| Anno | 2002 |
| Genere | Avventura, |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Sam Raimi |
| Attori | Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Willem Dafoe, James Franco, J.K. Simmons Bill Nunn, Rosemary Harris, Cliff Robertson, Joe Manganiello, Gerry Becker, Jack Betts, Stanley Anderson, Ron Perkins, Michael Papajohn, K.K. Dodds. |
| Uscita | lunedì 1 luglio 2024 |
| Tag | Da vedere 2002 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,27 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 21 giugno 2024
L'eroe inventato nei primi anni sessanta da Stan Lee portato sullo schermo da un regista con caratteristiche autoriali (non il solito esperto di effetti speciali). Al Box Office Usa Spider-Man ha incassato 404 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Peter Parker è un giovane studente di college, non particolarmente brillante, che vive assieme agli amati zii ed è segretamente innamorato della bellissima Mary Jane Watson. Durante una visita a un laboratorio, il giovane viene morsicato da un ragno che ha fatto da cavia per numerosi esperimenti. Il giorno dopo Parker vede la sua massa muscolare aumentare, la miopia scomparire, i cinque sensi acuirsi e si rende conto di poter lanciare dai polsi delle resistenti ragnatele, ma purtroppo per lui l'euforia dura poco: lo zio viene infatti ucciso durante una rapina. Sconvolto dal dolore e desideroso di mettere a frutto i suoi poteri senza svelare la sua vera identità, si disegna un costume rossoblu con l'effige di un ragno: Spiderman è nato...
Frutto di anni e anni di dubbi, ripensamenti, riscritture della sceneggiatura e della ricerca affannosa del cast e del regista adatto, Spiderman è un film entusiasmante e al tempo stesso discontinuo. La nascita del mito, che si prende delle libertà rispetto all'originale del fumetto, è necessariamente lenta e ragionata e pone le fondamenta per gli sviluppi che seguiranno, mentre la seconda parte della pellicola, caratterizzata dallo scontro tra l'eroe e Goblin, nemesi storica, è assolutamente spettacolare. Felice la scelta del cast: Tobey Maguire, di certo non un "bello da copertina", è perfetto per interpretare Peter Parker, Kirsten Dunst è un Mary Jane dolce ma risoluta al tempo stesso e Willem Dafoe si dimostra villain di spessore. Attorno a essi, un vario gruppo di ottimi caratteristi e tanti camei di gran pregio che permettono al film di cambiare registro da un momento all'altro. Sullo sfondo, una New York non pacificata e ancora terrorizzata dall'11 settembre: mai come ora Spiderman non è solo un "supereroe con superproblemi" ma l'ultima speranza per una nazione allo sbando. Sam Raimi, che aveva già una certa esperienza (sui generis...) nell'ambito superoistico (Darkman) riesce a fondere nella sua opera l'amore per il fumetto originale con l'originalità e l'eclettismo che ha contraddistinto la sua carriera cinematografica e con l'aiuto di ottimi effetti speciali confeziona un pregevole blockbuster capace in alcune sequenze, come quella del bacio tra Spiderman e Mary Jane o quella del salvataggio in extremis di quest'ultima, di restare indelebilmente impresso negli occhi e nel cuore del pubblico.
Spider-Man è un film basato sul personaggio dei fumetti creato da S. Lee e S. Ditko per la «Marvel», apparso per la prima volta nel 1962 sulle pagine di «Amazing Fantasy», giunto in Italia nel ’70. È un film dominato dalla figura del doppio, che si dà, sul piano tematico, nello sdoppiamento tra Peter e Spider-Man, Norman e Goblin, umano e oltreumano, normalità e straordinarietà; sul piano formale, nel rapporto tra realtà e fantastico, tra l’equilibrio del cinema “reale” (classico) e l’euforia del cinema digitale, tra corpi reali e corpi sintetici, tra stasi e velocità, passato e futuro. Spider-Man è il primo “supereroe con superproblemi”. Prima e più che un supereroe, è un giovane che si trova ad attraversare il passaggio dall’adolescenza alla maturità, dall’età della spensieratezza a quella delle responsabilità, e affronta i problemi tipici di questa fase della vita, come i veloci cambiamenti fisici e psicologici, la ricerca dell’identità. La trasformazione di Peter metaforizza le trasformazioni dell’età adolescenziale. Dapprima Peter usa i poteri per divertimento e a proprio vantaggio; dopo la morte dello zio, li usa per vendicarsi; poi acquisisce la consapevolezza delle proprie responsabilità; alla fine, dicendo «Chi sono io? Io sono Spider-Man», attesta la conquista dell’identità, il compimento del percorso di formazione. Peter/Spider-Man, orfano come altri supereroi (Superman, Batman), si trova a scegliere tra due padri putativi: lo zio Ben e Norman. Lo zio Ben è il padre positivo, la figura dell’onestà, del dovere, della responsabilità. Norman è il padre negativo, la figura dell’arrivismo, della brama di ricchezza e potere, della scellerata volontà di onnipotenza. Peter/Spider-Man e Norman/Goblin compiono due percorsi paralleli e speculari. Entrambi sono molto intelligenti e appassionati di scienza; devono sopravvivere in un ambiente sociale dominato dalla sopraffazione (la scuola piena di bulli per Peter, l’industria piena di affaristi cinici per Norman); entrambi arrivano a una nuova identità superumana.
Funziona perfettamente, ottima regia, ottimo Maguire (nonostante non sia il più bello di Hollywood), ottima storia. Funziona l'eroe perchè il suo nemico storico, affrontato in questo film, Goblin piace e da battaglia in maniera credibile. Oltre a dosi logicamente massicce di azione, ritmo e spettacolarizzazioni delle imprese e azzeccatissimi effetti speciali il merito di Raimi è [...] Vai alla recensione »
É solo che l'euforia da comic strip si è da un pezzo impossessata di Hollywood e questo Spiderman ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i fan dell'arrampicamuri. Della fedeltà tra fumetto e film non ci importa nulla, ma due erano le difficoltà da superare: 1) la convivenza con gli effetti speciali digitali 2) la definizione dei personaggi. Raccontando le gesta di supereroi in calzamaglia rossa [...] Vai alla recensione »