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Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlare |
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Un film di James L. Brooks.
Con Adam Sandler, Téa Leoni, Paz Vega, Cloris Leachman, Thomas Haden Church.
continua»
Titolo originale Spanglish.
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 130 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 15 aprile 2005.
MYMONETRO
Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlare
valutazione media:
2,80
su
25
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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In senso letterale, "Spanglish" è una combinazione di spagnolo e inglese, un dialetto parlato da circa 40 milioni di "Latinos" che vivono negli Stati Uniti. James L. Brooks ha intitolato così la sua nuova commedia.
![]() Un film sulle differenze culturali dall'intreccio poco fluido |
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Mattia Nicoletti
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I tempi e le lunghezze dei film si sono incredibilmente dilatati negli ultimi anni. Oggi è quasi impossibile stare seduti in sala per meno di un'ora e tre quarti. La durata estrema affligge tutti i generi, inclusa la commedia, ma è allora possibile far ridere e sorridere gli spettatori per due ore e dieci minuti quando Woody Allen, re dell'ironia, realizza ancora film di un'ora e mezza? La risposta è: "molto difficile".
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Confuso
sabato 19 luglio 2008
di Carlo
mah... un film che finisce come comincia, i protagonisti passano due ore a parlare, parlare, parlare e alla fine, da tutto quello che dicono non apprendono nulla. I temi trattati sono a mio parere troppi da gestire anche i due ore di film e benche' si tiri alla lunga per poter fare chiarezza, non si arriva da nessuna parte e alla fine dopo due ore la situazione torna all'inizio con un nulla di fatto. L'unico messaggio utile e' a mio parere mostrare come facendo affidamento solo sul tempo i problemi continua » |
Il nuovo dialetto!
lunedì 31 gennaio 2011
di ultimoboyscout
Ma quant'è lungo! Film carino fino a un certo punto, finchè non si perde in lungaggini assurde e chiacchiere a non finire. Sandler su tutti, Tea Leoni è irritante al punto giusto ma quella fantastica è Cloris Leachman, autentica sorpresa. Il film indaga senza esagerare e senza troppi patemi sul rapporto famiglia americana-immigrato latino, ma in tono nè pesante, nè ammorbante ma col tono della commedia. Alla lunga come detto si contorce un p&o continua » |
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| Evelyn alla figlia | |
| La tua mancanza di autostima in questo momento è solo comune buon senso. | |
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| Adam Sandler (John Closky) | |
| Guardarti non è sufficiente, fissarti è l'unico modo che abbia un senso, e cercare di non sbattere le palpebre per non perdersi nulla... | |
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lei: Ma perché pensi a me come vedova? lui: Perché è l'unico motivo per cui un uomo ti potrebbe lasciare |
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DVD | Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlareUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 27 ottobre 2005
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SOUNDTRACK | Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlareLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 7 febbraio 2005
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di Fabio Ferzetti Il Messaggero
In America c’è un regista che gira un film ogni sei-sette anni e ogni volta lascia il segno anche se pochi se ne accorgono perché non fa “arte”, non cerca lo stile, non lavora su materiali insoliti ma usa una forma vicinissima a uno dei gradini più bassi (e potenti) della cultura popolare: la sit-com. Parliamo di Albert L. Brooks, l’autore di Voglia di tenerezza , di Broadcast News, di Qualcosa è cambiato . Prima di darsi al cinema Brooks sfornava pietre miliari della tv, da Taxi fino ai Simpsons . » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Parlare «Spanglish», come recita il titolo del film di James L. Brooks, vuol dire esprimersi mezzo in spagnolo e mezzo in inglese; o, più esattamente, non riuscire a padroneggiare né l'una né l'altra lingua. E’il caso della messicana Flor (Paz Vega), in servizio presso la famiglia Clasky di Los Angeles: una situazione in cui tutti cercano di venirsi incontro l'un l'altro. Ma non è affatto facile: problemi di diplomazia domestica, fraintendimenti, buone intenzioni interpretate male, sensi di superiorità o inferiorità, attrazioni fatali da respingere o meno. » |
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di Enrico Magrelli Film TV
James L. Brooks, per età ed evoluzione professionale, persegue, anche quando si limita a produrre, un cinema di tradizione (non è un aggettivo svalutativo: i ristoranti con una cucina tradizionale sono tra i migliori in assoluto) ben scritto, ben diretto e bene interpretato da cast costruiti, quasi sempre, con oculatezza. Esperto di voglie di tenerezze e di quei particolari (che non sono poi mai così irrilevanti) che rivelano che qualcosa è cambiato, in questo film entra con discrezione e idee chiare in una famiglia sbalestrata. » |
di Roberto Nepoti La Repubblica
Ragazza madre di una figlia dodicenne, Flor parte dal Messico e approda a Los Angeles. L'assume come governante un'agiata famiglia di Beverly Hills: coppia in crisi formata dallo chef Adam Sandler e da Téa Leoni, più che sull'orlo di una crisi di nervi, con bambini e nonna inclusi. Poiché la nuova Mary Poppins ha le forme della bella Paz Vega (dopo Penelope Cruz, un'altra attrice spagnola in trasferta hollywoodiana), il ménage sarà movimentato da sospetti, gelosie, colpi di fulmine ed equivoci assortiti. » |
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