| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Regia di | Garth Davis, Laure de Clermont-Tonnerre |
| Attori | Florence Pugh, Mike Faist, Ciarán Hinds, Hoon Lee, Martha Plimpton Christopher Abbott, Joseph Zada, Tracy Letts, Joe Mendes, Brad McMurray, Tandi Wright, Robert Morgan (II), Vaughan Reilly, Benedict Wall. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 6 ottobre 2026
Un dramma familiare che abbraccia due generazioni all'inizio del Novecento prendendo ispirazione dalla storia di Caino e Abele.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un'epica saga che attraversa decadi di storia, a cavallo fra fine '800 e primi del '900, con al centro la tragica storia della famiglia Trask. Al cuore dell'intera vicenda, l'incontro fra Adam Trask (Christopher Abbott), possidente terriero e veterano delle guerre indiane, e Cathy Ames (Florence Pugh), giovane donna dall'oscuro passato, trovata in fin di vita dall'uomo sulla soglia di casa. La relazione fra i due è destinata a gettare un'ombra non solo sul rapporto fra Adam e il fratello Charlie (Mike Faist), ma anche sulla successiva generazione di Trask.
Nessun attore ha incarnato l'essenza del divo maledetto più di James Dean, venuto a mancare prematuramente il 30 settembre 1955, a soli ventiquattro anni, a causa di un incidente automobilistico.
Un interprete straordinario, morto con all'attivo tre film da protagonista, solo uno dei quali uscito quando l'attore era ancora in vita: La valle dell'Eden, adattamento dell'omonimo romanzo scritto dal premio Nobel per la letteratura John Steinbeck.
Il ruolo di Caleb Trask ha definito, sin da subito, la tipologia di personaggi nelle corde di Dean; tormentati "ribelli senza causa", caratterizzati da un rapporto con l'autorità, specialmente quella genitoriale, che definire conflittuale sarebbe un eufemismo. Attorno, una di quelle storie senza tempo, dai temi universali, che ha ancora tanto da dire oggi, offrendo anche la possibilità di nuove letture rispetto alla versione cinematografica diretta, ormai più di settant'anni fa, da un grandissimo Elia Kazan.
Ed è proprio la nipote del leggendario regista, Zoe Kazan, a sobbarcarsi il peso dell'ardua impresa con un nuovo adattamento per il piccolo schermo, targato Netflix, che la vede nelle vesti di sceneggiatrice principale. La giovane figlia d'arte - anche i genitori, infatti, sono attivi nel mondo del cinema - aggira intelligentemente il confronto con l'opera filmica precedente recuperando la coralità del capolavoro letterario di Steinbeck.
Mentre, infatti, la pellicola del nobile progenitore decide di focalizzarsi esclusivamente sull'ultima parte del romanzo, incentrata sui gemelli Caleb e Aaron, mettendo in piedi una narrazione di tipo lineare, questa nuova incarnazione de La valle dell'Eden costruisce un complesso mosaico composto da diversi punti di vista, non esclusivamente da quello di Cal (personaggio che qui, oltretutto, non si palesa fino al penultimo episodio). Da una parte, un adattamento che sa di intimo dramma privato; dall'altra, una saga familiare che attraversa le decadi. Una scelta sicuramente agevolata anche dal maggiore spazio offerto dal formato seriale.
Inoltre, viene particolarmente privilegiato il punto di vista di Cathy, la cui figura è resa sicuramente più simpatetica: non più una Gezabele il cui peccato è destinato a portare alla rovina chiunque si avvicini a lei, ma una donna libera, che per sopravvivere e ottenere l'indipendenza, in una società dominata esclusivamente da uomini, utilizza l'unica arma che le è stata concessa: il fascino.
La valle dell'Eden ha tutti i pregi di quelle produzioni Netflix che si allontanano da lidi più pop per avvicinarsi alla prestige tv (Unorthodox, La regina degli scacchi): una messa in scena di qualità indubbiamente cinematografica, dai valori produttivi importanti, e grandi attrici, attorno a cui è costruita l'intera operazione, pronte a regalare interpretazioni con la "I" maiuscola (in questo caso, una eccellente Florence Pugh).
Nella maggior parte dei casi, la scrittura è all'altezza, anche se affetta da qualche didascalismo di troppo, come dialoghi in cui i temi della storia vengono comodamente apparecchiati. Per il resto, La valle dell'Eden si conferma una miniserie di valore. Un altro modo di vivere l'immortale storia partorita dalla mente di Steinbeck e, se vogliamo, anche un valido companion piece da affiancare al capolavoro diretto da Elia Kazan.
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