Jim Jarmusch (James Robert Jarmusch) è un attore statunitense, regista, produttore, produttore esecutivo, scrittore, sceneggiatore, fotografo, montatore, musicista, suono, è nato il 22 gennaio 1953 ad Akron, Ohio (USA). Jim Jarmusch ha oggi 73 anni ed è del segno zodiacale Acquario.
Inizialmente influenzato da Wim Wenders (che gli ha regalato la pellicola avanzata dal suo Lo stato delle cose e ha utilizzato le musiche del suo gruppo new wave Del Byzanteens), dal suo sguardo apparentemente neutro, oltretutto raffreddato da un elegante bianco e nero, per osservare umanità e luoghi di preferenza marginali e periferici, il regista di Akron (ma d'adozione newyorkese) ha poi aggiunto nel tempo un particolare humour e un gusto nel raccontare, che ricorda una certa felice narrativa americana sospesa tra l'ironia, il minimalismo e la citazione pulp.
Il regista indipendente ha esordito nello spettacolo lavorando come assistente alla produzione per il suo maestro Nicholas Ray in Lampi sull'acqua (1980); e chiaramente debitrici di quell'estetica sono le sue prime opere Permanent Vacation (1980) e Stranger Than Paradise (1984), realizzato in maniera amatoriale tra mille problemi di finanziamenti. Già con Daunbailò (1986), forse anche per la presenza di uno stralunato Roberto Benigni, il suo cinema è sembrato, pur nel rigore della forma, quasi sciogliersi verso un umorismo più coinvolgente. Così è stato in Mystery Train (1989), una trilogia di racconti tutti ambientati a Memphis, là dove era iniziata la carriera di Elvis Presley. Con Taxisti di notte (1992) ha continuato la strada del film a episodi, uniti dal filo conduttore della professione dei protagonisti di ogni capitolo, ambientando le diverse parti del film in varie località del globo. Più riuscito il successivo Dead Man (1995), un curioso anti-western spiritualista. Dopo Year of the Horse (1997), una rivisitazione documentaristica della musica dello storico gruppo rock Crazy Horse, nel 1999 ha diretto Ghost Dog - Il codice del samurai, un film venato di allegria, elegante e un po' surreale. Del 2003 l'uscita del film a episodi iniziato negli anni '80 Coffee and Cigarettes , manifesto della sua poetica minimalista fatta di quotidianità e semplicità. Broken Flowers (2005), ha messo in scena invece uno svogliato Bill Murray che, scopertosi padre a cinquant'anni, parte alla ricerca della possibile madre tra le fiamme del suo passato in un malinconico on the road attraverso la provincia americana.
Inoltre dopo il thriller inedito in Italia The Limits of Control (2009), nel 2013 presenta in concorso al Festival di Cannes una bizzarra storia vampiresca, Only Lovers Left Alive con Mia Wasikowska, Tilda Swinton e John Hurt.
Da segnalare anche la divertita e occasionale attività del cineasta come attore, degna di nota almeno in Straight to Hell (1987) di Alex Cox, Leningrad Cowboys Go America di Aki Kaurismäki, Lama tagliente di Billy Bob Thornton e in Blue in the Face (1996) di W. Wang e P. Auster.
Nel 2016 Jarmusch porterà al Festival di Cannes ben due film, l'atteso documentario sul suo amico Iggy Pop, Gimme Danger, e Paterson, in cui un abitudinario Adam Driver, autista di autobus, e sua moglie hanno diverse visioni della vita. Torna tre anni dopo invece con un l'horror I morti non muoiono.
Nel 2025 presenta alla Mostra del Cinema di Venezia il nuovo film Father. Mother. Sister. Brother, col quale vince il Leone d'Oro.
Pare che Neruda, ad Antonio Skàrmeta che gli aveva portato il suo primo romanzo, abbia detto, dopo attenta lettura, che era un bel libro. Ma che la cosa non aveva molta importanza, perché tutti i primi libri degli scrittori cileni sono buoni. Il problema è il secondo.
L’aneddoto può essere applicato pari pari a molti giovani autori americani off-Hollywood, e in particolare al caso di Jim Jarmusch, che non ha mai ripetuto i risultati e la miscela perfetta di stravaganza, marginalità, divertimento raggiunto con Stranger Than Paradise - Più strano del Paradiso (1984).
Jarmusch ha studiato alla Columbia, alla New York University e alla Cinémathèque Française. È stato assistente di Nicholas Ray nei suoi ultimi anni e di Wenders in Nick’s Movie - Lampi sull’acqua (1980), il terrificante film necrofilo sull’agonia di Ray. È comparso come attore in Leningrad Cowboys Go America (1989) di Aki Jaurismaki, in In the Soup - Un mare di guai (1992) di Alexandre Rockwell e in Blue in the face (1995) di Wang/Auster. Ma proprio con Dead Man, presentato a Cannes nel 1995, ha dimostrato la sua insostenibile leggerezza, che dilatata alla dimensione di un film di due ore e di molta ambizione fa acqua da tutte le parti. In un certo senso il suo fiato gli permette di percorrere con disinvoltura spazi più brevi o situazioni meno tese. Più che le costruzioni deliziosamente artefatte premeditatamente eccentriche alla Daunbailò (1986), in cui compare adorabile il nostro Benigni, sono intelligenti e divertenti, anche se apparentemente destinati a un club di amici, i suoi corti (i due Coffee and Cigarettes), e l’episodio nuovayorkese di un film complessivamente non riuscito come Taxisti di notte - Los Angeles New York Parigi Roma Helsinky (1992), che coglie genialmente il ritmo delle ondate migratorie a Manhattan. E anche l’acclamato Mystery Train - Martedì notte a Memphis (1989) è segnato da una sorta di snobismo dell’invenzione e dell’immagine così volatile che dopo un po’ non lascia traccia nella memoria.
Mystery Train - Martedì notte a Memphis
Da Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996