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Ripper - Lettera dall'inferno
Un film di John Eyres.
Con A.J. Cook, Bruce Payne, Ryan Northcott, Claire Keim, Derek Hamilton.
continua»
Titolo originale Ripper: Letter From Hell.
Horror,
durata 83 min.
- Canada 2004.
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![]() L'ombra di Jack Lo Squartatore continua a mietere vittime nel XXI secolo
Mattia Nicoletti
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Il genere thriller si diverte a cercare di creare suspense in innumerevoli forme per tenere lo spettatore attaccato alla poltrona e, spesso, sfocia nell’horror facendo riferimenti a classici del passato o a personaggi che hanno nel Dna la paura con la “P” maiuscola. L’inconveniente a cui si può andare incontro è la banalità. |
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DVD | Ripper - Lettera dall'infernoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 7 dicembre 2004
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di Alex Stellino Ciak
Sopravvissuta alla strage compiuta da un maniaco cinque anni prima, Molly (Li. Cook, Il giardino delle vergini suicide) partecipa a un gruppo di stadio sui serial killer nel college locale. Ma un folle fa fuori uno dopo l’altro i componenti della classe utilizzando metodi cari a Jack lo Squartatore. L’inizio adrenalinico fa ben sperare ma lo svolgimento della vicenda è prevedibile, con lunghe scene di omicidio che galleggiano nel vuoto della trama. La regia di John Eyres (Octopus) è diligente, ma infastidiscono la tendenza videoclippara che strizza l’occhio al pubblico più giovane e la furbizia con cui si buttano nel calderone le citazioni argentiane (soprattutto Suspiria: il prologo e il primo omicidio) per farsi apprezzare anche da quelli che hanno cominciato a “masticare” il cinema horror attraverso Crayen, Hooper e Romero. » |
di Emiliano Morreale Film TV
Uno dei peggiori slasher arrivati in Italia negli ultimi tempi. In una università per criminologi nella foresta (tanto per cominciare...) hanno luogo i prevedibili omicidi seriali, con rifermenti a Jack lo squartatore e alle sue vittime che ogni tanto rispunteranno fuori, un p0’ a caso, nel corso del film. In mezzo ci si trova Molly Keller, chiusa e ribelle, unica sopravvissuta anni prima a una strage in barca. La sciatteria e le inverosimiglianze della storia, la banalità dei personaggi e dei dialoghi sono state sempre perdonabili nel genere; ma qui non sono riscattate da nessun guizzo visivo. » |
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