| Titolo originale | The Fountain |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Darren Aronofsky |
| Attori | Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Stephen McHattie, Mark Margolis, Fernando Hernandez Sean Patrick Thomas, Cliff Curtis, Donna Murphy, Ethan Suplee, Richard McMillan, Lorne Brass. |
| Uscita | venerdì 16 marzo 2007 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,41 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 13 settembre 2011
Il viaggio di un uomo, tra storia e fantascienza, per salvare la donna amata. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office L'albero della vita ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 86,5 mila euro e 54,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Thomas Creo è rispettivamente un conquistador, uno scienziato e un astronauta che vuole vincere la morte e salvare la donna che ama, Isabel: una scrittrice, una regina, un pensiero fatto albero di vita. Il viaggio epico di Thomas ha inizio nella Spagna del sedicesimo secolo, governata da Isabella e minacciata dal Grande Inquisitore, prosegue nello studio di un biologo del ventunesimo secolo e termina con un esploratore del futuro in viaggio verso Xibalba, una nebulosa lontana. Tre storie, un personaggio e un solo amore per tre periodi temporali che confluiranno davanti all'Albero della Vita, una pianta leggendaria la cui linfa dona a chi la beve la vita eterna.
La ricerca dell'immortalità diventa una corsa contro il tempo per salvare il proprio amore. Ma è la morte l'unica via percorribile per ricongiungersi all'amata. Tutti vorremmo vivere per sempre ma nessuno ha più accesso diretto all'Albero della Vita, così facciamo i conti con la morte, la nostra e quella delle persone care. Darren Aronofsky prova a riflettere su questo desiderio di eternità ideando un racconto decisamente innovativo che attraversa lo spazio e il tempo alla ricerca della Fontana della Giovinezza. L'idea del regista è più magica che religiosa, il Thomas sospeso nella bolla è un mago divinatore che interroga le forze che governano il mondo per salvare chi lo abita. Il suo spirito, innalzato dalla disciplina (quella militare e quella scientifica), è al di sopra del mondo materiale ed esprime una cosmologia fantastica, sostenuta da scenografie ed effetti visivi squisitamente new age.
Per concepire la fountain del titolo originale (la fontana della giovinezza viene intesa come un albero rovesciato), il regista si è ispirato alle culture e alle mitologie che meglio di altre hanno saputo rappresentarla. Combinando la cultura Maya con quella biblica, Aronofsky crea un mondo nuovo, che risulta familiare perché risponde a esigenze conoscitive e classificatorie presenti a tutte le società. Modelli archetipici noti e miti di creazione e di fondazione della realtà condivisi, che soddisfano il bisogno di cercare spiegazioni e di darsi ragione sul bisogno di infinità ed eternità.
Ma L'albero della vita è anche e più semplicemente una storia d'amore, è una dichiarazione di fallibilità, è l'accesso negato al segreto della vita eterna e l'invito a rassegnarsi alla propria natura umana come fa la giovane moglie del protagonista. In tempi in cui si è persa familiarità con la morte, quella privata e non quella rappresentata in diretta (suicidio o esecuzione capitale), il regista statunitense ne affronta il mistero in un'opera controversa, sospesa e confusa tra fantasy e metafisica. Dopo Pi greco - Il teorema del delirio e Requiem for a dream, Aronofsky come Thomas prosegue la sua ricerca del significato ultimo della vita. Fosse anche celato dietro una stella estinta o dentro un amore ostinato.
Ci sono voluti cinque anni al regista di Requiem for a Dream, per dare alla luce la sua nuova creazione. Nella storia del cinema mondiale non mancano esempi eccellenti di opere rimaste troppo a lungo nel cassetto: spesso il tempo di gestazione è dettato da lentezze creative, oppure soltanto da difficoltà produttive. Il rischio di una caduta, di un risultato inferiore alle aspettative è sempre in agguato. È quanto accade a The Fountain, terzo lungometraggio del newyorchese Darren Aronofsky.
La fontana che dà il titolo al film è l'albero della vita, che disperatamente il protagonista maschile cerca di trovare per salvare la donna che ama. Sul piano temporale, la vicenda inizia nel diciassettesimo secolo e ha come protagonista un conquistatore alla ricerca dell'immortalità, che successivamente vediamo nei panni di uno scienziato ai giorni nostri, e infine, è un astronauta del ventiseiesimo secolo.
Un tema affascinante e non privo di spunti interessanti ma che, nelle mani di Aronofsky diventa perlopiù un pretesto per fare uso di effetti speciali, che finiscono col togliere qualsiasi spessore e credibilità alla vicenda e ai suoi personaggi.
Il viaggio attraverso i secoli si alterna freneticamente, da un futuro incerto a una Spagna ai tempi dell'Inquisizione, stereotipata e un po' risibile.
The Fountain – L’Albero della Vita Tomas Creo (Hugh Jackman) è uno scienziato che lavora senza sosta con l’intento di trovare una cura contro il tumore al cervello. Il suo non è uno scopo puramente umanitario; egli agisce fondamentalmente spinto da motivi personali: sua moglie Isabel (Rachel Weisz) è in fin di vita a causa di questa malattia.
Un uomo calvo, con gli occhi chiusi, è sospeso in aria con le gambe incrociate all'interno di una grande bolla, accanto a un albero antico: è l'incipit di. The Fountain, l'ultima fatica di quel Darren Aronofsky poco noto al grande pubblico ma capace di regalare pellicole di culto come PI greco - Il teorema del delirio (1998) e Requiem for a Dream (2006).