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feboz83
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sabato 3 marzo 2012
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il ladro gentiluomo
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Non sono un critico cinematografico, adoro il cinema in ogni sua forma ed espressione, ma credo anche di saper riconoscere un buon prodotto e sicuramente questo film di Spike Lee lo è senza dubbio.. trama avvincente, dialoghi all'altezza e interpretazioni memorabili. Denzel Washington è sempre una garanzia... Da non trascurare l'assenza di inutili spargimenti di sangue e violenza gratuita di cui troppi film sono impregnati a scapito di un'azione più "cerebrale"... Cha altro aggiungere, film consigliatissimo!
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ultimoboyscout
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lunedì 17 ottobre 2011
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l'uomo dentro.
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Non amo Spike Lee ma questo è un gran film e credo che ad oggi sia il suo miglior prodotto. Parla di una rapina in banca, geniale, intelligente, imprevedibile e ricca di colpi di scena e significati come non se ne vedeva una dai tempi di "Quel pomeriggio di un giorno da cani". La parte della trattativa per la liberazione degli ostaggi è avvincente, una partita a scacchi tra il rapinatore Owen e il poliziotto fashion Washington, in una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi 10 anni (forse la migliore). Tra colpi di coda, misteri, dosi ben calibrate di ironia e un passato che inesorabilmente ritorna, sia rriva alla punizione del malvagio che non è certamente il rapinatore, perchè di rapina si tratta ma decisamente insolita per movente e scopi.
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Non amo Spike Lee ma questo è un gran film e credo che ad oggi sia il suo miglior prodotto. Parla di una rapina in banca, geniale, intelligente, imprevedibile e ricca di colpi di scena e significati come non se ne vedeva una dai tempi di "Quel pomeriggio di un giorno da cani". La parte della trattativa per la liberazione degli ostaggi è avvincente, una partita a scacchi tra il rapinatore Owen e il poliziotto fashion Washington, in una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi 10 anni (forse la migliore). Tra colpi di coda, misteri, dosi ben calibrate di ironia e un passato che inesorabilmente ritorna, sia rriva alla punizione del malvagio che non è certamente il rapinatore, perchè di rapina si tratta ma decisamente insolita per movente e scopi. Grande la suspence e la costruzione narrativa che contribuiscono a far affiorare riflessioni profonde e mai banali: un cinismo che avanza arrembante e incontrastato, la Polizia che brancola nel buio più totale e la linea sottile che divide bene e male. Non si sfugge dal peso della Storia.
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denzel for ever
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martedì 11 ottobre 2011
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davvero bello
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davvero bello...cn un bellissimo finale ...bella trama..e poi ..sl il fatto che ci sia Denzel è una garanzia...super consigliato
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alex_23
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mercoledì 20 luglio 2011
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poca tensione
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Bel film, abbastanza articolato ma che non ti tiene col fiato sospeso se on in pochi passaggi.
Bello soprattutto il finale, col mini colpo di scena e col protagonista che trae beneficio dalla rapina dei malviventi.
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bella earl!
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domenica 8 maggio 2011
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spike mi si presentò così.
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Riprendendo il titolo vorrei dire: Spike Lee mi si presentò così. Ottimo film con ottimo cast. La trama regge molto bene (forse troppo lungo ma sopportabile), l'interpretazione resa da Clive Owen è una delle migliori del suo repertorio (supera quella resa in Sin City) e anche l'interpretazione di Denzel Washington e Jodie Foster è buona però lontana da quella di Clive. La suspance è altissima per tutta la durata del film. Il detective, precedentemente indagato dalla disciplinare, D. Washington cerca di sventare una rapina con ostaggi fatta da C. Owen. Per condire il tutto arriva J. Foster che lavora per uno sconosciuto il quale complica molto la situazione.
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Riprendendo il titolo vorrei dire: Spike Lee mi si presentò così. Ottimo film con ottimo cast. La trama regge molto bene (forse troppo lungo ma sopportabile), l'interpretazione resa da Clive Owen è una delle migliori del suo repertorio (supera quella resa in Sin City) e anche l'interpretazione di Denzel Washington e Jodie Foster è buona però lontana da quella di Clive. La suspance è altissima per tutta la durata del film. Il detective, precedentemente indagato dalla disciplinare, D. Washington cerca di sventare una rapina con ostaggi fatta da C. Owen. Per condire il tutto arriva J. Foster che lavora per uno sconosciuto il quale complica molto la situazione. Se dovessi presentare a qualcuno Spike Lee lo presenterei esattamente con questo film. Uno dei suoi migliori lavori.
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taniamarina
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martedì 3 maggio 2011
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film imperdibile, davvero!
