| Anno | 2026 |
| Genere | Azione, Avventura |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Regia di | Guy Ritchie |
| Attori | Hero Fiennes-Tiffin, Ravi Aujla, Numan Acar, James Sobol Kelly, Stephen Agnew Adam James, Rachel Shelley, Simon Delaney, Daphne Cheung, Andy M Milligan, Kyle Rowe, Jessica Zhou, William Willoughby, Alice Handoll, Elizabeth Conboy, Cara Bossom, Russell Balogh, Régis Romele, Colin Firth, Natascha McElhone, Joseph Fiennes, Max Irons, Dónal Finn, Adam Basil. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo 2026
Un'avvincente storia di formazione in 8 episodi sul detective più famoso del mondo, impegnato a svelare una cospirazione globale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Finito dietro le sbarre per essersi esercitato nell'arte del borseggio, il giovane Sherlock Holmes (Hero Fiennes Tiffin) viene tirato fuori dai guai, per l'ennesima volta, dal fratello maggiore Mycroft. Per dare una lezione allo scapestrato Sherlock, Mycroft decide di portare il ragazzo all'Università di Oxford, non per intraprendere un percorso di studi, ma per lavorare come inserviente. Ma i guai sembrerebbero seguire il futuro detective, che si ritroverà coinvolto in un complesso intrigo internazionale.
Basata sulla serie di libri scritti da Andrew Lane, e adattati per il piccolo schermo dallo showrunner Matthew Parkhill, Young Sherlock vede il ritorno di Guy Ritchie nel mondo del celebre personaggio nato dalla penna di Arthur Conan Doyle.
Il regista britannico, produttore esecutivo e dietro la macchina da presa nei primi due episodi della serie, si era già infatti confrontato con la figura del detective per antonomasia in due film con il futuro premio Oscar Robert Downey Jr., rispettivamente del 2009 (Sherlock Holmes) e del 2011 (Sherlock Holmes - Gioco di ombre).
Quella portata al cinema da Ritchie era una versione delle avventure di Sherlock Holmes che prediligeva l'azione alla classica detection, con un'estetica che flirtava con lo steampunk. Al centro, uno Sherlock particolarmente guascone, che spesso e volentieri usa le sue incredibili doti d'osservazione anche nel combattimento, per colpire gli avversari nel modo più duro ed efficace. Una reinterpretazione del personaggio con più punti in comune con il Tony Stark/Iron Man del Marvel Cinematic Universe, sempre interpretato da Downey Jr., che con la sua controparte letteraria.
Anche in Young Sherlock, Ritchie si porta dietro qualche elemento di questa versione, così come il suo stile di regia ammiccante e postmoderno, con sequenze costruite interamente su hit rock e punk (nella selezione dei brani, si è privilegiato naturalmente un sound prettamente "brit"). L'azione gioca sempre un ruolo importante, anche con l'introduzione del personaggio di Gulun Shou'an (Zine Tseng), principessa cinese che sa menare le mani, così da avere il pretesto per proporre alcune elaborate coreografie marziali.
Ma seppur presente, l'aspetto action non è cosi preminente in Young Sherlock, che si dimostra più vicina allo spirito dell'opera originale. Il lato mystery si rivela qui più centrale rispetto ai due precedenti lavori del regista. Quello messo in scena dalla serie, infatti, è un mistero con alla base una vendetta che viene da lontano, originatasi in angoli esotici dell'Impero britannico, che ricorda da vicino proprio alcuni dei casi ideati da Conan Doyle ("Il segno dei quattro").
Young Sherlock è una crasi che concilia la versione moderna e ipercinetica dei film di Guy Ritchie con quella classica del famoso investigatore. Sintesi costruita su un intreccio investigativo piuttosto appassionante, capace di regalare anche alcune svolte inaspettate, che si ricollegano direttamente al passato del giovane Holmes. Una buona produzione seriale, pronta a regalare qualche ora di sano intrattenimento.