Welcome to Collinwood

Un film di Joe Russo, Anthony Russo. Con William H. Macy, Sam Rockwell, Jennifer Esposito, George Clooney, Luis Guzmán.
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Commedia, durata 86 min. - USA 2002. MYMONETRO Welcome to Collinwood * 1/2 - - - valutazione media: 1,93 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato no!
1,93/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * - - -
 critican.d.
 pubblico * 1/2 - - -
William H. Macy
William H. Macy (70 anni) 13 Marzo 1950 Interpreta Riley
Sam Rockwell
Sam Rockwell (51 anni) 5 Novembre 1968 Interpreta Pero
Jennifer Esposito
Jennifer Esposito (47 anni) 11 Aprile 1973 Interpreta Carmela
George Clooney
George Clooney (59 anni) 6 Maggio 1961 Interpreta Jerzy
Luis Guzmán Gabrielle Union
Ennesimo remake de "I soliti ignoti"ad opera della premiata ditta Clooney-Cronenberg.
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Ennesimo remake de "I soliti ignoti".
Laura Parigi     * * - - -

Cosimo è un ladruncolo che sta progettando un colpo grosso. Per riuscire, però, ha bisogno di un capro espiatorio. Cosimo si trova in prigione e quindi sarà compito di Rosalind, la sua ragazza, trovare il pollo da spennare. Ennesimo remake de "I soliti ignoti" ad opera della premiata ditta Clooney-Soderbergh. Trapiantata a Collinwood, la commedia all'italiana perde le sue radici e il suo umor tipico. I personaggi sono macchiette, marionette che recitano fuori dal loro teatro naturale. Intrepretando alla lettera il film di Monicelli, i registi Anthony e Joe Russo perdono la caratterizzazione di ambienti e personaggi e realizzano un film comico, infarcito di un humor demenziale che stona agli occhi dello spettatore che ha avuto la fortuna di vedere l'opera originale, forse ne svaluta l'interesse per chi scopre "I soliti ignoti" attraverso questo quasi-remake. L'idea di dare a Clooney il ruolo che fu di Gassman si spreca, qui, in un cameo acchiappafan, ma lo spunto non è sacrilego, forse grazie quella traccia di disincanto che fu un tratto "somatico" del grande attore italiano e che, a tratti, si legge anche sulla faccia del bel George.

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* - - - -

Giù le mani dal mito!

venerdì 7 ottobre 2011 di ultimoboyscout

Secondo e meglio riuscito remake dell'immortale "I soliti ignoti" dopo "I soliti ignoti made in USA" di malle. Meglio riuscito perchè il primo remake è osceno, era difficile fare peggio e perchè questo film ricalca fedelmente, quasi fastidiosamente, la sceneggiatura di Monicelli. Nonostante un buon cast, il confronto con gli attori italiani è improponibile: Macy è Mastroianni, Jeter è Pisacane, Rockwell è Gassman, Davoli è continua »

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di Roberto Nepoti La Repubblica

Incarcerato per furto d'auto, un balordo riceve da un ergastolano la soffiata per il colpo grosso, mette assieme una banda sgangherata e tenta di derubare un banco di pegni. Salvo che il gruppo è interamente composto di "loser", meglio: di autentici freak. Con loro, anche il più piccolo buco nel muro è destinato ad assumere proporzioni epico-parodistiche. Prima realizzazione della Section Eight, la casa produttrice di Steven Soderbergh e George Clooney, Welcome to Collinwood è il rifacimento americano, di Big Deal on Madonna Street: ovvero I soliti ignoti, pietra-miliare della commedia all'italiana nonché film di culto presso i cinefili d'Oltreoceano. »

di Alberto Crespi Film Tv

Sorpresa: anche se siete fans irriducibili dei Soliti ignoti di Monicelli (nonché de L’Audace colpo, ragguardevole seguito diretto da Nanni Loy), il remake americano architettato dalla strana coppia di produttori Clooney-Soderbergh si può guardane. II film è quasi pantografato sull’originale: non siamo ai livelli di riscrittura dello Psycho di Gus Van Sant, ma quasi. In realtà i fratelli Russo, registi e sceneggiatori, hanno potato la sceneggiatura di Age, Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico, riducendo Io spazio di molti personaggi e arrivando allo “sgobbo” fallito, in soli 88 minuti. »

di Alberto Crespi L'Unità

Ebbene sì, confessiamolo: eravamo prevenuti. A un remake americano dei Soliti ignoti di Mario Monicelli potevamo concedere un unico merito: quello di invogliare un po' di giovani ignari, su entrambe le sponde dell'Oceano, a vedere l'originale; anche perché il precedente di Crackers, diretto nel 1984 da Louis Malle, era poco confortante. Dopo aver visto Welcome to Collinwood, scritto e diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo, dobbiamo parzialmente correggere il tiro: I soliti ignoti rimane un capostipite ineguagliabile, ma questo remake è fatto con amore e soprattutto ha un senso, perché ci fa conoscere un pezzettino d'America altrimenti - scusate la battuta - ignoto. »

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