Alison Lohman è un'attrice statunitense, è nata il 18 settembre 1979 a Palm Springs, California (USA). Alison Lohman ha oggi 46 anni ed è del segno zodiacale Vergine.
Tim Burton deve aver visto nei suoi occhi l'erede naturale di Winona Ryder. con un guizzo di pazzia alla Christina Ricci. visto che l'ha scelta per il suo ultimo lavoro, Big Fish. E forse non a caso il debutto di Alison Lohman al cinema è stato - non presto: a diciannove anni - con un film che sarebbe piaciuto a Ed Wood: l'ineffabile Kraa! The Sea Monster, nella parte di una ragazzina telepatica che comunica con il mostro di turno. O forse è solo perché La storia fantastica è il suo film preferito. Insomma, un casting appropriato per una storia immaginifica (tratta da un romanzo di Daniel Wallace) in cui Alison interpreterà nienterneno che Jessica Lange da giovane (nel cast anche Albert Finney, Ewan McGregor, Danny DeVito, Steve Buscemi, Billy Crudup). Del resto, le grandi sfide, nonostante l'aspetto disarmato e lo sguardo un po' triste, sembrano non spaventarla. Non ha cominciato tardi a recitare. E a cantare: è una “accomplished singer”, una cantante provetta. A nove anni ha calcato il palco nel ruolo di Gretyl, una delle bambine di Tutti insieme appassionatamente e a undici ha vinto un premio per la sua interpretazione nei musical Annie. E ora sogna un remake di Footloose per esprimersi al meglio. La Lohman viene dal più classico iter di film adolescenziali, alcuni sci-fi e altri thriller(Il tredicesimo piano, o la commedia Guardo, ci penso e nasco, con Bridget Fonda e Campbell Scott) e da una certa popolarità dovuta a qualche ruolo televisivo: come guest star in Lìfe Harbor e come protagonista nella sitcom Tucker e nella serie Pasadena, diretta, tra gli altri, anche da Diane Keaton. Nel Tv movie Sharing the Secret, la prima parte intensa: è una studentessa che soffre di bulimia, a fianco di Diane Ladd. Una prova che le assicura la simpatia del grande pubblico delle adolescenti e le spiana la strada per il ruolo in White Oleander, dove il suo nome sui titoli di testa anticipa quelli di Robin Wright Penn, Michelle Pfeiffer e Renée Zelweger. Il personaggio di Astrid, la ragazzina sensibile e intelligente che si libera faticosamente di una madre troppo sicura di sé, le pare cucito addosso. Poi si trasforma più volte, da bambina a donna: cambia abbigliamento, si taglia i capelli da sola, si trucca, decolora le sopracciglia, si tinge di nero, mette orecchini dark in opposizione alla madre, “bellissima e vichínga”. Tiene benissimo la scena nel confronto finale con la Pfeiffer, con quegli occhi fissi e addolorati da ex bambina abbandonata che è diventata adulta. E poi, la figlia ritrovata e complice perfetta di Nicolas Cage in Il genio della truffa: un personaggio (e un'interpretazione) copiato con la carta carbone da quello di Tatum O'Neal in Paper Moon di Peter Bogdanovich: stessa tenerezza e furbizia insieme, stessi occhi pronti a piangere un momento e a brillare di gioia quello dopo.
Da Film TV, 29 Settembre 2003
La critica l'ha sempre apprezzata, ma il successo per questa biondina acqua e sapone è arrivato solo ora con Drag me to Hell, il film di demoni senza angeli diretto da Sam Raimi. Per vederlo dovremo aspettare la fine delle vacanze. Intanto, ve la presentiamo.
