Dio è in pausa pranzo

Film 2022 | Commedia, +13 90 min.

Anno2022
GenereCommedia,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diMichele Coppini
AttoriMichele Coppini, Sergio Forconi, Francesca Cellini, Alessio Venturini, Aldo Pellegrini Ettore Bianchi, Patrizia Ferretti, Rachele Risaliti, Francesco Ciampi, Athina Cenci, Valentina Laura Rosi, Stefano Martinelli.
Uscitalunedì 28 marzo 2022
DistribuzioneGiglio Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Michele Coppini. Un film con Michele Coppini, Sergio Forconi, Francesca Cellini, Alessio Venturini, Aldo Pellegrini. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2022, durata 90 minuti. Uscita cinema lunedì 28 marzo 2022 distribuito da Giglio Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,5 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento venerdì 25 marzo 2022

Una commedia ambientata ai tempi del Coronavirus. In Italia al Box Office Dio è in pausa pranzo ha incassato 2,6 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Un film drammenziale che non riesce a creare un reale coinvolgimento emotivo.
Recensione di Giovanni Bogani
giovedì 24 marzo 2022
Recensione di Giovanni Bogani
giovedì 24 marzo 2022

Siamo in piena emergenza Coronavirus. Un quarantenne, per paura di essere infettato dagli anziani genitori, vive rinchiuso in un tinello, in compagnia di uno schermo di computer, di una maschera antigas e della sua collezione di dvd, fra cui alcuni classici horror. Teme che il virus trasformi tutte le persone infettate in zombies, e si tiene sempre a portata di mano una mazza da baseball. "Mamma, se sarai infettata anche tu, io ti spaccherò la testa con questa, ma solo perché ti voglio bene", le dice, in uno dei dialoghi separati dalla porta a vetri sul corridoio. Scopriremo che il nostro protagonista soffre di psicosi, di allucinazioni. È convinto che fuori dalla porta di casa non ci sia un virus, ma un gas chimico rilasciato dagli americani.

Un film "drammenziale" che ci porta a ridere di noi, delle nostre reazioni di fronte alla pandemia.

Cercare di ridere della pandemia, o meglio: delle reazioni che ha provocato, delle fobie e delle follie che ha innescato. Questo è il progetto, l'idea di partenza di Dio è in pausa pranzo, diretto e interpretato da Michele Coppini, filmmaker toscano. Che mescola notizie sulle ondate di coronavirus e zombie. E si ritaglia il personaggio di un quarantenne fobico, ossessionato dalla paura del contagio, recluso in una stanza, con una maschera antigas e le finestre foderate di cellophane. Uno che guarda ossessivamente la televisione e fa incubi horror/splatter, in cui il padre Sergio Forconi gli appare in forma di zombie, alla George Romero.

L'esperimento è inedito: trasformare la tragedia che abbiamo vissuto - o che stiamo ancora vivendo - in una commedia horror demenziale splatter. Michele Coppini definisce il genere "drammenziale". Certo, una prima impresa è riuscito a compierla: mettere insieme un cast notevole, fra partecipazioni straordinarie e complicità costruite nel tempo. C'è Sergio Forconi, ormai totem, nume tutelare di tanti comici toscani; c'è la Miss Italia 2016 Rachele Risaliti, ci sono attori ben conosciuti sul territorio come Francesco Ciampi, Francesca Cellini, Alessio Venturini - che interpreta svariati personaggi - Aldo Pellegrini, Ettore Bianchi, Patrizia Ferretti, e la partecipazione straordinaria di Athina Cenci.

È il regista stesso a dichiararlo: "Ho cercato di mettere insieme il cinema drammatico e quello comico demenziale. In altre parole, mettere insieme realismo e assurdo. Nel cinema demenziale, tragedia e morte non esistono, vengono sempre evitati, scongiurati, dribblati. Ho voluto rompere questa regola non scritta che dice: mai legare drammatico e demenziale, altrimenti non si rende credibile né l'uno né l'altro". Spetta allo spettatore giudicare. Per chi scrive, la maionese non è riuscita fino in fondo. Il mix di dramma e demenziale è tutto sbilanciato verso quest'ultimo, semmai.

Ma anche le risate non è che siano così contagiose, tanto per restare in tema. O forse gli anticorpi contro la risata facile sono alti, in questo momento, in chi scrive. E magari qualcun altro si infetterà più volentieri.

Bene per le musiche originali di Pino Scarpettini, e per la colonna sonora del rapper Blebla, che scrive appositamente per il film il brano "Dio è in pausa pranzo".

La follia del protagonista - e Coppini rivela di avere molte delle ossessioni che caratterizzano il suo personaggio - piano piano ci intenerisce un po'. Ma non riesce a creare un reale coinvolgimento emotivo, né quel sentimento dell'assurdo per cui si scoppia continuamente a ridere.

Da apprezzare il fatto che, pur girando in Toscana, Coppini abbia scelto di non affidarsi alla Firenze più "visibile" e dunque più scontata, quella del centro, dei monumenti, dei turisti. Si gira fra le periferie di Firenze - quelle abbellite solo dalla tramvia - e fra le colline di Montespertoli, lungo la via Volterrana, zone che un tempo erano territorio del Mostro di Firenze. Che faceva molta più paura di questi zombie al lampredotto. Che sono pur sempre un prodotto nuovo. Va anche tenuto conto del fatto che il film è stato girato nel primo anno di pandemia: rimanere bloccato nei tempi di uscita ha reso alcuni riferimenti alla realtà già obsoleti. Sarebbe occorso qualche aggiornamento, qualche variante - delta o omicron - della trama e delle sue allusioni. Ma ormai, les jeux sont faites.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 4 luglio 2022
astromelia

non è lontano dalla realtà esistenziale questo movie,perlomeno quella inerente di parecchi di noi, forse portata sull'orlo dell horror, ma comunque eloquente a volte divertente da vedere per come un idea fantasmagorica possa diventare schermo...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 luglio 2022
Michela Offredi
Ciak

Ubaldo Lumaconi è un quarantenne che, per paura di prendere dagli anziani genitori il Covid-19, decide di rinchiudersi in una stanza, cercando di evitare il più possibile ogni contatto con loro e col mondo esterno. Durante questa quarantena forzata elabora, basandosi su informazioni che reperisce in Rete, una teoria bizzarra sulla pandemia. Una teoria che ha tra i protagonisti anche gli zombi.

martedì 29 marzo 2022
Rocco Moccagatta
Film TV

«Sembra di essere in un film di George Romero!», ripete come un mantra Ubaldo Lumaconi (Coppini, anche regista-sceneggiatore e molto altro del film), quarantenne iper-fobico che in pieno lockdown da COVID-19 vive isolato anche dagli anziani genitori conviventi con lui, in balia di ogni teoria complottista del web, in primis che la pandemia celi un focolaio zombesco.

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