| Titolo originale | Carla's Song |
| Anno | 1996 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 127 minuti |
| Regia di | Ken Loach |
| Attori | Scott Glenn, Robert Carlyle, Oyanka Cabezas, Gary Lewis . |
| Uscita | venerdì 20 settembre 1996 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,33 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 novembre 2014
Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office La canzone di Carla ha incassato 1,3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Glasgow 1987. George Lennox, autista d'autobus di linea, incontra Carla, una profuga nicaraguense, e se ne innamora. Progressivamente viene a conoscenza del suo doloroso passato in seguito a un tentativo di suicidio. Carla, sandinista, è stata torturata dai Contras e il suo compagno Carlos orrendamente mutilato. George decide di aiutarla a tornare in patria e la segue.
Ken Loach e Paul Laverty invertono il punto di osservazione rispetto al precedente Terra e libertà. Là il protagonista partiva dall'Inghilterra per seguire un ideale politico e in Spagna trovava l'amore e lo sconforto rispetto a quelli che considerava compagni. Qui George molla tutto per amore di Carla (della realtà socio-politica del Nicaragua non sa praticamente nulla) e solo una volta giunto in loco con lei comprende la complessità della situazione compiendo poi una difficile scelta finale. Perché Loach, al contrario di quanto molti suoi detrattori ritengono, non è un ideologo a cui interessa solo sostenere una tesi politica. Ciò che più gli importa è leggere le vite di uomini e donne che si confrontano con la Storia e fa ciò senza pretendere che lo spettatore ne sappia più del protagonista. Spetta infatti alla sorella di George, Eileen, informarlo e informarci.
Quando Lennox giunge in Nicaragua scopre un popolo sofferente ma che non ha piegato il capo dinanzi ai Contras finanziati dagli americani. Spetta a un intenso Scott Glenn rivelare all'attonito scozzese la strategia della CIA che addestra le forze paramilitari affinandone le pratiche più crudeli. All' 'autista pazzo' e alla 'ballerina matta' non resta che prendere atto di una realtà che reclama il ritorno alle radici di una lotta che è di popolo ma, proprio perché tale, si alimenta grazie alle singole esistenze, ognuna delle quali deve dare una risposta individuale. Talvolta una canzone può indicare la giusta via.
Glasgow 1987. George, conducente d'autobus bizzarro (e un po' cretino) incontra Carla, profuga politica nicaraguense. Si innamora di lei e molla tutto per riportarla a casa, dove c'è guerriglia fra i ribelli e i "contras". La ragazza cerca il suo ex compagno Antonio, che ritroverà alla fine, ormai larva umana. George se ne torna in Scozia. Film sbagliato, che sembra scappato dagli anni Settanta. Peccato per Loach, dopo il magnifico Terra e libertà. La parte girata in Nicaragua è didascalica, forzata e priva di poesia. La dialettica dei partigiani antifranchisti in Terra e libertà diventava vera e commovente forse per la prospettiva storica, lontana. La realtà nicaraguense di qualche anno fa è un fatto di attualità, pertinenza di media più attrezzati del cinema in quel senso. Non aiuta la scarsa simpatia del personaggio interpretato da Carlile, attore inutilmente espressivo. Ribadiamo: peccato.
Pellicola interessante questa. Ken Loach questa volta lascia (e non del tutto) la crisi economica, per concentrarsi su altri temi, come appunto le guerre del centro america. Per non dire la trama, arrivo subito al nocciolo, le denuncie maggiori sono sempre agli stati uniti, principali colpevoli di queste guerre, forse un po' per dimostrare di poter ancora far cadere un paese, a differenza di [...] Vai alla recensione »
Sgradevole, duro, sarcastico, arrabbiato, dichiaratamente di parte: così è il miglior cinema di Ken Loach. Il suo realismo non è e non pretende d’essere una (impossibile) ripetizione del mondo. Al contrario, è uno sguardo sul mondo: uno sguardo politico ed etico, ideologico ed esistenziale, ma anche e soprattutto uno sguardo poetico. Lo si può condividere o lo si può rifiutare.