Panico al villaggio

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Un film di Stéphane Aubier, Vincent Patar. Con Stéphane Aubier, Jeanne Balibar, Nicolas Buysse, Véronique Dumont, Bruce Ellison.
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Titolo originale Panique Au Village. Animazione, Ratings: Kids, durata 75 min. - Belgio, Lussemburgo, Francia 2009. - Nomad Film uscita venerdì 25 giugno 2010. MYMONETRO Panico al villaggio * * * 1/2 - valutazione media: 3,57 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,57/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
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In quel di Villaggio, Cow-boy e Indiano s'ingegnano per fare un bel regalo di compleanno a Cavallo. Ma sono due maestri di guai e invece di ordinare 50 mattoni se ne fanno recapitare 50 milioni.
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Il far west della nostra infanzia: così lontano, così vicino
Marianna Cappi     * * * 1/2 -

C'era una volta, in un villaggio di nome Villaggio, un cavallo di nome Cavallo, che viveva con un cow-boy di nome Cow-boy e un indiano di nome Indiano. È il 21 giugno, il compleanno di Cavallo, e i suoi due compari pensano bene di ordinare 50 mattoni per costruirgli un barbecue. Peccato che, tra un gioco e una distrazione, l'ordine on line parta pieno di zeri e il Villaggio si ritrovi invaso da 50 milioni di mattoni, che fanno particolarmente gola a dei piccoli, imprendibili ladri notturni.
Non è un caso che il bellissimo film del duo di animatori belgi Vincent Patar e Stéphane Aubier si ambienti in un paese non meglio identificato ma in un giorno precisissimo, il primo giorno d'estate. È la sola coordinata che serve per fissare la rotta, l'inaugurazione di un tempo di gioco e di libertà, di aria aperta e di tuffi. Patar e Aubier non si fanno mancare niente di tutto questo: i loro soldatini con la base, personaggi di una fattoria davvero universale, che ha abitato ogni casa del mondo, continuano le loro scorribande nonostante i bambini non li venerino e non li muovano più, un po' come i giocattoli di Toy Story ma senza rimpianti, spassionatamente incoscienti. Dei bambini non c'è traccia alcuna, eppure il mondo intero del film è governato da regole e tempistiche che appartengono indiscutibilmente all'universo del gioco infantile. È così che Cavallo può vivere un'avventura rocambolesca senza mai dimenticare l'appuntamento con la lezione di pianoforte di Madame Longrée, ricevendo le telefonate dal conservatorio letteralmente in qualsiasi posto, anche in fondo al mare, e riuscendo a presentarcisi a tempo debito, anche se non certo nel più consueto dei modi. È così che dallo stagno si accede per direttissima ad Atlantide; che la mamma dei mostriciattoli marini non smette di far frittelle né a testa in giù né a testa in su, indipendentemente dall'emisfero in cui si trova; che il casello del vigile può divenire prigione e ritornare casello alla bisogna.
Nato da una serie televisiva, questo lungometraggio in stop-motion, ha dunque nell'imprevedibilità di fondo e nella natura potenzialmente inesauribile della sua narrazione l'aspetto più originale, perduto e spettacolare. Non ci sono coordinate a cui aggrapparsi, nessuno schema in cui far rientrare la trama, tutto può succedere e succede di tutto.
Privo di logica ma non di sentimento (Jannine disperata, perché hanno incarcerato il suo Steven, Cavallo che s'intimidisce d'un tratto, sotto lo sguardo amorevole di Madame Longrée), l'andamento del film dispiega sotto i nostri occhi il passaggio magico dall'indeterminatezza (i pupazzetti seriali, interscambiabili) alla necessità (Cavallo, Cow-Boy, Indiano), dal nome comune al nome proprio, dall'inanimato all'oggetto di affetto. È quello che i bambini fanno quotidianamente, opportunamente incoscienti. I grandi, invece, hanno bisogno del cinema.

