Amanti perduti

Un film di Marcel Carné. Con Arletty, Pierre Brasseur, Jean-Louis Barrault, Marcel Herrand, Pierre Renoir.
continua»
Titolo originale Les enfants du paradis. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95 min. - Francia 1945. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 25 novembre 2013. MYMONETRO Amanti perduti * * * * 1/2 valutazione media: 4,60 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,60/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * 1/2
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
   
   
   
Siamo nella Parigi del 1840, il mimo Baptiste Debureau (Barrault), romantico e malinconico, incanta le folle del teatro dei Funambules, commuovendo i ragazzi del loggione.
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primo piano
Capolavoro senza tempo, che conserva intatto il fascino della poesia eterna
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Parigi, metà del Diciannovesimo Secolo. Lungo il Boulevard du Temple si ergono alcuni teatri. Al Funamboles si esibisce il mimo Jean-Baptiste Debureau, mentre l'attore tragico Frederick Lemaître calca le scene del Grand Théâtre. Entrambi amano l'attrice Garance che è però concupita anche dal bandito Lacenaire e dal conte di Montray. Sette anni dopo Garance reincontrerà Jean-Baptiste. Le loro condizioni sociali sono cambiate ma l'amore è rimasto intatto.
Amanti perduti (termine che letteralmente significa "gli spettatori del loggione" ) è un film che resta a pieno diritto nella storia del cinema per una molteplicità di motivi. Marcel Carné e Jacques Prévert giungono a quest'opera dopo aver collaborato su sette titoli e costituendo quindi una coppia decisamente affiatata. L'idea nasce da un colloquio con Jean-Louis Barrault il quale racconta degli episodi della vita di un mimo famoso: Jean-Baptiste Debureau. I due autori, sotto stretta sorveglianza del regime collaborazionista di Vichy, vedono in un possibile soggetto che tratti del teatro un modo per sfuggire a una censura che impediva qualsiasi riferimento alla realtà sociale contemporanea.
Il film viene girato tra il luglio 1943 e l'agosto 1944 e completato nel gennaio 1945. Nella lettura di Carné e Prévert gli episodi della vita del grande mimo si inseriscono in un grande affresco (l'edizione originale durava 204') sul teatro popolare dell'Ottocento che aveva nel boulevard du Temple (ribattezzato all'epoca 'boulevard du crime' per le storie intrise di elementi di malavita che vi si rappresentavano) il suo cuore pulsante. È l'occasione per muoversi su un duplice piano di lettura con un mondo visto shakesperianamente come un grande palcoscenico in cui c'è il pubblico che recita la vita e gli attori che la rappresentano. Nonostante le numerose difficoltà incontrate nel corso della lavorazione e il rischio costante costituito da spie naziste infiltrate nella troupe, il film riesce ad evocare quel cinema legato alla letteratura che aveva ottenuto il successo negli Anni Venti in Francia, anche se qui l'origine è di carattere diverso.
L'accento posto sul personaggio di Debureau, con la sua entrata in scena da Pierrot lunaire, evidenzia bene il connubio tra cinema e poeticità trasformandolo in un grido di libertà dalla costrizione di un presente fatto di morte e di sopraffazione.

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Premi e nomination Amanti perduti

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Premio Oscar
0
1
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L'emozione che esce dallo schermo

sabato 26 ottobre 2013 di Garancebp

Les enfants du paradis è un film d’Amore che nasce nella Seconda Guerra Mondiale, un capolavoro di Marcel Carné e del cinema, che emoziona perché scorre con il ritmo della vita. E’ una storia della Parigi dell’Ottocento, dei suoi teatri e artisti e di una donna, Garance (Arletty), e un mimo, Baptiste (Jean-Louis Barrault), che si amano senza poter vivere pienamente il loro amore. E’ una storia semplice come les enfants del titolo, i ragazzi che a teatro potevano permettersi solo i posti alti e lontani, continua »

