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Darren Aronofsky e Rachel Weisz come Adamo ed Eva

Incontro con i protagonisti di The Fountain condito con qualche gaffe
di Tirza Bonifazi Tognazzi


lunedì 4 settembre 2006 - News

Un tema biblico è al centro del nuovo film di Darren Aronofsky, che torna alla regia dopo sei anni dall'ultimo lavoro, Requiem for a Dream. "Il film parla del momento in cui cominciamo a capire che siamo destinati a morire; se eliminassimo la morte torneremmo nel giardino dell'Eden" spiega il regista newyorkese. "C'erano due alberi, quello della conoscenza e quello della vita e Adamo ed Eva scelsero di mangiare il frutto del primo". Ma se aveste una sola goccia del succo della vita eterna a chi la dareste? "Se ne avessi due ne prenderei una per me e una la darei a Darren" si affretta a dire la fidanzata Rachel Weisz. "E Henry?" le chiede immediatamente il compagno. Lei ride un po' nervosa e nella speranza che la sua gaffe passi inosservata spiega al pubblico che lei e Aronofsky hanno appena avuto un figlio, Henry per l'appunto. Ma è talmente bella che le si perdona l'equivoca immagine di madre snaturata.

"Prima di lavorare a The Fountain" racconta cambiando discorso come solo le vere dive sanno fare "avevo paura di morire, ma grazie al lavoro di ricerca che ho fatto per prepararmi al personaggio di Izzi mi sono riconciliata con l'idea della morte. Soprattutto ho frequentato diversi Hospice Movement dove i medici danno il loro aiuto ai pazienti, malati terminali, cercando di farli morire nella maniera più serena e dignitosa possibile, con l'ausilio di massaggi e terapie di conforto. Il personale che lavora in questi centri ha ovviamente un atteggiamento nei confronti della morte diverso dal nostro".

A proposito della tecnica utilizzata per realizzare il film il regista rivela che sono state fatte innumerevoli fotografie a oggetti tridimensionali, poi inseriti nel film. "Non volevamo usare il computer. Nella pellicola è tutto organico" aggiunge, ma è più specifico sull'argomento il responsabile degli effetti visivi. "Non è che non sia stato usato il computer" spiega. "Abbiamo utilizzato una serie di immagini reali che poi sono state incorporate in un collage. Siamo passati da un microcosmo a un macrocosmo basandoci sulla teoria del caos".

Darren Aronofsky aveva iniziato a lavorare a The Fountain già nel 2002 quando ancora i protagonisti della pellicola sarebbero dovuti essere Brad Pitt e Cate Blanchett (al posto di Hugh Jackman e Rachel Weisz). "Avevamo già girato qualcosa, ma in seguito ho praticamente dovuto reinventare il film. Abbiamo buttato tutto quello che avevamo fatto per ricominciare da capo". È stato difficile dirigere la compagna nelle scene che la vede in atteggiamenti intimi con Jackman? "Mi piace girare scene di sesso, e comunque si sa che si tratta di finzione, anche se non è sempre vero. Ma quando hai il potere di dire 'cut!' è tutto molto più semplice". "Durante la scena della vasca da bagno mi gridava 'toglili i pantaloni!'" interviene la Weisz. "Sì, lo ammetto, sono un masochista. In realtà la scena l'abbiamo dovuta tagliare in post-produzione perché altrimenti il film sarebbe stato vietato ai minori".

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