The Road to Guantanamo

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Un film di Michael Winterbottom, Mat Whitecross. Con Riz Ahmed, Farhad Harun, Waqar Siddiqui, Arfan Usman, Mark Holden Drammatico, durata 95 min. - Gran Bretagna 2006. uscita venerdì 15 settembre 2006. MYMONETRO The Road to Guantanamo * * * - - valutazione media: 3,07 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato sì!
3,07/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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 pubblico * * * - -
Trailer The Road to Guantanamo
Il film: The Road to Guantanamo
Uscita: venerdì 15 settembre 2006
Anno produzione: 2006
Michael Winterbottom racconta l'odissea di tre giovani musulmani inglesi rinchiusi innocenti per due anni nella famigerata base di Guantanamo.
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primo piano
Un film denuncia diretto e dallo stile convincente
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Quattro amici di età che va dai 19 ai 23 anni (Ruhel, Asif, Shafiq e Monir) partono dall'Inghilterra per il matrimonio di uno di loro in Pakistan. Siamo nell'autunno del 2001. Dopo una serie di vicissitudini tre di loro vengono arrestati dalle truppe americane e portati nella base di Guantanamo. Ne usciranno due anni dopo totalmente scagionati dall'accusa di terrorismo dopo aver subito torture psicologiche e fisiche brutali.
Michael Winterbottom non è nuovo a imprese di questo genere. Molti ricorderanno Welcome to Sarajevo così come Cose di questo mondo (sui profughi dall'Afghanistan e vincitore dell'Orso d'Oro).
Questa volta, dopo un inizio un po' faticoso che ricorda troppo da vicino Cose di questo mondo, l'accusa non potrebbe essere più diretta e lo stile più convincente. Il regista inglese decide infatti di intervistare i tre protagonisti e di ricostruire con non attori quanto da loro narrato. L'obiezione che può subito emergere è ovvia: Winterbottom ha fatto le verifiche necessarie? È sicuro che quanto raccontato dai tre corrisponda a verità? La risposta è sin troppo facile: per certo i giovani avevano un alibi di ferro e nonostante questo si sono fatti due anni di Guantanamo come terroristi pericolosissimi. A questo si può aggiungere che se fosse vera anche solo la metà delle torture da loro raccontate come subite ad opera dei soldati americani questo sarebbe già più che sufficiente per parlare di barbarie.
Winterbottom mette poi a segno un colpo di genialità da ricercatore quando mostra una dichiarazione di Donald Rumsfeld che afferma testualmente "Stiamo rispettando in massima parte la Convenzione di Ginevra sui Diritti Umani". L'uomo di punta dell'Amministrazione Bush dice la verità: quello che sta oltre alla massima parte precipita nel buio o nel sole a picco su celle di metallo in mezzo a un cortile della base di Guantanamo al cui ingresso (Camp Delta) si legge: "Honour Bound to Defend Freedom". Per molto, molto meno Richard Nixon dovette lasciare la Casa Bianca. Erano altri tempi? Forse.
Sta di fatto che una democrazia non è tale perché simili e sistematiche violazioni del Diritto possono essere denunciate. Una democrazia è tale quando queste non possono verificarsi.

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Premi e nomination The Road to Guantanamo

premi
nomination
Festival di Berlino
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0
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Non è un film politico e racconta i fatti

mercoledì 30 aprile 2008 di Gianmaria S

Narra la storia tra film e documentario di quattro amici pakistani che vivono a Londra ma tornano nel loro paese d'origine per il matrimonio di uno di loro. Qui decidono di fare un viaggio in Afganistan per aiutare la popolazione devastata dai bombardamenti e si trovano improvvisamente prigionieri politici. Il film è da vedere assolutamente per rendersi conto di cosa stia succedendo, di come la guardia sia delinquente come il ladro. L'ipocrisia con cui l'America (intesa come l'amministrazione continua »

* * * - -

L'auschwitz statunitense

mercoledì 24 ottobre 2012 di giovannicucca

In seguito ai fatti dell'11 settembre, gli americani iniziano a dare la caccia a Bin Laden occupando l'Afghanistan. Nello stesso momento tre ragazzi  britannici di origine pakistana arrivano in medio oriente per le nozze di un amico, ma spinti dalla curiosità di conoscere l'Afghanistan e di aiutare il popolo sottomesso approdano a Kandahār... L'arresto e la prigionia sotto la bandiera USA, sono solo l'inizio di questa drammatica avventura. Da quel momento continua »

