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Film nelle sale: un gamer mago della truffa

Anche Il piccolo Nicolas e i suoi genitori.
di Lisa Meacci

Giochi pericolosi
Gerard Butler (Gerard James Butler) (50 anni) 13 novembre 1969, Glasgow (Gran Bretagna) - Scorpione. Interpreta Kable / John Tillman nel film di Mark Neveldine, Brian Taylor Gamer.

venerdì 2 aprile 2010 - News

Giochi pericolosi
Il lungo weekend di Pasqua giunge ricco di uscite cinematografiche ma decisamente poco a tema con le festività di turno. Anzi. Dopo Crank e Crank: High Voltage, i registi Mark Neveldine e Brian Taylor tornano a lavorare in coppia nel nuovo adrenalinico thriller, Gamer. Interpretato da Gerard Butler, il film muove un'accusa all'era dei reality game dove il confine tra realtà e fantascienza appare sempre meno delineato. In un futuristico contesto del 2034, tutti conoscono "Slayers", un gioco on line i cui giocatori hanno il controllo assoluto su dei gladiatori in carne ed ossa, esseri umani condannati a morte che sperano di vincere 30 round per avere la libertà. Kable (Gerard Butler) è il primo ad aver vinto 29 battaglie ed insieme al suo giocatore Simon (Logan Lerman) è la star del momento. Strappatagli la famiglia e imprigionato per un delitto che non ha commesso, Kable è costretto a combattere contro la sua volontà, ma alla vigilia del suo ultimo round capisce che l'unico modo per poter sopravvivere è ribellarsi.
Seppur con una storia eccessiva, il fascino del progetto, secondo i realizzatori, sta proprio nel dimostrare come tutto quello che succede nel gioco stia già accadendo oggi, semplicemente a un livello inferiore.

Incidenti rivelatori e horror
Presentata sia al Sundance che a Cannes nel 2009, arriva la contestata e spregiudicata commedia di Glenn Ficarra e John Requa, Colpo di fulmine - Il mago della truffa, una produzione indipendente costata 13 milioni di dollari e interpretata da un insolito Ewan McGregor e da un meno insolito Jim Carrey. Racconto di un uomo dalla vita normale che dopo un incidente si scopre gay e truffatore, a sorprendere lo spettatore non è la sceneggiatura (il pubblico è ormai abituato a love story tra gay), non è lo zampino creativo di Luc Besson e nemmeno l'interpretazione disinibita di Carrey (rimane pur sempre il trasformista di The Mask), quanto il fatto che la sceneggiatura è basata su una storia vera. Steven Russell è realmente un impostore americano, dal quoziente intellettivo straordinariamente dotato, che dopo le innumerevoli truffe e il conseguente arresto, ha tentato più volte di evadere. Deve scontare 144 anni di prigione mentre il suo amante, Phillip Morris, ha lavorato come consulente per il film.
Per fortuna, almeno questo non biografico, sbarca nelle sale anche l'horror Hatchet, una produzione datata 2006 diretta da Adam Green. Omaggio all'horror tradizionale con tanto di palude infestata dal fantasma di un ragazzo, il film è uno slasher in pieno stile anni Ottanta.

Dalla letteratura al film
Direttamente dalla Francia, questa settimana arrivano due opere dedicate ai bambini che celebrano soprattutto la letteratura infantile.
Diretto da Laurent Tirard, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori è la trasposizione dei racconti umoristici di René Goscinny e illustrati da Jean-Jacques Sempé, che, in Francia, dagli anni Sessanta in poi, hanno divertito i piccoli di intere generazioni. Tirard posiziona la cinepresa all'altezza del piccolo Nicolas, il quale racconta con la sensibilità, l'ingenuità e l'immaginazione proprie di un bambino la sua vita e le sue avventure.
Nat e il segreto di Eleonora è invece una pellicola d'animazione, che nell'era del 3D e degli effetti speciali ci riporta alle due dimensioni con un riscoperto potenziale dell'acquarello. Al posto di regia c'è Dominique Monféry, animatore di formazione disneyana che vanta la collaborazione a molti film di successo (Hercules, Tarzan, Le Follie dell'Imperatore oltre che a Franklin e il Tesoro del Lago). Dopo la morte della zia Eleonora, Nat eredita un'intera biblioteca piena dei testi originali di quelle favole che la zia era solita raccontargli. Nat non sa ancora leggere e di tutti quei libri non sa che farsene, finché non scopre che questi nella notte si animano e che i loro personaggi escono dalle pagine e prendono vita.

Commedie sentimentali e documentari
Il cinema nostrano ci riporta alla dimensione del dramma sentimentale e con Sul mare torna nelle sale Alessandro D'Alatri (La febbre, Commediasexi). Sul mare indaga i pensieri circoscritti di chi vive su un'isola, dà voce a quell'isolamento geografico ed esistenziale che solo d'estate respira un po' l'aria di "fuori". Trasposizione dell'omonimo romanzo di Anna Pavignano, il film racconta la storia d'amore tra Salvatore e Martina, barcaiolo d'estate e muratore d'inverno lui, studentessa del nord lei. È una storia semplice quanto complessa, perché dietro la passione estiva che viene consumata in una sola notte, c'è la voglia di dare stabilità a un'intera vita sospesa tra la terra e il mare.
Messe da parte le "estati" dei cinepanettoni, Carlo Vanzina stavolta fa capolino tra le colombe pasquali per presentare la sua ultima opera, La vita è una cosa meravigliosa. Nata col desiderio di donare un messaggio ottimista, la commedia ri(trova) come punto di forza la garanzia di un cast "testato" più e più volte (Luigi Proietti, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Enrico Brignano, Luisa Ranieri) insieme all'intreccio di più storie separate che alla fine si uniscono.
Infine esce Sangue e cemento di Thomas Torelli, un documentario di denuncia e d'inchiesta sulle responsabilità remote di chi in Abruzzo ha costruito male per risparmiare sui materiali.

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