo dell'espressività musicale. Recensione ❯
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La storia vera dell'attore e regista Pippo Delbono. L'autore racconta gli anni di abusi che gli hanno causato una malattia incurabile, quella della mente, e la sua lotta per salvarsi. Espandi ▽
Grido è un viaggio autobiografico nella memoria del regista Pippo Del Bono, un percorso che ripercorre le tappe principali della sua vita accompagnato dai personaggi che ne hanno segnato il cammino.
Considerato uno dei più importanti autori teatrali contemporanei, è venerato soprattutto all'estero dove ha calcato le scene dei più famosi teatri internazionali.
Grido è prodotto sfruttando le tecnologie più avanzate del cinema digitale, con il contributo fondamentale di molti artisti che ne hanno arricchito l'impianto poetico e narrativo. Recensione ❯
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Il racconto inizia coi festeggiamenti della Lega Nord per l'approvazione in Parlamento della devolution e continua seguendo Mario Borghezio, che dopo Bossi è il leader più popolare, il più applaudito ai comizi. Espandi ▽
Dove sta andando la Lega Nord? Perché al suo interno cresce la componente fascista, mentre l'involuzione xenofoba e razzista diventa sempre più visibile? Per scoprirlo, il documentario ci porta in un viaggio all'interno delle anime del movimento leghista, accompagnati da una guida speciale: l'europarlamentare Mario Borghezio, protagonista, fin dall'inizio, dell'avventura che ha portato all'approvazione in via definitiva al Senato della riforma costituzionale che sancisce la devolution, in altri termini la riorganizzazione dello Stato italiano su base federale e bocciata dal recente referendum. Recensione ❯
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Vincenzo Marra traccia un quadro veritiero della situazione attuale della giustizia in Italia. Espandi ▽
Napoli. Un giudice d'appello, un giudice a latere, un noto avvocato difensore e, sullo sfondo, la sessione d'appello di un processo camorristico al clan dei Casalesi.
L'interessante documentario di Vincenzo Marra, fotografia della situazione attuale della giustizia italiana, è più di uno spaccato di un sistema oggettivamente in forte crisi. Marra, innanzitutto, riesce in un'impresa molto complessa: ottenere la partecipazione dei tre protagonisti, e quindi dell'accusa e della difesa, per raccontarne ogni momento, inclusi quelli fuori aula. Il quadro che ne esce, è palpabile, toccabile con mano. Recensione ❯
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Avvalendosi dei testi del giornalista Adalberto Baldoni, Orgnani inquadra gli anni della contestazione in un contesto globale evitando una lettura provincialistica degli eventi che hanno segnato un decennio. Espandi ▽
Ferdinando Vicentini Orgnani ricostruisce attraverso una serie di testimonianze (Lawrence Ferlinghetti, Luciana castellina, Don Mazzi, massimo Cacciari e Adriano Sofri prima dell'aggravamento delle sue condizioni di salute) una fase storica che è durata dieci anni e terminata con il rapimento Moro. La tesi del film è che la repressione voluta dai vertici dei partiti (PCI e MSI), abbia determinato le pratiche dei movimenti più estremi. Recensione ❯
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Un documentario sulla vita, le passioni, le manie, i film, le idee di uno dei più grandi attori italiani nel mondo: il nostro, e solo nostro, Marcello Mastroianni. Espandi ▽
A dieci anni dalla sua scomparsa, il nome di "Mastroianni" evoca ancora la memoria di un'epoca: un mondo fatto di talento, eleganza, charm, gentilezza e seduzione. Questo documentario si compone di interviste fatte allo stesso Mastroianni durante le riprese di film, eccezion fatta per le parti di film citate, e di interviste a persone a lui care, come le figlie Barbara e Chiara, ad attori, registi e quanti gli furono accanto nella vita, rivelando un volto inedito dell'indimenticato attore. Recensione ❯
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Negli anni Ottanta i baroni della cocaina invadono Miami con la loro merce. Questo porta ad una esplosione di episodi di violenza di inaudita ferocia. Cocaina Cowboys è la storia vera di come Miami diventa in quegli la città della droga e degli omicidi; vera e propria capitale del denaro sporco negli Stati Uniti. Recensione ❯
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Il film è costato al regista Raphaël Sibilla cinque anni di lavoro e due di riprese. Espandi ▽
Il documentario è incentrato sulle manipolazioni del corpo (piercing estremi, scarnificazioni, amputazioni) e sulle abitudini sessuali estreme (scambio di coppie, bondage, giochi di ruolo e altri). Andando da una parte all'altra del mondo (Brasile, Giappone, Francia), il regista si fa raccontare da chi vive queste esperienze in prima persona che cosa si prova e cosa li spinge ad andare oltre le convenzioni. Recensione ❯
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Un avventuroso viaggio documentario nel mondo sottomarino degli squali. Espandi ▽
Un'indagine sull'importanza degli squali per gli ecosistemi e sulla distruzione di massa da parte dell'umanità delle specie di squali in tutto il mondo. Recensione ❯
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Giovanna Gagliardo ripercorre dagli anni Sessanta a oggi numerose vicende storiche che hanno segnato un'epoca. Mezzo secolo di radicali cambiamenti in cui protagoniste sono le donne, le loro idee, le loro voci. Espandi ▽
Immagini di repertorio, sequenze di film, istantanee dal passato, canzoni e voci di donne si alternano nel documentario di Giovanna Gagliardo che ripercorre, dagli anni Sessanta a oggi, vicende storiche capaci di segnare un'epoca. Cinquant'anni di cambiamenti in cui, protagoniste, sono le donne e le loro storie: ragazze madri e orgogliose, manifestazioni femministe e adolescenti in minigonna, all'interno di un panorama in cui si ascoltano autorevoli voci femminili. Come quella di Tina Anselmi, che rivendica la parità di diritti tra uomo e donna; o voci di donne al potere, come Barbara Contini, governatore di Nassirya nell'Iraq dopo Saddam. Recensione ❯
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Documentario sul quattordicesiamo Dalai Lama che lancia uno sguardo al viaggio - fisico ma anche interiore - di Tenzin Gyatso. Espandi ▽
Il protagonista, Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama del Tibet, dice: «Io amo i sorrisi e le risate. Se uno vuole più sorrisi nella vita, deve creare le giuste condizioni per farlo. Ci sono molte specie di sorrisi. Alcuni, quelli diplomatici o sarcastici, creano una spiacevole atmosfera e danno adito al sospetto mentre un sorriso autentico ci dà grande soddisfazione. Come fare quindi per ottenere questo? Certamente non attraverso la rabbia, la gelosia, l'avidità o l'odio, ma attraverso l'amorevole gentilezza, una mente aperta e la sincerità». Il film è il viaggio di Tenzin Gyatso che perse la libertà a quindici anni e il suo paese a ventiquattro. In tutti questi anni ha vissuto in esilio come un profugo. Dalla sua terra non arrivavano che notizie tristi. Egli tuttavia è sempre sembrato essere in pace. Vincere il dolore è l'eterna ricerca dell'umanità. L'illusione di avvertire come permanente ciò che è passeggero induce all'errore e porta alla distruzione. Recensione ❯
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