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Incassi Panico al villaggio
Primo Weekend Italia: € 6.812
Incasso Totale* Italia:
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Box Office di domenica 4 luglio 2010
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DVD | Panico al villaggio

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 3 aprile 2012

Cover Dvd Panico al villaggio A partire da martedì 3 aprile 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Panico al villaggio di Stéphane Aubier, Vincent Patar con Stéphane Aubier, Jeanne Balibar, Nicolas Buysse, Véronique Dumont. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Panico al villaggio (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 17,99 €
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INTERVISTE | Intervista con Stéphane Aubier e Vincent Patar.

La virtù dimenticata della spensieratezza

mercoledì 16 giugno 2010 - Marianna Cappi

Panico al villaggio: la virtù dimenticata della spensieratezza Versione di lungo metraggio della serie televisiva ideata dal duo di animatori belgi Aubier e Patar, Panico al Villaggio si annuncia come un'ondata di spasso incontrollabile; puro divertimento all'insegna del nonsense che governa i giochi dei bambini e, nella vita come nelle arti, è ingrediente imprescindibile del miglior umorismo. Cowboy, Indiano e Cavallo sono i protagonisti di quest'opera in stop motion che l'anno scorso ha sfilato nella selezione ufficiale di Cannes e ora si avvia a divenire un piccolo cult.

Folle, infantile, familiare: un gioiello dal Belgio

di Francesco Alò Il Messaggero

Animazione per l'infanzia? Nossignori. Animazione dall'infanzia. In un villaggio color pastello incastrato tra morbide collinette verdi, ci sono due case, una guardiola, una fattoria e una scuola di musica. In una delle due abitazioni - dall'esterno sembra piccola, dentro è enorme - vive una famiglia allargata e allarmata: Indiano, Cowboy e un cavallo chiamato Cavallo. Indiano e Cowboy sono pupazzetti con il piedistallo di plastica come gli eroici soldatini di Toy Story. Sono irresponsabili e infantili. »

Piccolo capolavoro da cartoon

di Valerio Caprara Il Mattino

Riabilitare dal punto di vista critico i film d'animazione è diventato forse un tic, ma «Panico al villaggio» è davvero un piccolo capolavoro. Tratto dall'omonima serie tv, il lungometraggio firmato da un'equipe di schivi geni europei del ramo si distingue per la tecnica fuori moda della stop-motion, ma soprattutto per la manipolazione meravigliosamente «grezza» delle dimenticate figurette su piedistallo in plastica che danno vita a uno scatenato balletto avventuroso... Da un passato remoto in cui il divertimento era soprattutto fantasia, ritornano così a giostrare (come nei nostri giochi d'infanzia) cowboy, indiani, cavalli, postini, poliziotti che dal natio Villaggio si ritroveranno al Polo o al centro della Terra in seguito a un'escalation di eventi apocalittici. »

Le avventure surreali dei soldatini di ferro

di Maurizio Porro Il Corriere della Sera

Anche qui c' è una toy story. Alcuni soldatini di ferro (un indiano che asciuga col phon le penne, un cavallo innamorato, un cow boy), sono gli eroi d' un grazioso film ispirato a una serie per piccini. Così al compleanno equino, arrivano, per errore, valanghe di mattoni: il via ad avventure surreali tra paesaggi nevosi e sottomarini con mucche in paracadute e altre piccole e grandi follie abbastanza ben organizzate nel racconto che ha fatto man bassa di premi. Per minorenni. Voto 7 Da Il Corr »

Panico al villaggio

di Roberto Nepoti La Repubblica

Presentato l' anno scorso a Cannes e nominato agli Oscar, un piccolo gioiello d' animazione belga che pare la risposta anti-tecnologica agli effetti speciali e tridimensionali. Gli autori, Patar e Aubier, utilizzano quelle figurine di plastica, un po' rudimentali, che ancora si possono trovare in qualche vecchia bottega di giocattoli: cowboy, indiani, animali della fattoria, alieni. Li hanno animati fotogramma per fotogramma, ruotandone i piedistalli dipinti in verde-erba, per raccontare una fiaba demenziale e divertentissima, infantile ma piena di humour adulto. »

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