| Titolo originale | Poliss |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Maïwenn |
| Attori | Karin Viard, Joey Starr, Marina Foïs, Nicolas Duvauchelle, Maïwenn, Karole Rocher Emmanuelle Bercot, Frédéric Pierrot, Arnaud Henriet, Naidra Ayadi, Jérémie Elkaïm, Riccardo Scamarcio, Sandrine Kiberlain, Louis-Do de Lencquesaing, Laurent Bateau, Anthony Delon, Alice de Lencquesaing. |
| Uscita | venerdì 3 febbraio 2012 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,02 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 26 febbraio 2015
Il film partecipa, in Concorso, al Festival di Cannes 2011. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 10 candidature e vinto 2 Cesar, In Italia al Box Office Polisse ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 65,2 mila euro e 28,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Le giornate dei poliziotti della squadra parigina dell'Unità di Protezione dell'Infanzia li vedono impegnati in casi spesso simili anche se ognuno con una sua specificità. Vedono passare dinanzi alle loro scrivanie bambini abusati e i loro parenti chiusi in difesa a riccio, piccoli ladruncoli e ragazzine dalla sessualità ormai fuori controllo. Per ognuno di questi casi uomini e donne dell'Unità debbono sforzarsi di trovare la soluzione meno indolore per le vittime. Non è mai facile anche perché essi stessi hanno il problema di equilibrare le loro vite private con un lavoro che li mette costantemente dinanzi al peggio di quanto l'umanità possa porre in atto nei confronti di esseri indifesi.
Maïwenn con questa sua terza regia ci propone un film che si colloca di diritto nell'ambito di quel settore della cinematografia francese interessato a portare sullo schermo la realtà pur rispettando le convenzioni della fiction cinematografica. Si tratta di un complesso gioco di equilibri in cui il risultato positivo può essere raggiunto solo grazie a una sceneggiatura che tenga costantemente conto del livello di verosimiglianza e di attori che sappiano 'dire' e 'agire' senza recitare. Con Polisse il risultato è pienamente raggiunto. La sceneggiatura, scritta dalla regista con Emmanuelle Bercot, ci immerge da subito nel diuturno proporsi di un inferno del sesso da cui bambini e bambine cercano di sfuggire temendo terribilmente le conseguenze che questo tentativo di fuga può loro procurare.
La regia è abilissima nel mettere loro di fronte uomini e donne umanamente incapaci di trasformare in routine dei contatti umani in cui la delicatezza (ma anche la ricognizione degli accadimenti) è elemento fondamentale. Così come è abile nel presentarceli come esseri umani che formano un'èquipe in cui le individualità sono spiccate e al cui interno si sviluppano relazioni e contrasti come in qualsiasi altro luogo di lavoro. Non è certo casuale che la regista si riservi il ruolo di Melissa, la fotografa inserita solo temporaneamente nel gruppo. Si tratta di colei che farà scattare nuove dinamiche e che al contempo dovrebbe 'documentare' quanto accade con un distacco che non sempre è possibile (e forse neppure giusto) raggiungere.
Non manca neppure la sottolineatura di compromessi imposti dalle alte sfere in questo che vuole però essere qualcosa di più e di diverso da un film di denuncia sociale. Il cinema francese ha ancora il coraggio di percorrere vie che le nostre produzioni sembrano avere ormai delegato alla serialità televisiva.
Polisse narra le vicende quotidiane della Sezione Minori (Brigade de Protection des Mineurs) della polizia di Parigi, fra storie d’emarginazione, sfruttamento, violenza, povertà, pedofilia, prostituzione, esuberanza sessuale adolescenziale da un lato, e le vite dei singoli componenti di una squadra di agenti dall’altro. La camera a mano di Maiween Le Besco riprende in [...] Vai alla recensione »
Tenere sotto controllo la sofferenza e la rabbia che derivano dalla frequentazione ravvicinata del male e della perversione, per giunta a danno dei più indifesi; è arduo il compito degli agenti di polizia impegnati sul fronte degli abusi ai minori, come quelli raccontati in Polisse, premio della Giuria a Cannes 2011. Firma il film la cineasta/attrice Maiwenn, la quale ha studiato a lungo l’argomento [...] Vai alla recensione »