| Titolo originale | L'Empire |
| Anno | 2024 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Bruno Dumont |
| Attori | Brandon Vlieghe, Anamaria Vartolomei, Lyna Khoudri, Camille Cottin, Fabrice Luchini Bernard Pruvost, Philippe Jore, Julien Manier, Giovanni Iovino, Elisabetta La Padula. |
| Uscita | giovedì 13 giugno 2024 |
| Distribuzione | Academy Two |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,62 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 giugno 2024
In un villaggio francese alcuni extraterrestri sotto copertura sono in procinto di scatenare una battaglia. Il film ha ottenuto 1 candidatura al Festival di Berlino, In Italia al Box Office L'Impero ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 21,3 mila euro e 19,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un villaggio di pescatori sulla costa a nord della Francia è in procinto di scatenarsi una battaglia tra potenti forze extraterrestri che si nascondono dietro le soporifere apparenze della vita quotidiana degli abitanti locali. Il figlio del pescatore Jony, il piccolo Freddy, è al centro della contesa: nato dall'unione tra un extraterrestre e un'umana, crescendo diventerà l'ago della bilancia nella lotta tra gli "uno" e gli "zero". La principessa Jane, dell'impero degli "uno" viene mandata sulla terra per salvare gli umani dal male che potrà scatenarsi quando Jony farà crescere il suo erede come sovrano delle forze oscure.
Il gusto per la satira sociale è una componente essenziale della filmografia di Bruno Dumont, al pari delle zone costiere del nord del paese in cui spesso ambienta i suoi film.
Entrambi sono elementi che tornano in L'empire, anche se stavolta il curioso mélange tra la fantascienza che scimmiotta Star Wars e il ritratto umano di una comunità rurale lascia perplessi. Pieno di motivi visivi che sfiorano il camp e il ridicolo, il ri-utilizzo dei codici di genere sembra quasi venir preso alla lettera dal regista, che mette in scena una colossale battaglia tra forze del bene e impero del male con tanto di navi spaziali e spade laser. Ma una spada laser è un riferimento culturale che non può essere messo su schermo in quanto tale, con un grado zero di prospettiva: il risultato è un gap semiotico che almeno veniva scongiurato nei film precedenti, come l'ultimo France, radicato in una satira passabile per quanto di livello un po' facile. In L'empire, gli umani sono solo delle macchiette quando non del tutto assenti, visto che la maggior parte dei personaggi ha in realtà mere sembianze terrestri ed appartiene invece alle fazioni interstellari degli "uno" e degli "zero". Tale è l'aderenza di Dumont a questi personaggi, in particolare alla Jane di Anamaria Vartolomei (la quale conferma la presenza scenica mostrata in quel La scelta di Anne - L'Événement che la lanciò) e al Jony di Brandon Vlieghe, che sembra quasi prenderli sul serio mentre fanno proclami da villain di un b-movie anni ottanta e si lanciano in un'improbabile slancio sessuale per prendersi una pausa dalla loro rivalità ancestrale.
E del resto nei dintorni non rimane granché, tra comparsate dolorose di Luchini e Cottin e alcune idee di design che se non altro denotano una parvenza di visione cinematografica, come le navi spaziali che all'interno hanno l'aspetto di capolavori architettonici (la Reggia di Caserta, la Sainte-Chapelle parigina) e gli effetti visivi della pirotecnica sequenza finale, degna illustrazione di uno scontro tra due entità incompatibili nel vuoto cosmico.
se ci fosse meno di una stella avrei dato quella!
Il film più bizzarro dell'anno, nonché uno dei più commoventi, sissignori, è "L'impero" di Bruno Dumont. A dirla in breve è una specie di "Guerre stellari", traboccante di citazioni della saga di George Lucas e girato in un paesino della Côte d'Opale, Francia del Nord. Grandi distese sabbiose, luce forte, maestosi cavalli bianchi: un posto di contadini e pescatori che lavorano al ritmo delle maree, [...] Vai alla recensione »