Alison Lohman non è abilissima sul tappeto rosso. Alle prese con la vasta, impietosa distesa di velluto porpora che conduce all'ingresso del Gran Palais du Festival di Cannes, sorride impacciata, manca di brutto la postazione dei fotografi guarda troppo per terra, inciampa... Ma tutta quella goffaggine in pompa magna svanisce pochi minuti dopo, nel buio della sala, quando la ventinovenne californiana deve affrontare non un branco di paparazzi ma una diavolessa infernale. Il film è Drag me to Hell, l'anticipatissimo ritorno di Sam Raimi alle sue radici «basse», orrorifiche, dopo la parabola miliardaria degli SpiderMan. La storia - che Raimi scrisse dieci anni fa ma sembra tagliata per l'attuale clima economico Usa - è quella di una giovane impiegata di banca (Lohman) che, in vista di un avanzamento di carriera, rifiuta di concedere il prestito richiesto da un'anziana signora dotata di potentissime connection con gli inferi. Vittima di una maledizione micidiale, la ragazza trascorre buona parte del film difendendosi a forza di calci, pugni e denti da incarnazioni progressivamente più mostruose e feroci della satanica vecchia. E il suo è un tour de force fisico condito di vermi putrescenti, saliva fetida, fiumi di sangue e fango su colonna sonora a base di urla di paura.
In realtà, garantisce Lohman, lei non è mai stata una fan dell'horror: «Per spaventarmi ci vuole veramente molto. Prima di parlare con Sam non pensavo di essere adatta per la parte, non avevo nessuna sensibilità per il genere. Fortunatamente, lui mi ha spiegato che cosa può rendere grande un film dell'orrore», anche se i polmoni da «scream queen» se li è costruiti da quando aveva nove anni e cantava in produzioni locali di musical come The Sound of Music e Annie, a Palm Desert, dove è cresciuta con una mamma pasticciera, un papà architetto, un fratello e due gatti. A diciassette anni, già veterana del palcoscenico, si è trasferita a Los Angeles, dove s'è subito imbarcata in una serie di film prestigiosi ma scarsi al botteghino - il melodramma Oleandro bianco al fianco di Michelle Pfeiffer, ll genio della truffa di Ridley Scott (dove teneva testa a Nicolas Cage e Sam Rockwell nei panni di un'abilissima truffatrice teen ager), Noi due sconosciuti con Benicio Del Toro e Halle Berry, Big Fish di Tim Burton, il cartoon di Bob Zemeckis Beowulf e False verità del canadese Atom Egoyan.
Le sue performance e quel volto aperto, un po’ lunare, ancorato a zigomi alti e a uno sguardo piacevolmente diretto, sono sempre stati giudicati di prim’ordine, ma c'è voluto il potere eversivo del cinema di genere in mano a un mista visionario come Raimi perché - chiamata a sostituire all'ultimo momento la collega Ellen Page in Drag me to Hell - Lohman bucasse veramente lo schermo e catturasse fai tenzione del grande pubblico.
D'ora in poi, la sua vita professionale sarà molto più facile. Intanto, quella privata la prende con molta calma. Tra tutti i sobborghi losangelini, ha scelto di stabilirsi in uno dei più appartati e rilassanti: Venice, la spiaggia degli artisti, dove si respirano ancora gli anni Sessanta. Tra le sue passioni, resta viva quella dei viaggi (ama moltissimo Amsterdam, vorrebbe fondare una comunità ecologica a Panama e in Thailandia s'è chiusa in un centro di meditazione dov'è richiesto il silenzio assoluto per dieci giorni). Tra i suoi desideri, in pole position quello di fare molto presto un altro film con Sam Raimi. Magari non necessariamente un horror.
Da Lo Specchio, luglio 2009
Ha recitato assieme a Micelle Pfeiffer, Renée Zellweger e Robin Wright Penn in White Oleander . Lohman ha cominciato a recitare in teatro a nove anni. Tra gli altri film, ricordiamo False verità, di Atom Egoyan, con Kevin Bacon e Colin Firth, Il genio della truffa con Nicholas Cage e Sam Rockwell, Big Fish di Tim Burton, e The big white con Giovanni Ribisi.