| Titolo originale | Dead for a dollar |
| Anno | 2022 |
| Genere | Western |
| Produzione | USA, Canada |
| Durata | 114 minuti |
| Regia di | Walter Hill |
| Attori | Christoph Waltz, Willem Dafoe, Rachel Brosnahan, Hamish Linklater, Benjamin Bratt Guy Burnet, Brandon Scott, Scott Peat, Luis Chávez, J.D. Garfield. |
| Tag | Da vedere 2022 |
| MYmonetro | 3,39 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 16 febbraio 2026
Un cacciatore di taglie viene ingaggiato per riportare a casa la moglie di un ricco uomo d'affari. Sulla sua strada incontrerà non pochi nemici.
Passaggio in TV
martedì 3 marzo 2026 ore 23,55 su IRIS
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CONSIGLIATO SÌ
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New Messico, 1897. Un ricco uomo d'affari di Santa Fe ingaggia il cacciatore di taglie Max Borlund per ritrovare e riportare a casa la moglie Rachel che è stata rapita e presa in ostaggio da Elijah Jones, un soldato afroamericano disertore. L'uomo scopre però che la donna è scappata volontariamente da un marito che non amava. Deve scegliere così se portare comunque a termine la missione per cui viene pagato o lasciar perdere. Intanto sulla sua strada compaiono altri nemici tra cui lo spietato proprietario terriero Vargas e soprattutto Joe Cribbens, un fuorilegge e giocatore professionista che Max aveva spedito in prigione anni prima e che ora si vuole vendicare.
La dedica all'inizio dei titoli di coda a Budd Boetticher non è solo un omaggio al cineasta ma a un modello produttivo di western a basso costo con personaggi solitari e una trama scarna ed essenziale.
Dead for a Dollar, il nuovo film di Walter Hill che ha scritto anche la sceneggiatura con Matt Harris, è oggi l'ultimo western possibile che guarda verso il passato, malinconico e crepuscolare come molti film di genere realizzati negli anni '60. La trama richiama infatti quella di I professionisti di Richard Brooks dove un ricco ingaggia quattro uomini per riportargli a casa la moglie che in realtà non era innamorata di lui. Tra i western memorabili di quel decennio. La violenza è secca ed esplicita e non c'è più eroismo ma solo disincanto nella figura di Max Borlund dove Christoph Waltz è una possibile reincarnazione del misterioso straniero John Smith/Bruce Willis di Ancora vivo. Non ci sono più le praterie di Geronimo e della sua miniserie Broken Trail, né la classicità di I cavalieri dalle lunghe ombre, ma Dead for a Dollar va alla ricerca comunque dei residui del genere attraverso tramonti, spari fuori-campo, gioco d'azzardo nei saloon, sfida decisiva alla Mezzogiorno di fuoco con Borlund inquadrato dalle gambe divaricate del suo rivale. Dead for a Dollar è puro Walter Hill. Non conta se sia oggi più importante o meno rispetto il suo cinema precedente, ma è l'unico legame con il mito del passato, del cinema americano classico. Le luci di Lloyd Ahern (che collabora con il regista dai tempi di I trasgressori) si uniformano a quelle di una serie tv dove cambia necessariamente anche il ritmo, che nel cinema del regista si mantiene secco, essenziale, trascinante e non perde mai di vista il respiro epico come era avvenuto nella serie Deadwood di cui Hill ha diretto l'episodio pilota.
Al tempo stesso tutti i personaggi si muovono seguendo ognuno le proprie motivazioni, a cominciare da Rachel, interpretata da Rachel Brosnahan (nota soprattutto per le serie House of Cards. Gli intrighi del potere e La fantastica signora Maisel) che si porta dietro la paura, la rabbia, l'istinto di fuga e l'impulso della vendetta di Claudia Cardinale di I professionisti mescolati con Eva Marie Saint di La notte dell'agguato. Tutti i protagonisti lasciano il segno. La sfida tra Christoph Waltz e Willem Dafoe riporta il cinema di Hill tra la fine degli anni '70 e '80 dove il confronto era, insieme, muscolare e psicologico e in cui c'è l'illusione che dietro la colonna sonora di Xander Rodzinski possa nascondersi ancora quella di Ry Cooder. Non è (più) un paese per vecchi certo. Ma la concisione con cui Rachel racconta al cacciatore di taglie la storia della sua vita o quelle soste alla Anthony Mann mostrano che c'è ancora una grande voglia di questi film e questi cineasti come nel caso di Dead for a Dollar e Walter Hill. Non è solo questione di nostalgia. È il bisogno di illudersi di poter viaggiare (ancora) nel cinema americano attraverso i generi. E Hill è uno degli ultimi grandi testimoni.
La sabbia è materia, la sabbia è colore, una tonalità che forse è anche nostalgia ma che sullo schermo sembra restare sottotraccia, perché da tempo l'epica del western è tramontata, i suoi miti sono in discussione, a cominciare dalla morte che non porta più i segni quasi poetici di duelli al sole ma si consuma in un attimo, come nei fumetti. Per questo Morto per un dollaro, presentato alla 79ª Mostra [...] Vai alla recensione »