| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Regia di | Jeremy Podeswa, Carl Franklin, David Nutter, Timothy Van Patten |
| Attori | Joseph Mazzello, James Badge Dale, Jon Seda, Josh Helman, Ashton Holmes, Keith Nobbs Rami Malek, Toby Leonard Moore, Martin McCann, Jacob Pitts, Joshua Bitton, William Sadler, Brendan Fletcher, Dylan Young, Tom Budge, Henry Nixon, Conor O'Farrell, Linda Cropper, Leon Ford, Scott Gibson, Andrew Lees, Gary Sweet, Jon Bernthal, Simon Bossell, Mark Casamento, Tom Hanks, Mauricio Merino Jr., Braydn Michael, Annie Parisse, Joe Russell, Eamon Farren, Rohan Nichol, Yutaka Izumihara, Nikolai Nikolaeff, Ashley Zukerman. |
| Tag | Da vedere 2010 |
| MYmonetro | 3,77 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 12 gennaio 2012
L'esempio di quanto il piccolo schermo (ancora di più con l'HD) sia ormai a un passo dal conquistare il territorio del grande cinema. La serie ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai Emmy Awards, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, La serie è stato premiato a AFI Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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Nove ore di guerra vera. Nove ore di umanità, di lotta per la sopravvivenza, di amicizia, di vita, di morte. The Pacific racconta storie di uomini e, a differenza di molte miniserie, non descrive necessariamente con linearità i personaggi (che spesso scompaiono per diverse ragioni prematuramente), descrive gli effetti del conflitto bellico, il vero protagonista, su di loro. Leckie, Sledge, Basilone, sono solo alcuni di coloro immersi in questo durissimo "ambiente", e sono più presenti di altri per mostrare il cambiamento che la guerra provoca in loro.
Dal primo momento, quello dell'entusiasmo per difendere il proprio paese, all'atteso rientro a casa, gli stati d'animo dei soldati mutano radicalmente. Steven Spielberg e Tom Hanks, produttori della miniserie, sapevano di dover descrivere una fase diversa della Seconda Guerra Mondiale, misconosciuta oltreoceano se non per l'attacco a Pearl Harbor, e le battaglie di Iwo Jima e Okinawa. Una fase durissima, proprio per il confronto degli uomini con la natura. Spesso infatti i veri nemici sono la giungla, la spiaggia deserta, le pioggie torrenziali, il cielo azzurro con il sole a picco (contraltare dell'atmosfera bellica), ancora di più del "pericolo giallo", i giapponesi. Questi agenti esterni conducono i soldati a vivere in condizioni estreme, fino al punto di percepire che è più facile morire di sete o di febbre gialla, più che per un proiettile o un colpo di mortaio. Queste situazioni limite, che avvicinano in modo ulteriore alla morte, legano gli uomini tra loro. Ogni individuo, nel corso della serie, muterà atteggiamento, e da una posizione di esercito come corpo unico, si passa a micromondi di riferimento, in cui ognuno difende prima di tutto gli amici e chi gli è vicino.
Il momento chiave della serie è l'insieme dei tre episodi centrali dedicati a Peleliu. A partire dallo sbarco, vero parallelo con quello di Normandia di Salvate il soldato Ryan, girato come un videogame (ricorda "Call of Duty"), che fa vivere allo spettatore l'angoscia di chi stava sul campo a combattere.
The Pacific è una pietra miliare per la televisione, è l'esempio di quanto il piccolo schermo (ancora di più con l'HD) sia ormai a un passo dal conquistare il territorio del grande cinema, a livello produttivo, di storytelling e di regia.
CURIOSITÀ
» The Pacific è costata circa 200 milioni di dollari.
» Per portare a compimento il progetto ci sono voluti 7 anni di lavorazione.
» Steven Spielberg e Tom Hanks tornano a lavorare insieme in uno show televisivo nove anni dopo Band of Brothers che, nel debutto americano, raccolse 10 milioni di telespettatori.
IN TELEVISIONE
In America il primo episodio di The Pacific è andato in onda il 14 marzo del 2010 ed è stato seguito da poco più di 3 milioni di telespettatori. In Italia è andato in onda in prima visione assoluta su Joi dal 28 aprile 2009. Dal 2 settembre 2009 è stato trasmesso in chiaro su Sky Cinema 1 dal 9 maggio del 2010. Il primo episodio è stato visto da 423.461 telespettatori.
IL CONSIGLIO
Se ti piace The Pacific ti consigliamo di vedere anche Band of Brothers, Generation Kill, The Unit.