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Efficace ed istruttivo

lunedì 19 febbraio 2007 di Beefheart

Film documentario in parte simile al precedente "Cose di questo mondo" ed in parte incentrato sulla detenzione dei prigionieri a Guantanamo. In questo caso il regista monta le testimonianze dirette di alcuni reduci con alcune immagini di repertorio e ricostruzioni sceniche. Ovviamente si suppone che il tutto sia corrispondente a realtà. Quanto alla resa cinematografica direi che se la prima parte è piuttosto una noiosa e fin troppo dettagliata descrizione del viaggio dall'Inghilterra all'Afghanistan, continua »

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DVD | The Road to Guantanamo

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 16 gennaio 2007

Cover Dvd The Road to Guantanamo A partire da martedì 16 gennaio 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd The Road to Guantanamo di Michael Winterbottom, Mat Whitecross con Riz Ahmed, Farhad Harun, Waqar Siddiqui, Arfan Usman. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1. Su internet The Road to Guantanamo è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film The Road to Guantanamo

di Lorenzo Buccella L'Unità

Più di tante parole, alcune scene. Penombra da interrogatorio: il soldato americano chiede, sei di Al Qaeda? No, la risposta e giù manate. Si va avanti: conosci Mohammed Atta? No, e giù altre manate. Sai dove si trova Bin Laden? E all’ennesimo no si passa all’incappucciamento con tanto di corsa nuda in mezzo ai cani. Poi: una massa di detenuti, incolonnata con tuta arancione e maschera spaziale in faccia, trasferita come bestiame portatore di peste nelle griglie carcerane di Guantanamo dove ci sono marines che giocano a calcio col corano. »

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Devono essere stati gli unici a non accorgersi dell'11 settembre. Passi per la madre di Asif Iqbal, tutta presa a combinare il matrimonio del figliolo: il giorno prima era tornata nella cittadina di Tipton dal lontano Pakistan, dove aveva trovato la ragazza giusta (si capisce che, nell'ebbrezza della felicità, un telegiornale può sfuggire). Più difficile che non se ne sia accorto il promesso sposo, diciannovenne cresciuto in Inghilterra. Per quanto uno potesse essere distratto, i televisori mandavano e rimandavano in onda le immagini delle Twin Towers, qualcosa prima o poi avrebbe dovuto convincerlo che non era il momento adatto per andare a Faisalabad, Punjab, ove far conoscenza con la promessa sposa vista in fotografia. »

di Roberto Silvestri Il Manifesto

La superprigione di Guantanamo, dopo 4 anni di impunità, deve essere immediatamente chiusa. Dalle prime anticipazioni stampa di ieri, queste sono le conclusioni del rapporto della commissione d'inchiesta Onu, reso noto proprio in concomitanza con l'anteprima mondiale dell'instant-movie britannico, in concorso, The road to Guantamano (La strada per Guantamano), diretto da Michael Winterbotton e Mat Whitecross, che dettagliatamente racconta, con indignazione ma senza abusare «pornograficamente» delle immagini (forse un po' dei suoni e dei ritmi), utilizzando per metà la forma-intervista e per metà una «messa in scena» piuttosto ben documentata, come in quel luogo si maltrattano, umiliano e torturano (ancora adesso) 500 prigionieri. »

Guantanamo, la baia dei diritti violati

di Roberto Silvestri Il Manifesto

L'instant-movie britannico, già passato in concorso al festival di Berlino, The road to Guantamano (La strada per Guantamano), diretto da Michael Winterbotton e Mat Whitecross, dettagliatamente racconta, con indignazione ma senza abusare «pornograficamente» delle immagini (forse un po' dei suoni e dei ritmi), utilizzando per metà la forma-intervista e per metà una «messa in scena» piuttosto ben documentata, come in quel luogo si maltrattano, umiliano e torturano (ancora adesso) 500 prigionieri. Ecco un caso di «apartheid giuridico» scandaloso, un «buco nero» per la democrazia, la catastrofe del «pensiero unico». »

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