| Titolo originale | I Know Who Killed Me |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Chris Sivertson |
| Attori | Lindsay Lohan, Julia Ormond, Neal McDonough, Brian Geraghty, Bonnie Aarons . |
| Distribuzione | Moviemax |
| MYmonetro | 2,11 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 7 ottobre 2016
Aubrey, una ragazza che è stata torturata da un serial killer, quando torna a casa dall'ospedale inizia ad avere dei problemi mentali. In Italia al Box Office Il nome del mio assassino ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 53,9 mila euro e 15,1 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Aubrey Fleming è una studentessa con la passione per la scrittura e una notevole abilità nello studio del pianoforte che però non l'appassiona. Ha un ragazzo, Jerrod, che gioca nella squadra di football studentesca. Una sera, all'uscita da una partita, Aubrey scompare. Verrà ritrovata qualche tempo dopo ai bordi di una strada mutilata della mano destra e con una gamba da amputare. I genitori accorrono al suo capezzale ma, al risveglio, la ragazza insiste nel dire di non essere Aubrey ma Dakota Moss, una spogliarellista. A questo punto sia i familiari che la polizia iniziano a brancolare nel buio.
I detective statunitensi dovrebbero istituire un sindacato che li tuteli sul grande schermo. Perché va bene essere presi in giro nelle più o meno divertenti 'scuole di polizia' ma ritrovarsi a fare la figura da idioti nell'ennesimo film che vorrebbe essere 'serio' è troppo. Dopo le premesse di cui sopra infatti a nessuno degli investigatori passa per la testa di fare l'ormai routiniere esame del Dna per stabilire se Aubrey è Aubrey oppure chi dice di essere. Non possono perché il film sarebbe terminato dopo mez'ora oppure la creatività dello sceneggiatore Jeff Hammond (alla sua prima prova e già vincitore del Razzie Award assegnato al peggio del cinema statunitense) avrebbe dovuto dirigersi su altri percorsi per lui troppo complessi.
Così assistiamo a un film che ci regala almeno una scena 'forte' di tortura e poi rimane ancorato a scelte di luce interessanti che adottano tutte le gamme del blu come base e a un'atmosfera ispirata alle opere di Lynch copiate male.
È un peccato che Lindsay Lohan accetti ruoli come questo perché le doti ci sono. Ma in fondo l'attrice sembra prendersi una piccola vendetta. Osservatela, se non sarete usciti prima, nell'ultima inquadratura involontariamente comica (non preoccupatevi, nessuno spoiler!). Ha una specie di sogghigno sul volto come a dire: "Guarda che parti mi tocca accettare per mantenere uno status di vita da 'bad girl'". That's life!
Aubrey Fleming (Lindsay Lohan) è una studentessa che vive a New Salem con i genitori Daniel e Susan, suona il piano e aspira a diventare una scrittrice. Una sera, uscita con le amiche, la giovane scompare nel nulla. Dopo alcuni giorni, la conducente di un'auto nota un corpo sul ciglio di una strada deserta. Si tratta di Aubrey; è ancora viva ma ha subìto delle mutilazioni ed è in stato di shock. [...] Vai alla recensione »