Si è spento a 75 anni nella sua casa olandese l'attore celebre anche per Ladyhawke e La leggenda del santo bevitore.
Attore olandese, conosciuto in tutto il mondo grazie all'interpretazione del replicante filosofo in Blade Runner di Ridley Scott. Ha "visto cose che voi umani...", ha riso e pianto in film di diverso genere, dimostrando grandi capacità di versatilità. La passione con la quale porta avanti il suo mestiere lo ha reso un personaggio cult tra i cinefili.
Gli esordi
Figlio d'arte (i genitori sono attori drammatici), cresce ad Amsterdam assieme alla sua famiglia. Di animo irrequieto fin da giovane, a soli quindici anni si imbarca su una nave mercantile per imitare lo spirito avventuriero del nonno. Malato di daltonismo, è costretto a scendere a terra, dove colleziona un'espulsione scolastica una dietro l'altra. I genitori pensano allora di iscriverlo ad una scuola di recitazione ma anche lì non resiste a lungo e alla prima occasione, viene cacciato via. Si diletta così in numerosi lavori, dall'elettricista al carpentiere, prima di partire per la Svizzera, dove diventa una guida alpina e poco dopo un macchinista nel teatro di Basilea. Nel 1967 ritorna nella città natia e porta a termine gli studi d'arte drammatica. Si diploma e in breve si avvicina al mondo del teatro sperimentale che frequenta per cinque anni, fino al debutto televisivo nella serie olandese Floris (1969), dove interpreta un coraggioso cavaliere.
L'amicizia con Verhoeven e il successo di Blade Runner
Il suo carattere stravagante e la versatilità del talento si assemblano bene insieme; un connubio che si fa subito notare da un grande autore come Paul Verhoeven che lo chiama a recitare nel ruolo da protagonista in Fiore di carne (1973), Kitty Tippel... quelle notti passate sulla strada (1974), Soldato d'orange (1979) e Spetters (Spruzzi) (1979). La collaborazione tra i due connazionali garantisce ad Hauer una certa visibilità in Europa. In seguito oltrepassa i confini, conquistandosi una fama internazionale, grazie al poliziesco I falchi della notte (1980), dove recita al fianco di Sylvester Stallone, e al ruolo del replicante filosofo di Blade Runner (1982) di Ridley Scott. Da quel momento in poi, dalla frase memorabile "Ho visto cose che voi umani...", la sua vita cambia totalmente, raggiunge una popolarità sbalorditiva e il suo personaggio conquista un posto speciale nella top ten dei ruoli cult del cinema.