| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Daniele Misischia |
| Attori | Tobia De Angelis, Pasquale Petrolo, Amanda Campana, Nicola Branchini, Chiara Caselli Giovanni Calcagno, Claudio Camilli, Luigi Monfredini, Gisella Burinato, Beatrice Cevolani. |
| Uscita | giovedì 12 agosto 2021 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| MYmonetro | 2,98 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 1 luglio 2021
Strane analogie fra le pagine di un libro e i misteriosi avvenimenti di un paesino. In Italia al Box Office Il mostro della cripta ha incassato 6,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Bobbio, 1988. Giovanni sogna di fare il regista e gira filmini horror con l'amico Alberino, scegliendo come "attrice protagonista" Vanessa, la ragazza dei suoi sogni. Un giorno acquista una copia del suo fumetto preferito, "666 cacciatori di demoni", che narra la storia di un mostro nascosto presso la cripta di una chiesa. Giovanni si accorge che la chiesa raffigurata è proprio quella di Bobbio e comincia a cercare il mostro, convinto che esista davvero. Nel corso delle ricerche si imbatterà nella famiglia Valmont, una congrega di degenerati che vuole uccidere uno ad uno gli abitanti della cittadina, e toccherà a Giovanni e a i suoi amici cercare di fermarli, con l'aiuto dell'autore del comic book che ha dato origine alla loro impresa, detto "il Maradona del fumetto italiano".
Il mostro della cripta è un gioco sul cinema sceneggiato dai Manetti Bros insieme ad Alessandro Pondi e Paolo Logli, con la collaborazione di Cristiano Ciccotti e Daniele Misischia, che è anche il regista del film.
Agli effetti speciali c'è nientemeno che Sergio Stivaletti e alla produzione, oltre ai Manetti, Carlo Macchitella. Il tono è quello leggero e divertito di chi quegli anni li ricorda con nostalgia e riesce a ricostruirli con una certa precisione nei dettagli, disseminando innumerevoli Easter egg visivi e sonori. Dentro c'è molto amore per il cinema di genere, per la serie B e per l'afflato naif e scombinato dei tanti che il cinema hanno provato a farlo con mezzi di fortuna e grandi sogni di gloria.
È un omaggio cinefilo anche la location, quella Bobbio dove Marco Bellocchio, allora anche lui giovane aspirante cineasta (benché di innegabile talento), ha girato I pugni in tasca, e alla produzione esecutiva c'è suo figlio Pier Giorgio, mentre la matriarca della famiglia Valmont è la madre di Pier Giorgio, la strepitosa Gisella Burinato. La narrazione, surreale e piena di implausibilità, tracima riferimenti al cinema di genere, gioca con le situazioni e gli archetipi splatter, esagera volutamente e cerca tanto la complicità quanto la risata dello spettatore.
I giovani interpreti - Tobia De Angelis, Amanda Campana, Eleonora De Luca e soprattutto Nicola Branchini - sono efficaci nelle loro caratterizzazioni vintage, ma la recitazione si solleva con l'entrata in scena di Lillo Petrolo nei panni del disegnatore disincantato ma ancora innamorato della filosofia romantica gucciniana. Giovanni Calcagno e Chiara Caselli eccedono invece nello spingersi sopra le righe, come del resto la sceneggiatura richiede. Anche la durata del film stroppia - meglio fermarsi alla canonica ora e mezzo - ma è una bulimia creativa che si spiega con il divertimento con cui gli autori si sono buttati nell'impresa.
Il mostro della cripta richiede una totale sospensione dell'incredulità e una grande disponibilità al cazzeggio cinematografico, che consenta di notare mille particolari divertenti e segno dei tempi, dalla bicicletta fuori misura con cui il nostro eroe si aggira per Bobbio ai poster di cui sono tappezzate le camerette dei ragazzi, dalla colonna sonora in cui si passa da "Eskimo" a "I'm Burning for You" al cognome impronunciabile del disegnatore di un fumetto ricreato in stile anni Ottanta, dagli accenni a Indiana Jones, a Madonna, a Stand By Me e a tutto un mondo più ottimista e ingenuo destinato inevitabilmente a scomparire.
Giovanni, ventenne di Bobbio appassionato di cinema e fumetti, trascorre le giornate in compagnia di un gruppo di coetanei nel tentativo di girare una pellicola splatter con i pochi mezzi a propria disposizione e cercando di sfuggire dalla noia della provincia italiana. Tutto cambierà quando sulle pagine di ‘666 cacciatori di demoni’, fumetto disegnato dal suo idolo Diego Busirivici, [...] Vai alla recensione »
C'è una volontà, spudorata e ambiziosa, di ricreare le atmosfere del cinema che la generazione nata a cavallo del Sessantotto ha visto in sala, ma anche nelle prime tv private con la qualità del VHS, portandola nel 1988 della provincia italiana più anomala, Bobbio, crocevia di quattro regioni e città natale di Marco Bellocchio, con il figlio Pier Giorgio qui produttore esecutivo, e sfondo del suo primo [...] Vai alla recensione »