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Alta tensione |
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Un film di Alexandre Aja.
Con Cécile De France, Maïwenn Le Besco, Philippe Nahon, Franck Khalfoun, Andrei Finti.
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Titolo originale Haute tension.
Horror,
durata 91 min.
- Francia 2003.
uscita venerdì 10 giugno 2005.
MYMONETRO
Alta tensione
valutazione media:
2,43
su
73
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Sedicente horror della peggior lega, questa è l’ennesima propaggine di quel filone, tristemente in gran voga, che nella violenza e nella truculenza fini a sé stesse trova ogni ragione di esistere. Un’offesa al buon gusto e all’horror.
![]() Horror che trova la propria ragione di esistere nella violenza e nella truculenza fini a se stesse |
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Davide Morena
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Alex e Marie, due ragazze, vanno a preparare gli esami universitari in campagna, a casa dei genitori di Alex. Neanche il tempo di scaricare i bagagli che arriva uno psicopatico che stermina la famiglia e rapisce Alex, non accorgendosi della presenza di Marie, che lo segue per salvare l’amica.
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Capolavoro schizofrenico.
venerdì 27 giugno 2008
di v@le
non sono assolutamente d'accordo con chi afferma che questo film è un "Sedicente horror della peggior lega, l’ennesima propaggine di quel filone, tristemente in gran voga, che nella violenza e nella truculenza fini a sé stesse trova la propria ragione di esistere" E'invece un capolavoro in cui l'impatto visivo è necessariamente fortissimo e in cui la violenza non è altro ke l'espressione del tormento di una mente inconsapevolmente schizofrenica,la cui unica "colpa"è il suo smisurato amore saffico. Marie,la continua » |
L'alta tensione c'è
giovedì 18 gennaio 2007
di Stefano Franzoni
Spesso e volentieri la critica "che conta" si accanisce su film del genere di "Alta tensione" classificandoli come schifezze, vibrando fendenti su fendenti quasi a voler estirpare nella violenza dei loro commenti il sange mostrato dalla pellicola. Partendo dal presupposto che sia innegabile riscontrare carenza nella sceneggiatura, nella caratterizzazione dei personaggi ecc.. bisognerebbe però lasciare un pò da parte i parametri accademici per rivalutare un pò quella che è poi la pretesa principale continua » |
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Per me un bel film, e vi spiego perchè!
mercoledì 7 febbraio 2007
di G. Plinto
...non sono per niente d'accordo con la recensione proposta. A mio avviso il film in questione non solo non è una "porcheria" ma al contrario ha delle peculirità che finalmente riescono a dare all'horror qualcosa che va oltre il "solito". Inanzittutto lo spettatore viene mantenuto in uno stato di tensione che riesce a sperare la dimensione filmica. Poi il film (una produzione indipendente fatta da due registi 26 enni, non dimentichiamolo, e in questi tempi ben venga la linfa nuova) ha una sua personale continua » |
Paura e confusione
domenica 26 giugno 2005
di MightyAlex
Un film che senza ombra di dubbio,colpisce molto la sensibilità dello spettatore,il genere horror in realtà per i primi venti minuti sembra lasciare parte all' hard, poi pero' Alexander Aja, riempiendo di scene cruente e sanguinose il film, si riavvicina a quello che è, (o almeno avrebbe dovuto essere)il genere del film...è cmq da riconoscere,la paura e la tensione(appunto alta) che il regista è riuscito a trasmettere nei novantuno minuti, di questo film anche se all'uscita della sala la maggior continua » |
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di Pier Maria Bocchi Film TV
Prima cosa, Luc Besson, strombazzato dalla promozione italiana, è tra i coproduttori, non accreditato, però la sua cifra stilistica è inesistente. Seconda cosa: Alta tensione è tra i migliori thriller-horror degli ultimi anni. Se non fosse per una soluzione finale irritante, che apre squarci inediti ma del tutto inutili e perfino vigliacchi, sarebbe perfetto. Alexandre Aja, che esordì tempo fa con un fantapocalittico niente male (Furia), prova di essere serissimo, coscienzioso e abilissimo. Non si fascia la testa con genuflessioni cinefile da studentello (come accade al pessimo Pascal Laugier di Saint Ange, per esempio), e gira secco e crudo una vicenda semplicissima, di pochi elementi: un maniaco assassino, una famiglia sterminata in una casa di campagna, una ragazza in fuga. » |
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Alexandre Aja dirige con i soldi (e sotto un controllo produttivo certo non invisibile di Luc Besson) Alta tensione, neo horror all'europea. Ovvero senza emozioni che non siano di esplicita irrisione e scherno verso modelli americani profondi e non capiti. Vale una sola immagine straziante di Jim Muro o di Frank Henenlotter di tutto questo pretenziosa, ammiccante e subalterna sequela di «isotopi» narrativi mal giustapposti, mal incollati insieme e mal musicati. Certo, come ci suggerisce lo stesso titolo italiano, che allude a un Mel Brooks, potremmo essere in piena parodia del super splatter d'oltre oceano. » |
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di Massimo Lastrucci Ciak
C’è una casa tra i campi coltivati di Francia. È isolata, ideale per borghesi in fuga e serial killer territoriali. Et voilà: una famiglia sterminata e due splendide universitarie in pericolo. Il maniaco omicida ha la faccia di un Van Morrison involgarito (si chiama Philippe Nahon ed è una presenza quantomeno massiccia), le due ragazze sono Cecile De France (che è belga) e Maiwenn. Il film di Alexandre Aja ha le caratteristiche del classico ricalco con variazioni all’europea. Che l’autore abbia pretese intellettuali non vi sono dubbi (del resto il suo lungometraggio d’esordio, Furia, ha trovato ispirazione da un racconto di Julio Cortazar), lo si capisce dalla noncuranza calcolata con cui immette nel calderone sadismi, truculenze sanguinarie, ammiccamenti al genere. » |
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