Non ha dubbi Tom Hanks: «Dal passato al presente, la Storia d' America si può raccontare attraverso le sue guerre. Oggi che il mio Paese è di nuovo e ancora una volta in guerra, uno dei conflitti paradossalmente più brutali e sconosciuti alla nostra cultura, quello del Pacifico contro il Giappone, che cominciò per gli Usa dall' attacco contro Pearl Harbor, traccia, nei dieci episodi della miniserie televisiva The Pacific, un parallelo con il Medio Oriente e con la cultura musulmana». «Prima di ogni altra cosa - osserva - The Pacific affronta le storie degli uomini, e tanti furono i marines spesso poco più che diciassettenni, inviati su un fronte fatto di isole e giungle a loro totalmente estranee. Come lontana da tutti loro era la cultura giapponese, dove il dualismo "uccidere o essere uccisi" implicava anche il suicidio piuttosto che la resa». La prima delle dieci puntate prodotte da Hanks e Steven Spielberg per la HBO è stata trasmessa domenica sera (in Italia si vedrà a maggio su Sky) e Time ha dedicato la copertina ad Hanks, «l' uomo che vuole ridefinire il nostro passato». «Lo ammetto - dice lui - questa copertina mi ha inorgoglito e l' ho messa ben in vista per i miei figli, che come tutti i ragazzi, chiedono spesso ai videogames giochi da eroi. Ma The Pacific non ha niente a che fare con un videogame». Dopo quattro anni di preparazione e di ricerche per il progetto, 19 mesi di riprese in Australia - un anno e mezzo della sua vita - Tom sorride quando ricorda che la scorsa settimana ha avuto il compito di annunciare la vittoria di Kathryn Bgelow all' Oscar per The Hurt Locker: «Ma l' ho fatto con scarne e soddisfatte parole». Il ragazzo che faceva ridere gli americani con le sue commedie e che poi li ha commossi con il Vietnam di Forrest Gump (1994) ammette: «Da studente non amavo troppo la storia e al cinema preferivo vedere guerre spettacolari e sensuali come l' indimenticabile Da qui all' eternità». Oggi però, a 53 anni, è diventato un appassionato di Storia. Ed è più orgoglioso dei premi conquistati con la miniserie Band of Brothers (sempre la II Guerra Mondiale, ma sul fronte europeo) che dei due Oscar conquistati prima. Accenna appena all' imminente inizio delle riprese di Larry Crowne, che lo aspetta come regista e protagonista assieme a Julia Roberts, e preferisce parlare delle polemiche che si aspetta da The Pacific: «Qualcuno avrà senz' altro da ridire per la brutalità di tante scene, con riprese di esplicita ripugnanza...». Ma cosa le dispiacerebbe più di ogni altra cosa? «Non vorrei mai e poi mai che la serie televisiva venisse giudicata un film di propaganda». E invece cosa vorrebbe che The Pacific suggerisse agli spettatori? «Mi auguro, in primis, che la serie sia vista soprattutto dai giovani». Una platea che sembra rifiutare i film di guerra... «Perché nessuno più si identifica in questi film, a differenza di ciò che accadde con Patton, tanto amato da Nixon; con l' epico Il cacciatore che raccontava di un' amicizia tra uomini; con il pacifista Tornando a casa.... Dopo l' 11 settembre, in questi lunghi anni di conflitto, la platea non riesce più a trovare alcun idealismo, al di là di un certo discusso patriottismo, nelle svanite "giuste cause", che hanno tolto l' idea del consenso». Poi tiene a raccontare come è nata l' idea di questa serie: «Spielberg e io, dopo Band of Brothers e Salvate il Soldato Ryan, abbiamo ricevuto centinaia di lettere, non solo di veterani. Molte ci chiedevano di affrontare la guerra nel Pacifico, le battaglie di Guadalcanal, di Iwo Jima, di Cape Gloucester nelle isole di Peliliu e Okinawa. E' stato un appassionante lavoro di ricerca e documentazione. Tutto quello che abbiamo realizzato è basato su autentiche memorie di guerra ed è stata diretta in Australia da quattro registi. Io poi ho dato la mia voce per raccontare alcuni spezzoni di repertorio. I protagonisti sono tre sono marines: Robert Leckei (l' attore James Badge Dale), Eugene Sledge (Joseph Mazzello, che da bambino aveva lavorato con Spielberg in Jurassik Park) e John Basilone (Jon Seda), che era il decimo figlio di una famiglia di immigrati italiani, una storia che da sola meriterebbe un intero film. L' ultimo episodio affronta il problema del reinserimento dei reduci e a esso tenevo particolarmente». Se dovesse dare una definizione sintetica del risultato ottenuto con The Pacific, che cosa direbbe? «E' un lavoro contro ogni guerra, non patriottico né edulcorato. Cerca la verità e non nasconde nulla dell' orrore del conflitto. Pone domande: perché sono qui? perché uccido? per cosa combatto? Ciò che a me e a Spielberg stava più a cuore di raccontare è la devastazione prodotta dalla guerra. Molti attori, come del resto io stesso e Steven, hanno padri o nonni che avevano combattuto quella guerra. Che senso ha la vittoria se perdi te stesso e impari soprattutto a odiare il nemico?».
Da Il Corriere della Sera, 16 marzo 2010
Nel 2001 la coppia Spielberg-Hanks produceva "Band of Brothers - Fratelli al fronte", primo Spin-off del pluripremiato "Salvate il soldato Ryan". Dopo aver trattato l'intervento americano sul fronte europeo nei suoi due aspetti principali, lo sbarco in Normandia e l'itinerario bellico della fanteria aviotrasportata, è il momento buttarsi sulla parte mancante dell'in [...] Vai alla recensione »
MC' è un filo rosso che lega i capolavori di Steven Spielberg, da Schindler' s list a Salvate il soldato Ryan: la memoria. «Bisogna ricordare, perché quello che è successo, può succedere di nuovo». Insieme a Tom Hanks, il regista ha prodotto la serie - ispirata ai racconti dei veterani - sul conflitto nel Pacifico, il più sanguinario della storia americana.