| Titolo originale | The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn |
| Anno | 2011 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA, Nuova Zelanda, Belgio |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Steven Spielberg |
| Attori | Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost, Gad Elmaleh Toby Jones, Mackenzie Crook, Sebastian Roché, Daniel Mays, Tony Curran, Mark Ivanir, Phillip Rhys, Sonje Fortag, Joe Starr, Enn Reitel, Kim Stengel, Ian Bonar. |
| Uscita | venerdì 28 ottobre 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,79 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 25 marzo 2016
Tintin e i suoi amici vanno alla ricerca di un tesoro nascosto in una nave sommersa comandata dall'antenato del Capitan Haddock. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno ha incassato 3,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tintin è un giovane reporter col vizio dell'avventura che non disdegna nel tempo libero cose meno straordinarie, come passeggiare per i mercatini, fermarsi per un ritratto o per acquistare il modellino di una nave che nasconde un immancabile segreto. Un segreto che l'infido Sakharine vuole sottrargli a tutti i costi e con tutti i mezzi. Ma a difenderlo e ad affiancarlo ci pensano i maldestri Thomson e Thompson e l'impavido Snowy, un candido fox terrier amabile con gli amici e implacabile coi nemici. Derubato del prezioso veliero Tintin si mette sulle tracce del ladro finendo prigioniero sul cargo dell'ebbro Capitan Haddock e libero nella più grande delle avventure. Attraverso mari burrascosi e deserti torridi, a bordo di una scialuppa o di un idrovolante, cavalcando onde o polene a foggia di unicorno, il 'sobrio' Tintin e l'alcolico Capitan Haddock troveranno il più grande dei tesori: l'amicizia.
Diciamolo subito, Steven Spielberg ha ritrovato l'Isola che non c'è e con quella il piano della favola. Tintin era senza dubbio la stella verso cui fare rotta, magari con un cagnetto e un capitano della marina mercantile sbronzo. Archeologo infaticabile delle immagini, dei corpi e dei volti, il regista americano scava indietro nel tempo e nelle pagine di Georges Prosper Rèmi, in arte Hergè, portando sullo schermo il suo ragazzo coi capelli rossi e la testa ovale, i pantaloni alla zuava e un maglione celeste. E a nuova vita nasce letteralmente Tintin, che nella regia di Spielberg e nella produzione di Peter Jackson emana un inconfondibile odore di dinamite, quella che il protagonista 'catturato' di Jamie Bell fa esplodere riguadagnando la libertà e il diritto all'avventura. Perché la vocazione al movimento e all'azione in Tintin è creata e ricercata con ostinazione diversamente da Indiana Jones costantemente agito e costretto, 'obbligato' a essere fuori dal comune e dalla 'grazia' dell'università. Con il celebre archeologo Tintin condivide piuttosto la doppia natura di eroe e di everyman, il piacere supremo dell'avventura e della sfida, il mondo terrestre o quello marino come luogo di implicazioni e complicazioni. Più in generale poi L'avventura di Tintin: il segreto dell'Unicorno rivela la rilevanza della citazione nel e del cinema spielberghiano. Rimandi infiniti che soggiogano il suo pubblico e ne facilitano l'ingresso nell'universo fantastico. Se la relazione più scontata è quella con Indiana Jones, meno prevedibile è quella con Hook: come Uncino, il villain Sakharine si ostina a ritrovare il suo nemico (Capitan Haddock) per rivivere e ripetere lo stesso gioco e la stessa lotta, sprofondata nei secoli e negli abissi. Meno evidente ancora è la corrispondenza con L'impero del sole: alla maniera del piccolo Jim il Capitano Haddock vive la sua vita come una lunga allucinazione, la sua percezione degli eventi è costantemente alterata, distorta, surreale. Quasi sussurrato in aggiunta è il rimando a A.I. Intelligenza Artificiale: come David (il bambino artificiale) Haddock versa in una crisi di identità e necessita di un'alterità amorevole che lo fondi. E potremmo continuare all'infinito senza tacere di quel ciuffo rosso emerso dal mare come la pinna del celebre squalo, come carezza e cifra stilistica dell'autore. Ma se il suo cinema è fatto di ritrovamenti e forse anche di ripiegamenti su di sé, L'avventura di Tintin: il segreto dell'Unicorno non si risolve in questo. Spielberg non rifà se stesso e nella sua arte (cinematografica) c'è del progresso, progresso che sposta in avanti asta e livello, ribadendo che "il cinema è un'arte che deve ancora essere inventata". Riconoscendo rispettosamente e traducendo fedelmente la misura del personaggio di Hergè, Spielberg colma la scollatura tra un'idea e la sua realizzabilità tecnica, salendo sul Polar Express di Zemeckis, facendo tesoro delle sue prove tecniche e perfezionando magnificamente quell'esperimento imperfetto. Spielberg converte digitalmente Jamie Bell, Andy Serkis e Daniel Craig, catturandone (soltanto) la performance e la consistenza emotiva e lasciando riconoscibile il (di)segno originale e la psicologia dei protagonisti del fumettista belga. Personaggi mutuati e sintetici che conquistano il cuore per gli effetti e gli affetti speciali messi in scena, garantendo ai celebri albi un (nuovo) futuro, un nuovo pubblico e due nuovi episodi diretti questa volta da Peter Jackson. Caricate le avventure di Tintin di nuove valenze estetiche che possiedono un indubbio valore 'tecnico', il regista ritrova l'emozione e la capacità fabulatoria di un cinema visionario. E non chiamatelo più cinema d'animazione.
