Se l’Oriente è una galassia, l’Oriente contemporaneo è il pianeta su cui appoggia i propri occhi (occhi curiosi e innamorati) il Far East Film Festival di Udine. Lo fa da sempre, dalla primissima edizione del 1999, e adesso che sta per scrivere il 27º capitolo della sua lunga storia, lo fa ancora più intensamente. Occhi curiosi e innamorati, certo, ma anche attentissimi ai colori, alle sfumature e alle urgenze dell’attualità. Il FEFF, prima di essere un viaggio e una somma di narrazioni, è uno sguardo. Uno sguardo che il graphic designer Roberto Rosolin ha cristallizzato nella nuova immagine ufficiale e che il festival moltiplicherà attraverso le traiettorie tematiche della nuova line-up.
75 titoli (48 in concorso, 27 fuori concorso) provenienti da 11 paesi. Più esattamente, 7 world premiere, 15 anteprime internazionali, 20 anteprime europee e 19 anteprime italiane.
22 titoli saranno disponibili in streaming su MYmovies ONE.
Una massiccia selezione di cinema popolare, ovviamente non priva di parentesi d’autore e di omaggi al passato, per osservare da vicino l’Asia di oggi e le sue necessità narrative. Molto da vicino. Mai come adesso, infatti, il cinema popolare sembra interessato a raccontare il tempo e la società: senza rinunciare alla propria natura di cinema popolare, mainstream e commerciale, ma senza nemmeno rinunciare agli spunti di riflessione. Spesso acuminati. E il box office della Cina continentale, da questo punto di vista, rappresenta sicuramente un caso emblematico.