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Ultimo aggiornamento giovedì 13 gennaio 2022
La storia di un uomo che vive una doppia relazione sentimentale e che crea una dipendenza dal gioco. Il film ha ottenuto 4 candidature a Critics Choice Award, 5 candidature e vinto 3 Spirit Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, Al Box Office Usa Diamanti grezzi ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 49,9 milioni di dollari e 525 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Howard Ratner è un gioielliere che gestisce un negozio nel Diamond District di Manhattan. Incallito giocatore d'azzardo, marito e padre di famiglia con villa nei sobborghi, adultero con l'amante in città, Howard vive perennemente braccato dai debitori, in particolare dal cognato affiliato alla mafia italoamericana. Maneggione e bugiardo, ripone le sue speranze in un opale proveniente dall'Etiopia: ma qualche giorno prima dell'asta che dovrebbe fruttargli una somma milionaria, si fa convincere dal giocatore di basket Kevin Garnett, venuto in visita al suo negozio, a scambiare la pietra con un anello, dando così inizio a una serie infinita di traffici che segneranno il suo destino.
I fratelli Josh e Ben Safdie s'immergono con il loro cinema adrenalinico nella tragedia di un uomo ridicolo e raccontano con spietato senso del grottesco una New York spaventosa, nascosta dietro le facciate dei grattacieli e famelica di denaro.
C'è qualcosa che ricorda i personaggi di Ernest Hemingway nel Howard Ratner di Uncut Gems: un'estasi che nasce dall'umiliazione, una compassione che emerge oltre la riprovazione morale, una dimensione eroica riconosciuta a chi fa di tutto - pur sbagliando tutto - per sopravvivere agli altri e a se stesso, ai propri vizi e alle proprie tentazioni.
Howard Ratner è come Francis Macomber, la sua è una vita altrettanto breve ma a suo modo felice. E Adam Sandler che gli presta il suo fisico inappropriato e nervoso, con una protesi di denti sporgenti e un'origine ebraica ingombrante (negli obblighi familiari, nel retaggio di una tradizione di commercianti), un interprete perfetto. A quanti vent'anni da Ubriaco d'amore, i fratelli Safdie hanno finalmente riscoperto il volto disperato dal comico americano, la fragilità del suo sorriso, l'incoscienza dei suoi azzardi, la stupidità dei suoi ragionamenti.
Braccato dalla macchina da presa del direttore della fotografia Darius Khondji, filmato in campo lungo dentro una città caotica, Sandler si muove tra le strade, le auto, gli uffici, le case di New York come un re del sottobosco metropolitano, eccessivo, pasticcione e incosciente. Come sempre nel cinema dei Safdie (qui ancora affiancati alla sceneggiatura da Ronald Bronstein), al realismo estremo dello stile si affianca un elemento grottesco e quasi comico, qui evidente in certe situazioni (il rapimento di Howard, la sequenza dell'asta) e nel rapporto fra Howard e il mondo di vip con cui entra in contatto, guardando con referenze il cestista Kevin Garnett o il rapper Weeknd (entrambi nella parte di sé stessi) ma anche sfidandoli dall'alto (o dal basso) della sua sfacciataggine.
Scandito dalle musiche ipnotiche di Daniel Lopatin (conosciuto anche come Oneohtrix Point Never e già autore dello score di Good Times), costruito attorno agli spostamenti frenetici di Howard, alle sue conversazioni sguaiate, alle sue disavventure che esplodono in improvvisi picchi di violenza, aperto da una sequenza in una miniera etiope a cui segue un flusso di immagini lisergiche che dalle viscere della Terra conduce (letteralmente) alle viscere del protagonista, Uncut Gems - cioè gemma grezza, non tagliata e forse senza valore come la vita di Howard - è un trip visivo e sensoriale che per più di due ore conduce nel caos di uomo irresistibilmente e stupidamente attratto dall'azzardo e dalla sfida a sé stesso («Questo è il bello di scommettere, cazzo: io, un fan dei Knicks, che punta tutto sui Celtics...»).
Come ammesso dagli stessi registi, per cui «ogni film precedente è stato una tappa d'avvicinamento a questo film», Uncut Gems è la summa del cinema dei fratelli Safdie, mai così bravi a richiamare i loro modelli (i soliti Cassavetes e Scorsese, qui produttore esecutivo, ma anche PT Anderson, James Gray o il JC Chandor di 1981: Indagine a New York); mai così precisi nel raccontare il legame fra un personaggio e il suo ambiente; mai così attenti, ancora, a legare le loro vicende paradossali alla realtà (la straordinaria scena finale ruota attorno alla gara 7 delle semifinali di Conference della NBA del 2012 tra Boston Celtics e Philadelphia 76ers).
E finalmente maturi abbastanza da allargare il loro sguardo da un mondo di disadattati e sconfitti a un'intera città, o un intero paese, in perenne movimento, violento, spietato, grottesco, disperatamente legato al denaro.
Al di là di uno script divertente, di una regia curatissima e di un comparto tecnico e artistico straordinario, Diamanti Grezzi è un film unico perché i Safdie e Sandler hanno il merito di far sembrare tutto estremamente ordinario. Uncut Gems è un film che si sviluppa con naturalezza, come un documentario al quale hanno tagliato ogni parte noiosa.
Ogni epoca ha l'Ebreo Errante che le compete. Al secondo decennio del terzo millennio è toccato Howard Ratner. Anche lui ramingo e instancabile, con le strade di New York a sostituire quelle di Gerusalemme, anche lui incline a seguire le leggi non scritte del cabalismo, anziché quelle codificate e indiscutibili della società dei consumi. Howard non si contrappone alla legge del Capitale, anzi, la incarna [...] Vai alla recensione »