Tra gli Anni Cinquanta e Sessanta ebbe ruoli da protagonista in film d'amore e di avventura. Tirava di spada e baciava le donne. Nessun titolo ricordabile. Mentre il salto di qualità, soprattutto di popolarità, arrivò con la televisione. Nel 1958 era Ivanhoe, l'eroe di Walter Scott. La serie arrivò in Italia e venne inserita nella tv dei ragazzi, con uno sponsor d'eccezione, il mago Zurlì. Fu così che Roger divenne un amico di famiglia, un ruolo che avrebbe conservato e perfezionato, ancora grazie al piccolo schermo, dando corpo e volto a Simon Tamplar, il Santo, inventato da Leslie Charteris, un esercizio preliminare in vista di 007. Di grande appeal fu la serie, dei primi anni settanta, Attenti a quei due, in coppia con Tony Curtis. Moore era un Brett Sinclair, un lord inglese sempre in doppiopetto rigorosamente abbottonato. Ruolo assolutamente perfetto per lui. Ma è riduttivo, naturalmente,connotare la parte migliore dell'attore con le serie.
A memoria di getto ricordo titoli come I quattro dell'oca selvaggia, Ci rivedremo all'inferno, una "Pantera rosa" e un'efficace e non convenzionale interpretazione di Sherlock Holmes.
Una volta l'ho conosciuto a Venezia, era simpatico, ironico e parlava un buon italiano - ha avuto una moglie italiana - . Gli dissi che fra i tanti ruoli, io lo ricordavo soprattutto quando ballava a cantava "Singin in the rain" con Lino Banfi. Scoppiò a ridere. "Sì, quanto mi sono divertito". Un riflesso della sua carriera sono i premi. Come succede spesso ai "troppo belli" Roger non ha ottenuto riconoscimenti di vertice, nessun Oscar e nessuna nomination. Ha raccolto un Golden Globe speciale e molti premi televisivi, fra i quali un Telegatto speciale. Ha sempre detto di aver fatto il cinema con distacco, era più interessato alla "vita". E in quel senso le onorificenze ci sono state. Per volere di Elisabetta. E queste sì, sono importanti: Commendatore dell'ordine dell'impero britannico e Cavaliere dello stesso ordine. Da quasi trent'anni Moore era Ambasciatore umanitario dell'Unicef. Dove ha profuso un impegno assoluto, più che nei film. Attore di buona recitazione, uomo di grande qualità. Amico di tutti.