Quando un'orda di zombie invade la loro città rurale nel Quebec, una banda di sopravvissuti unisce le forze per riuscire a sopravvivere.
In un villaggio dove la popolazione è stata decimata dal sorgere dei non-morti, una donna d'affari, un nerd, un vecchio e un ragazzo hanno imparato come sopravvivere all'apocalisse zombie. Induriti dalle circostanze, sanno però ancora rimpiangere le decisioni sbagliate, come non aver confessato a una ragazza il proprio interesse o non aver avuto il coraggio di abbattere i propri familiari infetti. Questi e altri personaggi si riuniscono per tentare di raggiungere una zona che ritengono libera dai non-morti, mentre gli zombie accumulano misteriosamente piccole montagne di oggetti della loro vita passata, come giocattoli, mobili, elettrodomestici e altro. Periodicamente si riuniscono per osservarli, come rapiti.
Sono di un piccolo paese vicino a Montréal, ho un fienile con i cavalli in campagna. È da lì che sono partito nello scrivere il film, circondato dalla foresta e dal colore verde, che al cinema è così aggressivo. Non mi è mai piaciuto il verde e ho capito che ne avevo bisogno per esprimere la violenza di questa storia e, forse, anche per mostrare come la natura si vendichi dell'umanità, o qualcosa del genere. Semplicemente ho pensato che i paesaggi naturali sarebbero stati allo stesso tempo di conforto e terrificanti. C'è un'incertezza nella natura e nella foresta.
Dodici anni dopo il suo esordio nel lungometraggio con Saints-Martyrs-des-Damnés l'attore e regista Robin Aubert torna all'horror, ma lo fa da una prospettiva insolita, quasi contemplativa. Les Affamés coniuga il sottogenere dell'apocalisse zombie a uno sguardo da cinema d'autore, con movimenti di macchina da presa meticolosi, scene di morte fuori campo e altro rappresentate con fare quasi trascendentale. Senza mai essere didascalico carica anzi il film di mistero, con tanto di zombie che compiono strani rituali. Presentato a Toronto e passato anche da Torino, ha vinto il premio del pubblico al Montréal Festival of New Cinema.