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Splendido intreccio che si svolge in una sonnacchiosa giornata di rapina, è un film che c'ha dalla sua parte un ritmo incredibile che non scade mai. Sceneggiatura pazzesca, inquadrature mozzafiato, trilling gustosissimo ed un senso ironico alla Spike Lee che non delude, mai. Denzel è un grandissimo, Crhistopher Plummer è favoloso tanto l'odio che ispira ma la Foster è semplicemente in stato di grazia. Spike in questo film è un sociologo di prim'ordine, e non lo fa per nulla pesare. La motivazione storica del tutto fa un po' storcere il naso, ma è un film tra i più belli degli ultimi anni. Imperdibile!
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il cinefilo
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lunedì 28 marzo 2011
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ottimo poliziesco moderno firmato spike lee
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Il vero punto di forza di questo intelligente film poliziesco,prima ancora della fotografia,del ritmo serrato e dell'umorismo multirazziale che si evince in alcuni punti della storia,sono gli interpreti e i migliori di tutto il cast rimangono Denzel Washington(il poliziotto dalla battuta facile)e Jodie Foster con il suo sensuale"alone"di impenetrabile freddezza.
L'unica nota deludente è quella riguardante la storia del collaborazionismo"nazista"dell'anziano banchiere legata all'anello...francamente,al cinema,di vecchietti dal passato"nazista"se ne sono visti anche troppi malgrado sia sempre efficace come un umana"simbologia del male".
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Il vero punto di forza di questo intelligente film poliziesco,prima ancora della fotografia,del ritmo serrato e dell'umorismo multirazziale che si evince in alcuni punti della storia,sono gli interpreti e i migliori di tutto il cast rimangono Denzel Washington(il poliziotto dalla battuta facile)e Jodie Foster con il suo sensuale"alone"di impenetrabile freddezza.
L'unica nota deludente è quella riguardante la storia del collaborazionismo"nazista"dell'anziano banchiere legata all'anello...francamente,al cinema,di vecchietti dal passato"nazista"se ne sono visti anche troppi malgrado sia sempre efficace come un umana"simbologia del male"...conclusione:un film che merita di essere visto.
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kobe93
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venerdì 3 dicembre 2010
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capolavoro di spike lee
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Inside Man è un film molto ma molto bello!
Spike Lee dimostra ancora una volta di essere un regista molto capace.. Ottime anche le interpretazioni di Clive Owen e di Denzel Washington..
Assolutamente consigliato!
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tony montana
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sabato 27 novembre 2010
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un thriller ad orologeria
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Quattro uomini rapinano una banca e fanno una cinquantina di ostaggi. Due detective cercano di impedire che qualcuno si faccia male, ma i rapinatori agiscono diversamente da come ci si aspetterebbe, ed è evidente che ogni loro mossa è stata studiata nei minimi particolari…
Thrillerad orologeria nobilitato da un ottimo cast ed esaltato dalla regia di Spike Lee, Inside Man è un’ottima prova d’esordio per lo sceneggiatore Russell Gewirtz. Nativo di Long Island, New York, l’ex avvocato ed agente immobiliare Gewirtz cura la vicenda da lui ideata in ogni minimo dettaglio e pur adottando alcune soluzioni scontate non permette mai che la narrazione diventi poco interessante.
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Quattro uomini rapinano una banca e fanno una cinquantina di ostaggi. Due detective cercano di impedire che qualcuno si faccia male, ma i rapinatori agiscono diversamente da come ci si aspetterebbe, ed è evidente che ogni loro mossa è stata studiata nei minimi particolari…
Thrillerad orologeria nobilitato da un ottimo cast ed esaltato dalla regia di Spike Lee, Inside Man è un’ottima prova d’esordio per lo sceneggiatore Russell Gewirtz. Nativo di Long Island, New York, l’ex avvocato ed agente immobiliare Gewirtz cura la vicenda da lui ideata in ogni minimo dettaglio e pur adottando alcune soluzioni scontate non permette mai che la narrazione diventi poco interessante. Come recita lo slogan del film: nessun dettaglio è privo di importanza, e nessun indizio è inutile.
Spike Lee sottolinea con ironia e con la giusta sottigliezza il fatto che questa sia la stessa New York della 25 ora , ed inserisce nel film diversi giochi citazionisti e autocitazionisti che non risultano però mai invadenti. Il suo lavoro è comunque magistrale soprattutto nel tenere costantemente alta la tensione e nel non nascondere particolari importanti pur non mettendoli mai in primo piano. Utilizzando egregiamente i flashforward con gli interrogatori agli ostaggi, Lee svela pian piano i dettagli della rapina e ci suggerisce che la conclusione è ben diversa da quella cui avevamo pensato inizialmente, ma ogni volta che ci facciamo un’idea su cosa stia succedendo trova modo di confondere le carte in tavola senza però mai barare. Il film è supportato da un ottimo cast su cui spiccano il sempre bravo Washington, un’attraente Jodie Foster e un bravo Clive Owen che sta facendo film su film tenendosi su un buon livello. Come detto, non ci sono particolari poco importanti, in questo film. Non lo è neppure il titolo – traducibile come “l’infiltrato” – che pur avendo perfettamente senso non è un indizio che può aiutare lo spettatore a risolvere l’enigma. Ed è giusto così, perché questo non è un giallo alla Agatha Christie, ma un thriller che ci viene raccontato come una fiaba, una leggenda, una storia che bisogna ascoltare lasciandosi trasportare e catturare.
