Vogliamo vivere!

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Un film di Ernst Lubitsch. Con Robert Stack, Carole Lombard, Jack Benny, Felix Bressart, Henry Victor.
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Titolo originale To Be or Not To Be. Commedia, b/n durata 99 min. - USA 1942. uscita giovedì 30 maggio 2013. MYMONETRO Vogliamo vivere! * * * * 1/2 valutazione media: 4,51 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,51/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * * 1/2
 pubblico * * * * 1/2
   
   
   
A Varsavia, pochi giorni prima dell'invasione nazista, un gruppo di attori sta provando una commedia. Scoppia la guerra e l'affiatato gruppo riesce a ...
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Il capolavoro di Lubitsch: La guerra dell'arte alla tragedia della realtà
Marianna Cappi     * * * * 1/2

Joseph Tura e sua moglie Maria sono gli attori di punta di una compagnia teatrale polacca che vorrebbe allestire una satira antinazista ma viene bloccata prima dalla censura e poi dall'invasione e dall'occupazione della Polonia da parte di Hitler stesso. Il tenente Sobinski, spasimante di Maria, parte per arruolarsi nella resistenza ma torna rocambolescamente a Varsavia con la notizia che una pericolosa spia, di nome Siletsky, va fermata prima che sia troppo tardi. Saranno le doti attoriali di Maria e di Joseph a compiere l'impresa, in un trionfo di travestimenti e scambi di persona.
Il capolavoro di Ernst Lubitsch torna in sala, in edizione restaurata e rimasterizzata, a ricordarci cos'è un film perfetto, perché non c'è altra descrizione possibile. Girato tra il 6 novembre e il 23 dicembre del 1941, in piena tragedia nazista, come il contemporaneo "Il Grande Dittatore" di Chaplin, il film -accusato erroneamente di leggerezza- combatte la sua guerra con le armi della finzione e della comicità ma anche della più grande poesia tragica (il monologo di Shylok), rivelandosi, specie a posteriori, di una complessità sofisticata e sorprendente, che non va mai a discapito della suspence o della risata incontenibile. Quella di Lubitsch è una rappresentazione (cinematografica) della rappresentazione (l'apparato nazista) che in ultimo sogna il trionfo della grande illusione nella guerra contro la terribile realtà.
Il gioco di Lubitsch è sottile come quello interno al film e, proprio come nella finzione, è gioco solo fino ad un certo punto, poiché è di per sé intervento e invito all'intervento, considerato una questione vitale, come dimostra la sostituzione della pièce "Gestapo" con la domanda shakespeariana: "To be or not to be" . Domanda esistenziale, non solo calata nel momento storico in cui l'America si dibatte tra tendenze isolazionistiche e non (Pearl Harbour arriva nel bel mezzo del tournage) ma perfettamente aderente all'essenza dell'attore, incapace di non essere se stesso (ovvero di non recitare) tanto quanto di esserlo (chiamato com'è ad impersonare sempre qualcun altro).
Primo film della Lombard con Lubitsch, Vogliamo Vivere!, come recita malissimo il titolo italiano, è anche il film che la consegna alla leggenda, perché, com'è noto, l'attrice muore in un incidente aereo prima della fine delle riprese. Ma è l' "arte" della recitazione in sé, che il film omaggia e analizza, prendendola dapprima come oggetto di satira per poi, strada facendo, renderla drammaticamente portante e infine salvifica. Ed ecco allora che, per Lubitsch, l'arte è soprattutto due cose: misura e situazione. Joseph dovrà stare attento a non strafare, a non gigioneggiare, pena la fine della sua vita e della resistenza intera; e ci sarà solo e soltanto un'occasione giusta per Bronski, l'aspirante Shylok, nell'architettura della Storia e del film. Questione di perfezione, e di un regista che non si è mai accontentato di meno.

Premi e nomination Vogliamo vivere! MYmovies
il MORANDINI
Incassi Vogliamo vivere!
Primo Weekend Italia: € 56.000
Incasso Totale* Italia: € 398.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 1 settembre 2013
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Commedia nella tragedia:un capolavoro di lubitsch

domenica 7 luglio 2013 di mericol

 Nella Varsavia di uno dei periodi più tragici del XX secolo, la compagnia di Josef e Maria Tura recita una satira sul nazismo,ma è costretta a ripiegare sull’Amleto. Il banale, romantico,titolo italiano (Vogliamo Vivere) tradisce il significato del titolo originale(To be or not to be) del film che ha uno dei punti di forza nel monologo dell’Amleto. Attorno al monologo infatti sorge la commedia degli equivoci,dei travestimenti,delle gag,l’incrocio tra la realtà continua »

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Volete ragionare sul nazismo? guardate questo film

mercoledì 18 novembre 2009 di mahleriano

A fronte di un film su cui in questo periodo molti hanno così seriosamente voluto vedere le origini del nazismo scrivendo fiumi d'inchiostro, mi piace parlare con molta semplicità di questa pellicola, in cui c'è realmente e beffardamente più nazismo di quanto non si immagini lontanamente... La differenza? Quanta vera genialità qui! Il nazismo descritto in queste immagini è reale fin dalla descrizione dell'invasione della Polonia: e non è uno scherzo. Pur presentandosi come commedia, l'avvio è in continua »

