| Anno | 2007 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Claudio Del Punta |
| Attori | Yeraini Cuevas, Valentin Valdez, Jean Marie Guerin, Juan Carlos Campos . |
| Uscita | venerdì 26 settembre 2008 |
| Distribuzione | Esperia Film |
| MYmonetro | 2,60 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Una coppia che lavora nelle piantagioni di zucchero della Repubblica Dominicana tenta di riscattarsi dalle umilianti condizioni di sopravvivenza a cui è costretta. In Italia al Box Office Haïti Chérie ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 6 mila euro e 4,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Jean-Baptiste e Magdaleine, entrambi al lavoro in una piantagione di canna da zucchero della Repubblica Dominicana, hanno dovuto sopportare la morte per denutrizione del loro unico figlio. La giovane donna vorrebbe tornare ad Haiti per quanto i suoi familiari siano stati massacrati da appartenenti a squadroni della morte. Il marito vorrebbe rimanere per cercare di trovare un altro lavoro. Un tentativo di stupro ai danni di Magdaleine, perpetrato da uno dei guardiani della piantagione, li spinge a partire.
Claudio del Punta è un regista alternativamente attratto dal documentario e da una fiction che non dimentica mai comunque di mettere in luce problematiche sociali. In questo caso realizza una docufiction avvalendosi della presenza di attori non professionisti. Del Punta, pur con qualche ingenuità narrativa (la protagonista che 'deve' essere bella e sempre, seppur povera, elegante) punta il dito sulla piaga della vita nei bateyes, i recinti in cui vivono in condizioni di schiavitù circa un milione di immigrati haitiani.
La vicenda narrata in Haiti chéríe (presentato in concorso al 60° Festival del film di Locarno) è molto semplice e quasi didascalica (con il medico, unico occidentale, che tenta di difendere i diritti minimi dei lavoratori) ma lo sguardo da documentarista di Del Punta riesce comunque a far emergere una realtà che i governi, europei e non, preferiscono ignorare. La Repubblica Domenicana non è nella lista dei 'paesi canaglia' anche se questa forma di schiavitù vi si esercita da più di un secolo. Le sue spiagge e il suo Oceano sono troppo attrattivi per il turismo internazionale. Ben venga un film che ci ricordi quanto, a volte, i nostri parametri di valutazione siano truccati.
Sur l'île d'Hispanolia, dans les Caraïbes, deux Etats, Haïti et la République dominicaine, se partagent le territoire. Des centaines de milliers de travailleurs clandestins haïtiens, fuyant la violence politique et économique de leur pays, vivent aujourd'hui en République dominicaine dans des bidonvilles, où ils sont exploités par les sucriers dans des conditions qui rappellent celles de l'esclavage. De [...] Vai alla recensione »