I percorsi didattici
» Hai voglia di nuove avventure in compagnia di Tintin? Allora leggi gli albi a fumetti che lo vedono protagonista. Questo film è tratto da "Il segreto dell’Unicorno", "Il tesoro di Rackam il Rosso" e "Il granchio d’oro", ma in commercio puoi trovare tutti i volumi della serie.
» Prima o dopo la lettura, chiedi ai tuoi genitori o al tuo insegnante di Storia di spiegarti il contesto storico in cui si muove Tintin: le sue avventure hanno come sfondo alcuni dei più importanti eventi del Novecento.
» Tintin e il Capitano Haddock ad un certo punto si perdono nel deserto del Sahara: è il più grande deserto del mondo, si trova nell’Africa settentrionale e la temperatura media è di cinquanta gradi (ricordi le allucinazioni del Capitano? Sono causate dalla disidratazione). Se questo tipo di paesaggio ti affascina, prova a saperne di più.
» Hai in programma un viaggio in Belgio e vuoi sapere tutto, ma proprio tutto, sul nostro detective col ciuffo? Allora visita il Museo Hergé a Louvain-la-Neuve, a 25 chiometri da Bruxelles. Hergé è l’illustratore superfamoso (200 milioni di albi venduti) che ha creato Tintin, e all’interno del museo si possono trovare le sue tavole originali, foto e documenti rari.
» Da vero amico, Haddock spiega a Tintin che cosa bisogna fare se si vuole ottenere ciò che si desidera con tutto il cuore, anche quando l’impresa appare impossibile. Ricordi le sue parole?
» Vuoti di memoria, perdita di lucidità, crisi di astinenza: prima di avere la fortuna di incontrare Tintin, il Capitano Haddock è un alcolizzato che tutti trattano senza rispetto. L’abuso di alcol danneggia molto gravemente la salute, sia fisica che mentale. Se conosci qualcuno che fa finta di non saperlo, ricordaglielo sempre!
Vi ricordate la motion capture introdotta da zemeckis con "polar express"???ecco qui è dieci volte migliore.La grafica del film è pazzesca,l'aqua che scorre sembra reale,e si riesce a vedere le espressioni degli attori.Molte scene in 3D rendono molto,e sopratutto c'è una prospettiva incredibile,la storia è semplice ma spielberg (il mio regista preferito) la rende coinvolgente e simpatica.
L'attore Jamie Bell è un tipo che non sa stare fermo, anche se costretto su una sedia piuttosto rigida: i piedi non smettono di accennare del tip tap e le mani tamburellano sulle ginocchia dando il tempo. Billy Elliot è sempre nell'aria, anche se l'arrivo di Tintin ne prenderà il sopravvento da qui alla chiusura della trilogia, progettata da Steven Spielberg e Peter Jackson. Lo incontriamo per capire meglio la sua esperienza con la motion capture e l'intervento di questa tecnologia fondamentale per restituire sullo schermo l'essenza delle tavole disegnate da Hergé. Continua »
Dopo qualche minuto in cui sta sul palco, un dubbio sorge spontaneo: ma è rimasto nel personaggio? Jamie Bell, al festival di Roma per presentare Le avventure di Tintin: il segreto dell’unicorno, ogni tanto dà l'impressione di sentirsi un po' disperso e di aver bisogno anche lui di Milù che lo viene a salvare. Per esempio, quando si scorda ripetutamente quello che gli è stato chiesto (ma in effetti, con una serie di tre domande di fila, non è semplicissimo) o quando la moderatrice gli pone una domanda e lui scruta in platea, non rendendosi conto che l'autore del quesito sta accanto a lui.
Da quanti anni si parlava del film da Tin Tin? Troppi, anche solo per contarli. Se non andiamo errati, da prima che Peter Jackson (produttore) realizzasse la trilogia del Signore degli anelli. Sicuramente, dopo che Lucas e Spielberg (quest’ultimo, qui regista) avevano dato fondo a idee ed energie per la saga di Indiana Jones. Perché Tin Tin è figlio di quell’idea di cinema, che è poi la quintessenza [...] Vai alla recensione »