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Avverto ancora una forte emozione provocata da questo capolavoro! Tornatore è un Maestro del cinema italiano, questo si sa, e La migliore offerta ne è un'ulteriore prova.
La sceneggiatura è un connubio delicato e simbolico nato da due storie mai realizzate che Tornatore aveva in mente da tempo: la storia di una ragazza con gravi disturbi agorafobici e la storia di un famoso battitore di aste. I due protagonisti sono delineati alla perfezione nelle loro fobie, nella sensibilità d'animo e nella paura di relazionarsi con il mondo. Un thriller rosa, in cui suspance e sentimento si intrecciano armoniosamente tenendo lo spettatore incollato alla storia, bramoso di raccogliere altri indizi, provare nuove emozioni. Un film sulla dualità intrinseca nelle cose, nei rapporti, nei sentimenti, tutto ciò espresso poeticamente attraverso le storie di due persone problematiche, sole, intimiste i cui unici affetti e fonti vitali sono le opere d'arte e i libri. D'improvviso Virgin (il battitore d'aste) e Claire (l'ereditiera agorafobica) si innamorano e si scrollano di dosso tutte le loro paure, si aprono al mondo e alla felicità... ma ecco arrivare il colpo di scena finale, in cui tutto ciò che sembrava puro, sublime e naturale si rivela essere altro... Nonostante ciò, l'ultima scena ci lascia con una speranza, una volta che l'amore o in senso più lato la gioia di vivere ha fatto breccia nell'animo umano, nulla potrà tornare come prima e nel cuore rimane aperto uno spiraglio di speranza!
Un ottimo cast internazionale, ma un film tecnicamente tutto italiano che ha dato prova di una sensibilità filmica di grande spessore: nel soggetto, nella regia ovviamente, nelle splendide scenografie e nelle musiche inconfondibili di Ennio Morricone.
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