| Anno | 1970 |
| Genere | Giallo, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Dario Argento |
| Attori | Enrico Maria Salerno, Tony Musante, Suzy Kendall, Umberto Raho, Werner Peters Mario Adorf, Eva Renzi, Renato Romano, Fulvio Mingozzi, Rosita Torosh, Carla Mancini. |
| Uscita | martedì 27 agosto 2024 |
| Tag | Da vedere 1970 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | 3,51 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 19 agosto 2024
Uno scrittore assiste per caso all'aggressione subita da una donna e s'improvvisa detective per identificare il colpevole. In Italia al Box Office L'uccello dalle piume di cristallo ha incassato 17,4 mila euro .
L'uccello dalle piume di cristallo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Scrittore americano di passaggio a Roma, Sal Dalmas assiste, attraverso la vetrata di una galleria d'arte, ad un tentativo di omicidio. Benché sia stato soltanto il suo intervento a mettere in fuga il misterioso killer, presto le indagini della polizia si concentreranno proprio su di lui, in breve assorbito in un vortice di aggressioni da parte di un assassino che continua ad uccidere indisturbato. Insieme alla fidanzata, cercherà allora di venire a capo della situazione, convinto com'è di non riuscire a ricordare un dettaglio fondamentale in grado di risolvere l'enigma.
Dopo un apprendistato come soggettista e sceneggiatore (C'era una volta il West e Metti una sera a cena) e un'esperienza da critico cinematografico per Paese sera, il ventinovenne Argento esordisce alla regia con un film che sancisce una nuova epoca, di fatto una reale canonizzazione, per il cosiddetto "giallo all'italiana". Assorbita la lezione di Mario Bava (La ragazza che sapeva troppo, Sei donne per l'assassino) e con un occhio sempre teso al maestro Alfred Hitchcock (si pensi solo al cammeo di Reggie Nalder, indimenticabile nel ruolo del killer in L'uomo che sapeva troppo), il cineasta romano confeziona un gioiello in cui balzano all'attenzione qualità registiche fuori dal comune: l'importanza fondamentale della soggettiva, delle tecniche di montaggio, dei suoni, delle distorsioni e degli inganni, l'occhio di una macchina da presa sempre alla ricerca di punti vista inediti (aiutata in questo caso anche dall'apporto di Vittorio Storaro alla fotografia) fanno di L'uccello dalle piume di cristallo un vero classico, punto di riferimento obbligato per ogni studioso del cinema italiano, anche al di là del genere di appartenenza. Violento, forsennato, pauroso, mette nero su bianco una ricetta che il regista tenderà a riproporre in tutti i suoi successivi gialli, compreso il capo d'opera Profondo rosso. È un mondo di folli quello di Argento, di detective improvvisati e di particolari da mettere a fuoco, un viaggio nell'inconscio che può fare anche a meno della logica, ma mai della potenza del pezzo forte, di uno forma personalissima che ha ridefinito i canoni del cinema di spavento nostrano.
Imitato fino alla nausea, non solo in quello stile mai eguagliato in realtà, ma soprattutto nel titolo (non si contano le pellicole uscite in quegli anni che fanno riferimento a tarantole, lucertole, farfalle, iguane e bestie varie), ebbe un importante successo di pubblico. Insieme ai successivi Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio costituisce la cosiddetta "trilogia degli animali". Non è un segreto che alla base dell'ispirazione del regista ci sia il romanzo giallo La statua che urla di Fredric Brown.
Primo film di un grandissimo regista, probabilmente sottovalutato dalla critica "ufficiale". "L'uccello dalle piume di cristallo" rivela da subito un autore con la "a" maiuscola, portatore di uno stile personale - per quanto certi debiti col cinema di Mario Bava (su tutti "Sei donne per l'assassino") siano innegabili - che, già dal primo lungometraggio, [...] Vai alla recensione »