| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 86 minuti |
| Regia di | Luca Scivoletto |
| Attori | Mattia Bonaventura, Francesco Cilia, Danilo Di Vita, Matilde Sofia Fazio Claudio Bigagli, Peppino Mazzotta, Lorenza Indovina, Eleonora Danco, Elvira Camarrone, Maurizio Bologna, Roberto Nobile, Francesco Cristiano Russo, Tim Daish. |
| Uscita | giovedì 13 aprile 2023 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Fandango |
| MYmonetro | 3,41 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 aprile 2023
Sicilia, estate del 1990. Enrico ha dodici anni e tutti i problemi dei ragazzini della sua eta`. Ma a tormentarlo non sono gli ormoni impazziti o un amore non corrisposto. Il suo problema piu` grande si chiama Partito Comunista Italiano. In Italia al Box Office I pionieri ha incassato 106 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Comiso, 1990. Enrico ha 13 anni ed è cresciuto in una famiglia di ferventi comunisti, figlio di un funzionario del PCI e di una militante integralista. La sorella maggiore Chiara è riuscita a defilarsi, lui invece dovrà trascorrere le vacanze estive accompagnando di sezione in sezione il padre, che è in predicato per la segreteria regionale del partito. Enrico invece decide di fuggire di casa insieme al suo migliore amico Renato, anche lui figlio di ferventi comunisti e a sua volta attivista convinto. Insieme rifonderanno il campeggio dei Pionieri, uno storico gruppo scout comunista, e a loro si unirà inopinatamente Vittorio Romano, il figlio bullo del fascista locale.
Quando avvisteranno Margherita, una ragazza italoamericana fuggita da un campeggio per i figli dei militari di una base yankee della Sicilia meridionale, Enrico scoprirà anche l'amore e il quartetto troverà la sua massima unità, con buona pace del fantasma di Enrico Berlinguer, che dispensa al ragazzino occasionali consigli su come stare al mondo.
I pionieri è l'opera prima di Luca Scivoletto, che oltre a dirigere lo ha scritto insieme a Eleonora Cimpanelli e Pierpaolo Pirone. Il film si pone al crocevia fra Moonrise Kingdom e Cosmonauta, riuscendo comunque a conservare una sua originalità e una sua particolare dolcezza.
La storia nasce dal ricordo autobiografico del regista, figlio di un funzionario del PCI e frequentatore involontario delle sue sedi siciliane, e in parallelo alla vicenda dei quattro ragazzini scorre quella della delusione storica di un partito che voleva cambiare l'Italia e invece ha continuato a cambiare direzione, dalla "svolta di Occhetto" proprio di quegli anni in poi. Anche Berlinguer, veicolato da Caudio Bigagli senza trasformarlo in una macchietta, ha un ruolo simile a quello del "Bogie" di Provaci ancora, Sam: un mito personale per dare corpo alla propria coscienza e coraggio alla propria insicurezza.
È raro trovare un film indirizzato ai preadolescenti che funzioni, sia per il pubblico per cui è inteso che per spettatori più stagionati, e I pionieri ci riesce, trovando un livello di scrittura adatto ai personaggi più giovani, ma anche ricco di riferimenti che gli adulti riconosceranno, e che li faranno sorridere.
Fa la differenza anche il cast, metà del quale forse si deve a Lorenza Indovina, che interpreta il ruolo della madre di Enrico e che è stata acting coach della serie di Niccolò Ammaniti Anna, dove recitavano per la prima volta due dei quattro giovani attori di I pionieri, ovvero Danilo di Vita (Vittorio Romano) e Matilde Sofia Fazio (Margherita). Ma anche Mattia Bonaventura (Enrico) e soprattutto Francesco Cilia (Renato), cui toccano le battute più divertenti, funzionano molto bene.
Accanto a loro gli attori adulti - Peppino Mazzotta (il padre di Enrico), Eleonora Danco (la madre di Renato) e Maurizio Bologna (il padre di Vittorio Romano) - interpretano i loro ruoli con la dovuta serietà professionale, senza "buttarli via" solo perché questo è un film che vede protagonisti i giovanissimi. C'è anche un cammeo di Roberto Nobile, ahimé alla sua ultima interpretazione.
Ed è di ottimo livello tutto il lavoro della squadra tecnico-artistica (Stefano Falivene alla fotografia, Alice Roffinengo al montaggio, Flaviano Barbarisi alle scenografie e Alfonsina Lettieri ai costumi), così come il commento musicale del chitarrista e compositore Alessandro "Asso" Stefana e dello stesso Luca Scivoletto, che accompagna efficacemente questa storia semplice, ma mai semplicistica.
Il Muro è caduto (1990) e, con esso, anche qualche ideale, ed è dura cercare di mantenerlo a tutti i costi arrivando perfino a condizionare la vita di famiglia. Dura anche vivere in una famiglia ( Enrico) dove per un genitore sembra conti più la politica che i figli. Meglio fuggire cercando, anche solo per poco tempo, un po' di pace nel bosco, lontano dai tg e dai comizi. Vai alla recensione »
Tratto dall'omonimo suo romanzo, il film del siciliano Scivoletto si fonda soprattutto sul già più volte visitato tema del racconto di formazione, attingendo a un certo ironico atteggiamento che appartiene di natura al senso di una sicilianità che traduce nell'austerità dell'ironia una propria concezione del mondo. Così come faceva il Montalbano, scritto e televisivo, di Camilleri, così come ha ereditato [...] Vai alla recensione »