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Lista d'attesa
Un film di Juan Carlos Tabío.
Con Jorge Perugorria, Vladimir Cruz, Tahimi Alvariño, Antonio Valero, Saturnino Garcia
Titolo originale Lista de espera.
Commedia,
durata 102 min.
- Francia, Messico, Spagna, Cuba 2000.
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![]() Non aspettate ad andarlo a vedere
Giancarlo Zappoli
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Una stazione, autobus strapieni e una lunga lista d'attesa. Ma l'attesa si trasforma in occasione di ritrovata solidarietà. Progressivamente le tensioni calano, risbocciano passioni sopite, nascono nuovi amori. E, soprattutto, si lavora insieme per migliorare quel piccolo mondo che è la fatiscente stazione d'autobus. Dopo Fragola e cioccolato e Guantanamera,girati con lo scomparso Tomas Gutiérrez Alea, Tabio realizza una piccola commedia che riconcilia con il cinema. |
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DVD | Lista d'attesaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 7 marzo 2006
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Stipati sul pullman in panne ritrovano l'umanità perduta
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Per fortuna qualche volta non solo i treni non arrivano in orario, ma neanche gli autobus. Ne fanno le spese, nell'intelligente film di Juan Carlos Tabío Lista d'attesa, un gruppo di cittadini cubani che, in attesa che il bus di una stazione di provincia venga riparato, prima s'innervosiscono, battibeccano, un cieco si trova in difficoltà, innamorati e parenti soffrono, anziani si lamentano, poi ciascuno comincia a sfruttare il suo patrimonio sommerso di solidarietà. Il fattore umano esiste e resiste, anche l'infernale e ottusa burocrazia, l'omologazione dei sentimenti. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Lista d'attesa è un raro caso di rapporto non conflittuale fra cinema e letteratura. Leggendo l'omonimo racconto del connazionale Arturo Arango (pubblicato nel 1994 ed edito in Italia da Fazi), il cineasta cubano Juan Carlos Tabío ha avuto subito voglia di trarne un film; e dal canto suo lo scrittore non ha avuto problemi a concedere che la pagina venisse adattata alle esigenze dello schermo in piena libertà. Il risultato è che, pur disegnando entrambi un critico ritratto della Cuba contemporanea, novella e film sono assai diversi per spirito e stile. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
È come se tutto il popolo di Cuba si fosse dato appuntamento nella piccola, sperduta stazione di autobus in cui si svolge L'sta d'attesa, di Juan Carlos Tabio. Un edificio fatiscente, sulla riva del mare: una metafora trasparente del Paese di Fidel, con la manutenzione rimandata all'infinito, i richiami continui al senso civico e ai "doveri" rivoluzionari, i beni più elementari che scarseggiano o addirittura mancano completamente. Aspettare un autobus che non arriva: da ore, decine di persone, rappresentanti di ogni strato sociale, attendono inutilmente, perché ogni mezzo che passa non ha nemmeno un posto a disposizione. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
È un’utopia, quella narrata in Lista d'attesa. D'altra parte, un'utopia non sempre vale l'altra. Alcune - la maggior parte? - amano le grandi parole e i rulli dei tamburi, e al loro suono combinato si danno da fare per mettere in marcia gli uomini e le donne, tesi alla metà e tutti bene allineati dietro un capo carismatico. Altre - la gran minoranza? - preferiscono toni e ritmi più trattenuti, più "ipotetici". Dunque, conviene domandarsi di quale tipo sia mai questa, che sta tutta dentro lo spazio angusto d'una stazione per corriere di linea, e che è tanto "discreta" da ridursi da sé alla dimensione d'un sogno, per quanto sognato da molti e insieme. » |
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