| Anno | 2021 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Giorgio Bruno |
| Attori | Jonathan Tufvesson, Margaux Billard, Sydney White, Aciel Martinez Poll Aaron Stielstra, Rocío Muñoz, Hal Yamanouchi. |
| Uscita | mercoledì 28 luglio 2021 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 1,84 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 14 luglio 2021
Durante le riprese di un documentario, Alex, tecnico del suono, registra per caso delle voci sinistre, non umane che cercano di metterlo in guardia da qualcosa o da qualcuno. In Italia al Box Office They Talk ha incassato 13,3 mila euro .
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CONSIGLIATO NO
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Alex è un tecnico del suono impegnato nelle riprese di un documentario dal titolo Eroi dimenticati che vede fra i protagonisti una suora martire. Il documentario è narrato in video da Laura, che sembra avere una cotta per Alex e cerca con un certo successo di farlo capitolare. Mentre controlla l'audio delle riprese il giovane uomo si accorge di alcune voci che lo chiamano per nome e pronunciano parole per lui incomprensibili. Nel tentativo di capirne il senso e la provenienza Alex si imbatte in uno scienziato giapponese che ha fatto parecchi studi su certe voci che sembrano provenire dall'Aldilà, coadiuvato da una donna che ha ascoltato quelle voci in passato. A poco a poco per Alex riemergono anche i ricordi di un'infanzia problematica trascorsa in un orfanotrofio insieme a due amici: Daniel, misteriosamente scomparso, e Amanda, che si ripresenta dopo decenni di lontananza.
Terzo lungometraggio horror di Giorgio Bruno, They Talk è girato in lingua inglese e ambientato nella provincia americana, anche se in realtà la location è l'altopiano della Sila in Calabria.
Bruno si dimostra come sempre abile nel creare atmosfere di genere ispirate ai grandi del passato, da Lucio Fulci, cui è dedicata la sequenza iniziale all'interno del cimitero, a John Carpenter. Ma l'aderenza ai topos del genere è tale che molti passi della trama risultano prevedibili e il comportamento dei personaggi sembra non tenere conto del fatto che anche gli spettatori, soprattutto gli amanti dell'horror, hanno una conoscenza approfondita dei suoi meccanismi narrativi. Se dal punto di vista registico infatti c'è molta cura dei dettagli e una padronanza nel dominare il genere con un approccio piacevolmente "vecchio stile", così come se la fotografia fortemente contrastata di Rocco Marra crea una cifra stilistica ben definita, la narrazione eccede in ripetizioni e sottolineature e le implausibilità crescono con il procedere della trama.
Inoltre le musiche sono pesantemente onnipresenti e gli effetti sonori "di paura" reiterati oltre la tolleranza consentita al genere. Il vero tallone d'Achille del film è infine un doppiaggio davvero infelice, che contraddice la cura posta su molti altri aspetti "tecnici" della realizzazione. È un peccato, perché l'idea di partire dal suono per costruire una storia che fa leva sulla paura a livello acustico più che visivo è buona, e il fatto di far scoprire le voci ad un tecnico del suono ricorda alcuni classici come La conversazione o Blow Out. E si intuisce l'amore genuino di Bruno per il cinema di genere, così come l'intento sincero di non essere meramente imitativo ma autenticamente rispettoso.
L' estate è la stagione dell' horror ( inventata, però, dagli americani che nella stagione per noi depressa vedono uscire anche i blockbuster d' altro genere). I registi italiani fanno la loro parte. "They Talk" è un film dell' orrore "sonoro", a differenza delle trame che puntano tutto sul maniaco mascherato, sulle soffitte o sulle cantine da evitare, sui mostri che escono dal televisore ( genere [...] Vai alla recensione »