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Berlinale 2015, la serie tv italiana 1992 con Stefano Accorsi

L'anteprima assoluta al festival.
di Gabriele Niola

In foto l'attore Stefano Accorsi, uno dei protagonisti di 1992.

martedì 10 febbraio 2015 - News

Mentre in America la messa in onda di Better Call Saul fa segnare il record di ascolti per una puntata pilota di una nuova serie (anche se essendo uno spin-off dell'amatissima Breaking Bad gode di un vantaggio sugli altri), il Festival di Berlino vanta la presenza dei primi due episodi in anteprima europea, all'interno di un programma che si è accaparrato anche l'anteprima assoluta di 1992, la nuova serie criminale di Sky. Dopo Romanzo Criminale - La serie, Faccia d'angelo, Il mostro di Firenze e Gomorra - La serie, continua sulla principale televisione a pagamento italiana, la riflessione sulla nostra storia nazionale guardata dal punto di vista criminale.
La lenta penetrazione delle serie tv nei festival di cinema (che gli riconoscono finalmente la capacità di interpretare il linguaggio audiovisivo e di innovarlo con la stessa audacia dei film) giunge così ad un nuovo livello. Dopo che per diversi anni prodotti televisivi di vario titolo e livello si sono affacciati nel programma della Berlinale, quest'anno per la prima volta la sezione Berlinale Special si è dedicata attivamente a reperire il meglio su piazza. Se su Better Call Saul non c'erano dubbi, la volontà di avere anche 1992 fa il paio con la notizia che la serie sarà programmata anche dalle versioni tedesche e britanniche di Sky in contemporanea alla messa in onda italiana.
Come annunciato, la serie racconta l'anno più importante della storia moderna del paese, ogni puntata è un mese dei dieci che vanno da febbraio (arresto di Mario Chiesa) fino a dicembre (avviso di garanzia a Bettino Craxi), mescolando cronaca giudiziaria a mutamenti politici (dall'emergere della Lega Nord al progetto politico di Marcello Dell'Utri) fino allo spettacolo (il potere delle tv private).
In più 1992 inserisce nei fatti reali, accanto ai personaggi reali, elementi di grande finzione. Intere famiglie, ruoli chiave e sottotrame sono evidentemente fasulle e a loro spetta il compito di "risolvere" i tasselli mancanti, costituiscono tutto quello che non sappiamo (chi capì che doveva essere proprio Berlusconi a candidarsi? Chi consigliò a Di Pietro di intraprendere un'inchiesta in grande stile?).
Si fonde così perfettamente il realismo con la drammaturgia, narrazione audiovisiva e cronaca, in maniera ancora diversa rispetto a quanto già fatto dalle serie "gangster" che hanno inaugurato la nuova stagione della tv italiana.

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