* * * * *

Una dichiarazione d'amore ai funamboli parigini

sabato 30 novembre 2013 di caps88

les enfants du paradis:i ragazzi del paradiso, i ragazzi che con l atto del recitare riescono a far commuovere e ridere coinvolgendo una platea povera di soldi ma non di sentimenti e d intuito per l arte! la vicenda si svolge in una parigi in cui il fermento artistico e letterale è al massimo in un piccolo arrondissement di nome menilmontant si svolgono le piccole storie di baptiste un mimo bravissimo che riesce a fare commuovere gli spettatori oltre che farli ridere,baptiste s innamora di garance continua »

L'attore Pierre Brasseur, al primo ingaggio, a Jean-Louis Barrault
Una meraviglia questo vinello caldo, veramente: è il buon Dio che ti scende in gola con calzoni di velluto rosso. Alla tua, Battista! Alla vostra, amici! E non dimenticate che stasera avete brindato con Giulio Cesare…
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
L'attore Pierre Brasseur, al primo ingaggio, a Jean-Louis Barrault
Una meraviglia questo vinello caldo, veramente: è il buon Dio che ti scende in gola con calzoni di velluto rosso. Alla tua, Battista! Alla vostra, amici! E non dimenticate che stasera avete brindato con Giulio Cesare…
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Maria Casarès a Jean-Louis Barrault
Lo sai bene che sei bello perché ti amo, ma stavolta sei più bello degli altri giorni: tu brilli.
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di Ennio Flaiano

Per la seconda giornata, il Festival Romano ha offerto un film di Marcel Carné, Les enfants du paradis, lungo seimila metri. “Il racconto fa rivivere sullo schermo un periodo della vita di tutto un quartiere: il Boulevard du Crime con la sua folla, i suoi artisti e i suoi malandrini e i suoi amori. Vi incontriamo l’omicida Lassner, l’attore Lemaitre, e Garance, l’eterno femminino a, così si esprime il programma. Lassner è forse uno sbaglio del compilatore o una contrazione ortografica di quel Lacenaire, l’assassino di cui parla anche Baudelaire: non sappiamo bene. »

di Georges Sadoul

(In Italia è stato presentato in un unico spettacolo, dal titolo Amanti perduti, la metà circa del film). Prima parte: Le boulevard du crime Nel 1840, a Parigi, Garance (Arletty), amante di Lacenaire (Marcel Herrand) s’innamora del timido mimo Deburau (Jean Louis Barrault) che poi abbandona per Frédérick Lemaitre (Pierre Brasseur). I tre hanno un grande successo recitando in una pantomima. Seconda parte: L’homme blanc (1847) Deburau, ormai celebre, ha sposato Nathalie (Maria Casarès) che non ama; Garance è la mantenuta d’un ricchissimo conte (Louis Salou) e Frédérick Lemaitre, che ne è geloso, ne approfitta per far la parte di Otello. »

di Mario Gromo La Stampa

Quoi? Hein? Quoi? erano ritornelli nella conversazione di Carné, quando era l'oscuro e indaffarato «assistente» di Feyder. Quel giovane piccolo e grassoccio, pre cocemente stempiato, al fianco di tale maestro doveva essersi fatta una praticaccia invidiabile. Era perciò ogni tanto invitato, da questo o da quel produttore, a «buttarsi»; si decidesse a dirigere una bella commedia con parecchie donnine, o un bel «poliziesco» con parecchi morti, o un bel «africano» con parecchi leoni. Quoi? Hein? Quoi? Carné rifiutava, appena stringendosi nelle spalle: (Quello, evidentemente, di fare il regista non se la sentiva, sarebbe morto «assistente»). »

di Pietro Bianchi

Les enfants du Paradis, presentato ora al pubblico italiano in edizione ridotta (si tratta dell'originale di un autentico film-fiume) con l'assurdo titolo Amanti perduti è un frutto "maledetto" dell'occupazione nazista della Francia. La cosa non ci indigna; non abbiamo mai creduto all'esistenza dei puri (dei fanatici, sí); mentre i nazisti occupavano l'Europa bisognava pur vivere. Chi non aveva quattrini da parte, o non era riuscito a telare in Inghilterra, doveva lavorare per non morire di fame. »

Amanti perduti | Indice

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Mario Gromo
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