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To be or not to be

martedì 25 giugno 2013 di catcarlo

A più di settant’anni dalla prima uscita e dopo un accurato restauro, torna sugli schermi uno dei capolavori di Lubitsch con il sonoro originale e i sottotitoli (ho letto che il doppiaggio italiano risalente agli anni Quaranta non fosse all’altezza, ma ho visto la vecchia versione tanto di quel tempo fa che proprio non saprei dire). Ci vuole una grande bravura per trattare argomenti tragici con il tocco della commedia e ancor di più quando lo si fa in contemporanea agli continua »

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Coraggiosa e brillante satira sul nazismo

mercoledì 9 marzo 2011 di il cinefilo

Ernst Lubitsch confeziona,con questo film,una satira coraggiosa e particolarmente divertente sulla follia del nazismo la cui intelligenza risiede nella trovata di far emergere un audace inno alla libertà attraverso il mondo del teatro e dei suoi attori per smantellare,in maniera brillante,le falsità immorali della gerarchia hitleriana...merita un confronto con un altro classico,sulla stessa linea,dell'epoca quale IL GRANDE DITTATORE di Charles Chaplin.  continua »

Il colonnello nazista Sig Rumann e l'attore polacco Jack Benny (Joseph Tura) in uno dei suoi molteplici travestimenti
Come si chiama la signora?
Maria Tura. Suo marito è il grande, grande attore polacco Joseph Tura. Ne avrà inteso parlare.
Ah sì... L'ho anche sentito recitare una volta, qui a Varsavia, prima della guerra.
Davvero?
Sì: trattava Shakespeare come noi la Polonia.
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La prim'attrice Carole Lombard. che non vuoi rinunciare all'eleganza neanche per un dramma sui campi di concentramento nazisti, e il regista teatrale Erno Verebes
Buongiorno, Topos.
Buongiorno cara.
Ti piace il mio vestito?
[...] Vuoi star vestita così in un campo di concentramento?
Tu credi che stonerei?
Tremendamente.
Ah be', io invece penso che farà un bel contrasto: quelli mi frustano al buio, io grido s'accende la luce, e il pubblico mi vede a terra con questa magnifica toilette...
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VIDEO | Una clip tratta dal capolavoro restaurato di Lubitsch oggi nelle sale.

Siamo tutti nella stessa barca

giovedì 30 maggio 2013 - Chiara Renda

Vogliamo vivere!, siamo tutti nella stessa barca Lui, lei e l'altro nel letto di lui: questi i protagonisti della scena tratta da Vogliamo vivere! di Lubitsch, capolavoro antinazista restaurato da oggi nuovamente nelle sale. La storia è quella di Joseph e Maria, marito e moglie oltre che attori di punta di una compagnia teatrale polacca in procinto di allestire una satira antinazista che viene bloccata prima dalla censura e poi dall'invasione e dall'occupazione della Polonia da parte di Hitler stesso. In questa clip li vediamo alle prese con un dialogo irresistibile dal ritmo travolgente, una commedia degli equivoci che coinvolge appunto anche l'altro, il tenente Sobinski, spasimante di Maria giunto a Varsavia con la notizia dell'arrivo di una pericolosa spia di nome Siletsky.

   

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Che emozione, possiamo illuderci di vivere a Parigi, dove le riprese di film classici entrano regolarmente nella programmazione. Copie restaurate, in lingua originale con sottotitoli, da vedere in compagnia (uno degli effetti collaterali più fastidiosi, alla voce "cinema sullo schermo di casa", è che non si può più parlare di niente con nessuno: ognuno vede quel che preferisce, a meno di non organizzare visioni collettive). E che classico! Ernst Lubitsch era un genio, Billy Wilder teneva appesa alla parete del suo ufficio la scritta "How would Lubitsch have done it?" - "Come l'avrebbe fatta Lubitsch?" per risolvere le incertezze di messa in scena. »

di Irene Bignardi

Quando il film uscì, nel 1942, fu accolto con la stessa perplessità e gli stessi dubbi che avevano accolto Il grande dittatore, che arriveranno molto più tardi per La vita è bella e che hanno indotto Jerry Lewis a mettere su uno scaffale, pentito, The Day the Clown Criéd, il suo film su un clown in un campo di concentramento per bambini che non è mai stato visto. Si può costruire una commedia sull'orrore del nazismo?Difendendo il suo film, Lubitsch ebbe a dire che si trattava in realtà di una satira dei metodi e della follia del nazismo. »

di Georges Sadoul

A Varsavia occupata dai nazisti, un gruppo di attori inganna gli occupanti con abili mascherature e rischiose avventure, sempre spiritose. La leggerezza del film potrebbe urtare chi conobbe le atrocità tedesche, non solo in Polonia. Ma non per questo è meno divertente: il tono ironico e svagato permesso a film di vent'anni dopo, non nuoce a questo "contemporaneo", che piglia garbatamente in giro anche la Resistenza. "Questo film ha provocato parecchie discussioni e, secondo me, è stato ingiustamente attaccato. »

Vogliamo più spesso un tocco di Lubitsch

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Volete davvero divertirvi? Volete passare 99 minuti in assoluta allegria, senza tuttavia dimenticare mai, nemmeno per un minuto, i problemi della Storia? Insomma, "volete vivere" un'avventura fuori dal consueto? Se la risposta è sì, allora pre-ci-pi-ta -te-vi a vedere Tobe or not to be, il film in scintillante bianco e nero diretto da Ernst Lubitsch nel 1942, che ritorna in sala in questi giorni. Ovviamente in un'altrettanto scintillante versione restaurata dalla benemerita Teodora Film (la stessa della collana di dvd «Il piacere del cinema», ideata e diretta da Vieri Razzini: il signore sì che se n'intende!). »

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