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La generazione rubata
Un film di Phillip Noyce.
Con David Gulpilil, Everlyn Sampi, Tianna Sansbury, Laura Monaghan
Titolo originale Rabbit-proof Fence.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 94 min.
- Australia 2002.
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Un film di denuncia tratto da una storia vera: lla deportazione di migliaia di bambini meticci aborigeni da parte del governo australiano terninata negli anni '70.
![]() Un film di denuncia tratto da una storia vera
Marco Cavalleri
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Nel 1931 l'Australia ha due problemi principali. Da una parte l'invadenza dei conigli, per difendersi dai quali è stata costruita una recinzione che taglia l'intero continente. Dall'altra l'esistenza degli aborigeni, che si pensa di "addomesticare" strappando i più giovani alle famiglie di appartenenza per deportarli in appositi "campi" di rieducazione dove dovranno imparare ad obbedire ai bianchi. Tra le vittime anche Molly, Gracie e Daisy Craig, tre bambine che decidono di fuggire percorrendo le 1.500 miglia necessarie per tornare a casa. Nonostante l'accanimento del funzionario predisposto all'attuazione del programma e gli sforzi della guida indigena incaricata di ritrovarle, due su tre ce la faranno. |
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DVD | La generazione rubataUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 19 maggio 2004
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di Alessandra Levantesi La Stampa
Vedi la firma di Phillip Noyce, autore di film come "Ore 10 calma piatta" e "Il collezionista di ossa", e pensi che magari si tratta di un thriller: in ogni caso quello che non sospetti è di trovarti di fronte a una pellicola ambientata nel bush australiano. Con La generazione rubata il cinquantaduenne regista, che prima di diventare un fabbricante di successi hollywoodiani era stato uno dei pionieri del cinema australiano negli anni `70, è tornato in patria e alle tematiche degli esordi per raccontare una vicenda vera ambientata nel 1931. » |
di Alberto Crespi L'Unità
Phillip Noyce è uno dei tanti australiani di Hollywood: autore discontinuo, non privo di un talentaccio spettacolare (ricordiamo Ore 10: calma piatta, dove "inventò" Nicole Kidman, e due robusti thriller come Giochi di potere e Il collezionista di ossa). Con La generazione rubata torna nella natia Australia, e fa iI colpaccio. Il film è bellissimo, e sottrae all'oblio un capitolo rimosso della storia australiana: l'usanza, all'inizio del 900, di sottrarre alle famiglie aborigene i bambini mezzosangue, per lo più figli di donne native e di uomini bianchi. » |
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di Silvio Danese Quotidiano.net
Straordinaria storia vera di liberazione, un Pollicino tenebroso, intenso e di necessità civile. Molly, Daisy e Grace, bambine australiane aborigene, percorrono 1500 miglia per sfuggire ai campi di concentramento bianchi per la continuità della razza (chiamate colonie speciali) e tornare in famiglia. Il titolo originale ( Rabbit-Proof Fence) si riferisce alla barriera di ferro lunga migliaia di chilometri costruita nei primi del 900 per arginare l'invasione di conigli. Le piccole si salvano dall'inseguimento di spietati sceriffi seguendo la linea che porta al mare, deviando e ritornando a quell'unico aiuto per la salvezza. » |
di Enrico Magrelli Film TV
Lineare, drammatico, vigoroso, alimentato da un fervore civile che commuove senza sentimentalismi o volgari cedimenti, La generazione rubata è un terso e veemente film che utilizza la macchina da presa, i paesaggi desertici e sconfinati, le facce autentiche delle sue giovanissime attrici, la tenacia odiosa del personaggio, realmente esistito, interpretato da Kenneth Branagh (A.O. Neville) per denunciare e obbligare gli australiani a guardare senza mistificazioni e giustificazioni il proprio passato recente, il vergognoso comportamento verso gli aborigeni. » |
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