Le Ardenne - Oltre i confini dell'amore

Film 2015 | Drammatico +13 96 min.

Titolo originaleD'Ardennen
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneBelgio
Durata96 minuti
Al cinema55 sale cinematografiche
Regia diRobin Pront
AttoriKevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck Sam Louwyck, Peter Van den Begin, Eric Godon, Nico Sturm, Brit Van Hoof, Uwamungu Cornelis.
Uscitamercoledì 28 giugno 2017
DistribuzioneSatine Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Robin Pront. Un film con Kevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck. Cast completo Titolo originale: D'Ardennen. Genere Drammatico - Belgio, 2015, durata 96 minuti. Uscita cinema mercoledì 28 giugno 2017 distribuito da Satine Film. Oggi al cinema in 55 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Dopo Alabama Monroe-una storia d' amore, un nuovo film che sembra destinato a diventare un altro cult cinematografico.

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Un noir teso e allegorico, diretto con maestria e interpretato con coraggio, ma dalla sceneggiatura improbabile.
Recensione di Paola Casella
martedì 20 giugno 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 20 giugno 2017

Kenny è stato incarcerato dopo un colpo andato a male e non ha parlato, permettendo che i suoi complici - il fratello Dave e la fidanzata Sylvie - la facessero franca. Ma mentre Dave ha continuato a venirlo a trovare in prigione, Sylvie ad un certo punto non si è fatta più vedere. Ora Kenny è uscito di galera e non sa che Sylvie e Dave sono diventati una coppia, dopo aver entrambi detto addio all'alcool e alla droga che li avevano portati verso il crimine.

Le Ardenne è un noir belga ambientato fra l'Anversa fiamminga e le foreste della regione francese definita Grand Est, dettaglio geografico che rivela la duplicità come tema portante della storia, essendo i protagonisti due fratelli molto simili fisicamente ma molto diversi per indole e intuito.

Dave infatti è mite, onesto, ragionevole o, come lo definisce Sylvie, "senza palle"; Kenny è esagitato, violento, apparentemente irrazionale, in realtà dotato di una capacità istintiva (e animalesca) di valutare le situazioni e agire di conseguenza. Per il belga Robin Pront Le Ardenne è il primo lungometraggio, ma le sue doti di regista sono già evidenti e lo inseriscono di diritto nella cerchia dei nuovi autori di noir europeo, ormai un genere a sé che combina retaggio francese e suggestioni indie americane. Pront sa come creare un'inquadratura che sia non solo funzionale alla storia che racconta, ma crei anche un'atmosfera e definisca un canone estetico, ad esempio utilizzando finestrini d'auto e vetrate di diner come tavolozza su cui dipingere con la luce e l'ombra, ma anche creare riflessi dell'ingannevolezza di trama e personaggi.
L'errore del regista sta nella fiducia eccessiva che accorda (anche come coautore) alla sceneggiatura di Jeroen Perceval, basata su una pièce teatrale: perché se a teatro certi comportamenti e certe esitazioni esistenziali(ste) diventano metafora della condizione umana (vedi i dubbi infiniti di Amleto), al cinema non si può prescindere dalla credibilità immediata delle reazioni dei personaggi, in particolare in un thriller. Invece i protagonisti di Le Ardenne compiono quasi tutti scelte incomprensibili, a cominciare da quella di Dave e Sylvie di non dire a Kenny che stanno insieme, e ogni confronto fra i personaggi è caratterizzato dall'indecisione invece che dall'azione.

Qualcuno ha paragonato Le Ardenne a Fargo e ai primi film di Quentin Tarantino, ma di entrambi manca un elemento chiave: l'ironia. Il film di Pront si prende maledettamente sul serio, mentre bastava inclinare di un grado la narrazione per coglierne l'elemento surreale e rendere divertente quello che, invece, risulta a volte involontariamente comico. Se vogliamo paragonare Le Ardenne a un primo film, e restare in zona Coen, bisogna necessariamente accostarlo a Blood Simple, e il confronto è impari proprio perché i Coen nel loro debutto al lungometraggio hanno saputo mantenere un perfetto equilibrio fra realismo e metafisica, fra tragedia e (crudele) ironia. Anche il cast, potenzialmente eccellente, sconta l'assurdità crescente di una storia che spinge i due protagonisti verso un'estremizzazione dei comportamenti, l'uno via via più catatonico, l'altro via via più ipercinetico e borderline psicopatico (quando in realtà è il personaggio più presente a se stesso della storia).
Le Ardenne è un noir teso e allegorico con una notevole sorpresa finale, diretto con maestria e interpretato con coraggio, ma la sceneggiatura rende improbabili proprio quei rapporti umani su cui dovrebbe essere costruita la storia, e finisce per sabotare dall'interno l'efficacia di un racconto con enormi potenzialità metaforiche.

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martedì 27 giugno 2017
 

Una villa. Un uomo col viso coperto da una calza si lancia nella piscina e riemerge ansimando. Una corsa disperata verso Sylvie, la donna che, alla guida di un'automobile, lo sta aspettando. Dave ce l'ha fatta a sfuggire alle conseguenze di una rapina [...]

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