| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Simone Bozzelli |
| Attori | Andrea Fuorto, Augusto Mario Russi . |
| Uscita | giovedì 14 settembre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,27 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 21 settembre 2023
Sognando la libertà della Patagonia, Yuri e Agostino partono per un viaggio di autodeterminazione che si trasformerà in un delirio di controllo e prigionia. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Patagonia ha incassato 63,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nonostante abbia una ventina d'anni, Yuri viene trattato come un bambino dalle zie con cui vive in un paesino sulla costa adriatica dell'Abruzzo. Sarà l'incontro con Agostino, l'animatore che viene a lavorare a una festa per il cugino piccolo, a far scattare qualcosa in lui. Attrazione, desiderio di libertà, un interesse per lo stile di vita di un ragazzo che vive in camper e sembra non dover sottostare a nessun legame. Scappato di casa, Yuri si stabilirà in una comunità di gente simile ad Agostino, che vive alla giornata tra un rave e l'altro.
La prima regia di Simone Bozzelli, già autore di corti di successo e di alcuni video musicali, è di quelle che fanno ben sperare e portano in dote buone idee e una certa sensibilità filmica. In Patagonia costruisce uno studio psicologico focalizzato sui due protagonisti, impegnati in una danza di sottile prevaricazione, abuso e controllo - ma anche desiderio e scoperta.
Attorno alla presa di coscienza del giovane Yuri, che fin lì ha vissuto una vita nell'abbraccio ovattato e stringente di una famiglia dai contorni imprecisati, Bozzelli riesce soprattutto a evocare un mondo distinto di giovani che, in un Abruzzo svuotato e soporifero, vivono nella loro versione di una società alternativa. Agostino, che preso da solo con il suo camper e il lavoro con i bambini sembrava un esemplare unico, è in realtà parte di un sistema che si apre agli occhi di Yuri e inizia a presentargli delle scelte che il ragazzo non ha mai avuto prima.
Nel rapporto tra i due sta la sostanza dell'opera, che indaga come nascono i rapporti di potere, la dipendenza, la proiezione del proprio desiderio su quello dell'altro. Gli animali e le gabbie sono un motivo ricorrente, la corrente omoerotica e sentimentale è forse lasciata a un'eccessiva ambiguità, ma c'è del rigore autentico nel modo in cui Bozzelli mette in fila le piccole manipolazioni di Agostino, dotato di un istinto innato nel capire cosa l'altro è disposto a cedere per poi prenderselo col sorriso.
L'esordiente Augusto Mario Russi ha il giusto carisma per renderlo verosimile, e soprattutto sembra avere una conoscenza intima e naturale del milieu in cui si muove la storia. Il lavoro a quattro mani trova nel protagonista Andrea Fuorto un valido contraltare, più costruito, che delinea una condizione infantilizzata ma lentamente ricettiva alle esperienze del mondo, di cui si prende il bene come il male.
I Wanna Be Your Slave cantono i Måneskin nel video firmato da Simone Bozzelli, giovanissimo regista che arriva sugli schermi con il suo primo lungometraggio, Patagonia. Due lavori legati da un’evidente coerenza di stile che già la locandina ci faceva presagire. Una trama esile, un film tutto giocato sulla relazione malata tra Yuri (Andrea Fuorto) e Agostino, l’esordiente [...] Vai alla recensione »
Quella raccontata da «Patagonia» non è e non vuole essere una bella storia, non è un mélo romantico né l'evoluzione di un amore: quello di cui parla l'esordiente Simone Bozzelli è un rapporto tossico di codipendenza, una relazione in cui i sentimenti diventano leve di potere e merce di scambio, cronache da una periferia "disagiata", in tutti i sensi.