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5 Centimeters Per Second campione della selezione online del FEFF

Sono stati espressi più di 3.000 voti, che hanno riflesso la forza e la profondità del cinema giapponese.
di Sara Domenicano

mercoledì 6 maggio 2026 - Far East Film Festival

Il pubblico di MYmovies ha sostenuto il cinema giapponese dopo aver visto i 13 film proposti dalla 28ª edizione del Far East Film Festival di Udine, votando Five Centimeters Per Second (2025), diretto da Okayama Yoshiyuki, come vincitore del Purple Mulberry Award sponsorizzato dalla piattaforma.
Sono stati espressi più di 3.000 voti, che hanno riflesso la forza e la profondità del cinema giapponese all'interno del programma del FEFF di quest'anno: Fujiko, diretto da Kimura Taichi, si è aggiudicato il prestigioso Golden Mulberry Award, il riconoscimento più ambito del FEFF, decretato dal voto del pubblico in sala.

La scelta di Five Centimeters Per Second racconta molto sul gusto degli spettatori italiani: un cinema abile nell’unire delicatezza emotiva e profondità visiva, lontano dagli eccessi della spettacolarità ma capace di lasciare il segno. Nonostante l'enorme popolarità dell'originale trasposizione animata di Makoto Shinkai, il pubblico ha accolto con altrettanto calore l'adattamento in live action. Questa versione si è distinta per un uso straordinario del design visivo, riflesso diretto della formazione di Okuyama come fotografo. Nei commenti raccolti dai video pubblicati sui social da MYmovies, gli spettatori lo hanno descritto come "commovente e nostalgico", "toccante e poetico", "un film che gioca sui parallelismi dell’ieri e dell’oggi", catturando lo spettatore a un livello profondamente emotivo.

Con lo straordinario risultato di oltre 7.000 ore di visione complessive, i numeri di questa edizione evidenziano come l'appuntamento online del festival sia diventato ormai un evento ben consolidato. E Five Centimeters Per Second non è stato l'unico titolo a lasciare il segno: tra i film più amati e seguiti della selezione si è distinto anche Suzuki=Bakudan (2025), un thriller investigativo tortuoso ma fresco firmato Akira Nagai, ulteriore prova della varietà di registri con cui il cinema giapponese riesce a raggiungere il suo pubblico.
La presenza del Giappone al festival è continuata a Udine, dove un vero e proprio pilastro del cinema giapponese è salito sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine: Yakusho Koji. Il leggendario attore ha ricevuto il Golden Mulberry alla carriera, con il premio consegnato da Wim Wenders in persona. Il regista ha dichiarato di aver fatto il viaggio in Friuli per Koji e lui soltanto, un gesto che rivela molto sulla reputazione dell'attore non solo all'interno del cinema giapponese, ma sulla scena internazionale. Inoltre, fuori concorso ha esordito Kokuho di Lee Sang-il, uno dei titoli più attesi del recente cinema giapponese, che ha fatto il suo debutto italiano al festival grazie a Tucker Film ed è stato accolto da una standing ovation apparentemente inarrestabile. Ambientato nel mondo del kabuki e delle arti tradizionali giapponesi, il film è un'ulteriore dimostrazione di come questo cinema sappia parlare a pubblici diversi, con linguaggi e registi capaci di attraversare i confini culturali senza perdere la propria unicità.
L'edizione di quest'anno è stata la conferma di una tendenza che si è sviluppata negli anni. Dagli anni '90, gli anime in televisione hanno plasmato migliaia di giovani italiani che, col tempo, hanno imparato ad amare anche i grandi classici – da Kurosawa a Ozu. Gli appassionati di horror e noir giapponese costituiscono una fetta significativa e fedele del pubblico italiano, mentre i film di Miyazaki e Shinkai continuano a parlare con naturalezza alle nuove generazioni. Il FEFF, nei suoi quasi trent'anni di storia, ha saputo costruire e intercettare questa fedeltà, edizione dopo edizione.

E così, tornando a Five Centimeters Per Second, cosa significa che 3.000 italiani, connessi da casa, hanno scelto di onorare questo film dal ritmo lento e malinconico su un amore che col tempo prende strade divergenti? In un panorama audiovisivo sempre più dominato dall'urgenza e dalla sovrapproduzione, il cinema giapponese continua a fare quella cosa rara: rallentare il tempo senza perdere il pubblico, e trovare la strada per il cuore.

Sara Domenicano ha partecipato all’edizione di quest’anno del FEFF Campus per i giovani aspiranti professionisti nell’industria cinematografica.


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