In occasione dell'uscita di Wax - We are the X, dal 31 marzo in sala, i film più emblematici che hanno raccontato i figli del boom economico, quelli del grunge, delle camicie a quadri e della politica di Reagan.
di Andreina Di Sanzo
Sono cinici, drogati, disillusi e senza ideali, ma ancora romantici viaggiatori e talvolta innamorati. Giocano ai videogames, collezionano dischi e divorano un'enorme quantità di film. Sono quei giovani della cosiddetta Generazione X, figli del boom economico e della perdita degli ideali, quelli nati tra la metà degli anni '60 e la fine degli anni '80.
Sono quelli del movimento grunge, delle camicie a quadri e della politica di Reagan. In occasione dell'uscita di Wax - We are the X di Lorenzo Corvino (fino a stasera in streaming on demand su MYmovieslive), ripercorriamo i film più emblematici che meglio hanno rappresentato le varie sfaccettature di questa gioventù sempre più bruciata.
Rob Gordon è uno squattrinato proprietario di un negozio di dischi, amante della musica e delle donne, con una serie di relazioni finite male. Stephen Frears porta sullo schermo le pagine del romanzo di Nick Hornby, Alta fedeltà è infatti è un film ironico, sagace e malinconico.
Il protagonista, interpretato da John Cusack, rappresenta quella generazione di trentenni inaffidabili, che rifiutano di diventare adulti e che vivono alla giornata rifugiandosi nelle loro passioni.
Rob, antieroe per eccellenza, combatte (contro sé stesso) per riavere la sua principessa. Rivolgendosi continuamente allo spettatore si interroga sulle sorti della sua relazione in un ludico abbattimento della quarta parete. Un romanzo di tarda formazione.
Dante Hicks commesso in un mini market che vende un po' di tutto, deve lavorare anche nel suo giorno di riposo per sostituire il suo padrone e viene affiancato dall'amico Randall. I due si trovano a fronteggiare situazioni e personaggi davvero atipici e stravaganti.
Realizzato con circa 30.000 dollari, l'esordio di Kevin Smith è un ironico affresco di un'America stramba e sboccata.
Si tratta di un film indipendente che risente dell'influenza di Jarmusch e che dipinge una generazione cinica e sopra le righe. Diventato ormai un cult, Clerks a sua volta ha influenzato numerosi film.
Nell'arco dell'ultima giornata prima delle vacanze estive si intrecciano le vicende di giovani studenti. Le matricole devono guadagnarsi l'entrata nel gruppo dei più grandi e perciò subire prese in giro e vessazioni.
Alcol e droga sembrano essere l'unica via di fuga per questi giovani partoriti da una società cinica e materialista.
Un cult del genere, il titolo viene dal celebre pezzo dei Led Zeppelin, La vita è un sogno ci racconta non solo della provincia americana ma di un'intera generazione, acerba e senza più ideali, una società di ragazzi abbandonati a loro stessi che non sogna più, ma che ancora malinconicamente guarda verso le stelle. Una birra, una canna, sdraiati su un campo da baseball.
Il film narra le vicende amorose di un gruppo di giovani che vivono a Seattle negli anni in cui stava esplodendo il movimento grunge.
La storia si focalizza su due coppie: Linda e Steve che faticano a decidere sulla loro relazione, e Janet e Cliff, una cameriera innamoratissima che insegue un rocker scapestrato.
Tra disincanto e sogni infranti, quello che resta è ancora quella voglia di amare e di mettersi in gioco, cercando di conservare dei punti di ancoraggio in una generazione che sempre più sta perdendo le sue certezze.
Tre ragazzi e due ragazze vengono messi in punizione e costretti a passare il sabato chiusi nella biblioteca della scuola. Viene assegnato loro un tema: "Chi sono io?"
Un dramma da camera che ha per protagonisti dei teenagers alle prese con i loro problemi familiari, paure, insicurezze e ossessioni.
Dapprima sconosciuti, i ragazzi inizieranno a scontrarsi e a dialogare, si metteranno a nudo e inizieranno a prendere coscienza di sé. Grazie alle loro differenze impareranno a capire la profonda somiglianza delle loro vite, in quel difficile universo che è l'adolescenza.