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joeb314
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mercoledì 18 agosto 2010
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inside man - il bianco e il nero si mescolano...
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Il prologo del film si svolge come un epilogo in cui viene apparentemente svelato il finale. Il “cattivo” dagli occhi di ghiaccio e dai nervi d’acciaio ci rivela il suo “piano perfetto”,apparentemente supportato da motivazioni economiche e da vanagloriosa ostentazione di doti da novello Arsenio Lupin.Concluso l’incipit,con un’erudita citazione del monologo di Amleto,inizia l’azione del più classico degli action-movies all’americana.E sullo scenario di un ingegnoso colpo in banca,da far invidia persino allo Sean Connery di “Entrapment”, sopraggiunge un pacioso Denzel Washington che,con un tropicale “panama” calzato su una testa rasata,avanza mollemente nella scena,pur con un pesante fardello di “appropriazione indebita” sulle sue spalle di poliziotto-un pò come in “Out of Time”.
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Il prologo del film si svolge come un epilogo in cui viene apparentemente svelato il finale. Il “cattivo” dagli occhi di ghiaccio e dai nervi d’acciaio ci rivela il suo “piano perfetto”,apparentemente supportato da motivazioni economiche e da vanagloriosa ostentazione di doti da novello Arsenio Lupin.Concluso l’incipit,con un’erudita citazione del monologo di Amleto,inizia l’azione del più classico degli action-movies all’americana.E sullo scenario di un ingegnoso colpo in banca,da far invidia persino allo Sean Connery di “Entrapment”, sopraggiunge un pacioso Denzel Washington che,con un tropicale “panama” calzato su una testa rasata,avanza mollemente nella scena,pur con un pesante fardello di “appropriazione indebita” sulle sue spalle di poliziotto-un pò come in “Out of Time”.Ma qui il mediatore viene tratteggiato come un poliziotto anni’70-’80,un Ispettore Callaghan versione brunita un po’ troppo sopra le righe,visto il suo passato e presente.Sbrunfoncelleggia qua e là,forse perché conscio di saperla lunga,ma mai come il suo avversario.Tra progressioni e digressioni temporali,“torchia” con umorismo i malcapitati ostaggi in una sala interrogatori con un filtro bianco un po’ troppo “sparato”(un prestito dal tricolore “Traffic"?).Intanto la sua controparte,il macchinoso “cattivo” continua nella sua corsa contro il tempo in senso letterale:temporeggia,pur avendo ingegnosamente e freddamente previsto tutte le mosse della scacchiera nell’interminabile partita coi poliziotti.Tuttavia tra i vari coup de théatre si inserisce un ulteriore elemento perturbante,l’algida faccendiera Madeline White-Jodie Foster.Un pò troppo algida, visto il suo impassibile faccia-a-faccia con un rapinatore di banca-aspirante omicida di ostaggi.Mentre lei contratta e con il rapinatore e con il detective per il recupero di un inestimabile plico,si dipana il “knot” del plot(“There’s the knot”…di Amleto.Il film è tutto sotteso di una corrente di riferimenti xenofobici–vedi l’agente che parla con disprezzo di ispanici e afro-americani; il manifesto inneggiante al memento mori dell’11 settembre;le lamentele dell’arabo brutalmente privato del suo sacro turbante–fino a giungere al punto nodale da cui si dipana la matassa:l’orrore dell’Olocausto e i mercanti di morte. Da una panoramica su “Oceans’s Eleven” si passa ad un “piano americano” del “Il Maratoneta”.Nel prezioso plico altro non v’era che documenti incriminanti il filantropico banchiere-amico dei nazisti(dalla dubbia moralità e dubbio acume, che ha conservato per decenni la prova dei suoi crimini efferati),nonché un brillocco di 1^ classe da far impallidire Tiffany.Ancor più stupefacente è il finale,per la totale implosione del meccanismo della “sospensione dell’incredulità”…se da un lato, il banchiere dalle mani insanguinate rimarrà per sempre col fiato sospeso,non più in possesso dello scottante plico, e dall’altro il buon machiavellico Denzel ne esce “pulito” e con tanto di promozione,restano alcuni fili del “nodo” slacciati.Il geniale rapinatore sgambetta fuori senza problemi,recluso solo 1 settimana in una cella fittizia nel caveau.Ma ne esce quasi a mani vuote…con un plico la cui importanza per lui è di insondabile causalità,come una sorta di ibrido tra un novello Robin Hood e un immotivato Vendicatore Mascherato.
Per concludere così come il protagonista ha iniziato questa verbosa - più che esagitata - pellicola, sembrerebbe l’artefice di uno shakespiriano “Molto Rumore per Nulla.”
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