La Dea Fortuna

Un film di Ferzan Ozpetek. Con Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Sara Ciocca, Edoardo Brandi.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 118 min. - Italia 2019. - Warner Bros Italia uscita giovedì 19 dicembre 2019. MYMONETRO La Dea Fortuna * * * - - valutazione media: 3,28 su 68 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
fabio lunedì 10 febbraio 2020
la fortuna va' capita Valutazione 2 stelle su cinque
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Non il meglio di Ozpetek ma resta un film gradevole e niente affatto banale. Già da tempo al regista piace dare lo spunto e lasciare la storia aperta: allo spettatore il compito di capire e poi di concludere.
Il tutto corredato da elementi che funzionano: belle location, ottima musica, un pizzico di vanità che non guasta mai. 
Poi c'è la storia, che non è mai una come non è mai uno il protagonista; storia di mezz'età, fatta di crisi e rimpianti, accuse e malinconia. La svolta non manca ma arriva dopo tutto un prìmo tempo passato a sbadigliare.
Pallida interpretazione dei protagonisti maschili, decisamente meglio Jasmine Trinca. [+]

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pp.sgrillo giovedì 30 gennaio 2020
3 Valutazione 0 stelle su cinque
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Storie che parlano d' amore. Ma che cos'è l' amore? Un sentimento malato e parossistico che punisce e imprigiona nelle stanze d' argento? La fuga di una donna nel mondo abbandonico degli uomini? Lo spettro socialmente deviante della passione? La carezza di una mamma, lo schiaffo dell' altra? L'abbraccio di un figlio? La mano salvifica di un amico? No! L' amore è un chiasmo: un incrocio di sentimenti e situazioni colorate e offuscate dal destino. Un dedalo di emozioni che pullulano nel letto del piacere e svaniscono nel letto della morte. L' amore è intrigante e intricato, non per colpa nostra.

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christian liguori mercoledì 29 gennaio 2020
tra “realismo” e “simbolismo”: un film che fa bene all’anima Valutazione 5 stelle su cinque
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L’inizio è la fine e la fine è l’inizio. Una sequenza nei primi minuti dal sapore macabro e spettrale, consequenziale anche alla misteriosa presenza di un individuo ignoto che inquadra, da dietro una macchina da presa, stanze oscure di una villa buia che sembra infestata da fantasmi, ma le urla finali della stessa sequenza da thriller sono reali, di umani. E s’interrompe poi improvvisamente lasciando spazio, per contrasto, all’esordio di una nuova e seconda sequenza completamente differente, gioiosa, allegra, festiva, come se si stesse nella medesima dimora, ma è evidente che è solo illusione, e quella di prima apparteneva a un passato evocato, raggelante, vero che infatti infine ritorna, e così verso la conclusione un’analoga sequenza, che rimanda a quella, ad un passato che, come spesso in effetti si verifica, si ripete tragicamente. [+]

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roberto val martedì 28 gennaio 2020
la copia sbiadita dei suoi film non basta più. Valutazione 2 stelle su cinque
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Una fotocopia brutta e sbiadita non è più sufficiente a salvare questo film di Ozpetek rispetto ai colori di un glorioso passato. La Dea Fortuna è solo un debole e continuo autocitarsi che rende questa pellicola fastidiosa, a tratti forzata, non realistica, poco credibile, innaturale e con quel solito sapore snob e radical chic che però davvero ha fatto il suo tempo. Accorsi e Leo a volte cadono nel "macchiettismo" , rivelando abissali differenze in termini di prestazioni attoriali tra i due. Le Fate ignoranti non ci sono più nel 2020 e Il finale è l'apoteosi della bruttezza, del ridicolo, è sola esasperazione, l'orrendo supremo per recitazione, con una Barbara Alberti megera che è insuperabilmente imbarazzante. [+]

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elgatoloco lunedì 27 gennaio 2020
dea fortuna letteralmente intesa Valutazione 0 stelle su cinque
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Questo"La Dea Fortuna"di Ferzan Ozpetek, anche come sempre cosceneggiatore(2019)è veramente il film della riconciliazione con la vita, nel senso della sua necessaria accettazione, à la Friedrich Nietzsche(amor fati)e non importa poi sapere se il regista turco naturalizzato italiano ne sia un appassionato cultore o meno. Certo è che"Fortuna"qui è letteralmente o meglio etimologicamente intesa, come la dea della srote, buona o cattiva che sia, mentre nelle lingue moderne, in specie in italiano, l'accezione del lemma sembra virare troppo facilmente solo verso la direzione postiiva: qui, nel film c'è una morte(l'attrice Jasmine Trinca interpreta molto bene il ruolo, come in quello della madre baronessa è più che notevole Barbara Alberti), i suoi due figli, un bambino e una preadolescente, rimasti orfani e una coppia composta da Alessandro e Arturo(non si dirà più"coppia gay"(insopportabile sem0lificazione dei sentimenti), anch'essa resa ottimamente da Stefano Accorsi e Edoardo Leo, che vive l'alternanza di affetti e rovesci sentimentali che caratterizza ogni coppia più o meno(qui siamo in questo secondo versante, in modo anche abbastanza deciso), c'è il pianto, il riso, la ribellione, contro l'avita dimora e l'avita anziana signora, resa appunto, irosamente(ma con sciuro humor)dalla scrttrice Alberti. [+]

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sergio ialacci lunedì 27 gennaio 2020
il mestiere c è; la propaganda, pure. Valutazione 1 stelle su cinque
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Si torna indietro nel tempo guardando questo ultimo film di Ozpetek, non tanto per gli ambienti, la fotografia ed i personaggi ormai interpretati dai medesimi "iconici" attori, quanto per quel senso di retorica propagandistica, che si avverte palesemente nel guardare questo lavoro. Ci sono tutti i canoni, niente sembra lasciato al caso. Epperò, da un regista intelligente come questo forse ci si aspettava una esposizione, seppur di parte, alquanto elegante e sottile, ovvero agli antipodi di quello che invece è stato fatto. Tra tutte, si arriva alla demonizzazione figurativa della famiglia tradizionale in un contesto problematico di adozione con  la grottesca scena della nonna-orco; la Alberti, non a caso, è poi perfetta per il ruolo, strega quasi fiabesca. [+]

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emanuele 1968 giovedì 23 gennaio 2020
temi sociali Valutazione 0 stelle su cinque
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Un film basato su una storia vera.
Temi sociali difficili. 
Auguri e buona fortuna.

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opossumino lunedì 20 gennaio 2020
lirico Valutazione 5 stelle su cinque
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 Il film è lirico dal principio alla fine. Il lirismo consiste nelle immagini, nei dialoghi, nei personaggi, nelle sequenze. L'intreccio passa in secondo piano. Il mio momento di maggiore commozione è stato durante gli scambi di battute nella coppia in cui Filippo dialoga con la moglie. L'Alzheimer è un tema delicato, e la scena è davvero poetica, toccante.
Per certi versi mi è sembrata una versione gay di Pane e tulipani, anche se nell'opera di Silvio Soldini i dialoghi sono particolarmente curati e davvero memorabili. Però trovo che sia un altro esempio di felice uscita del cinema italiano dagli stereotipi della 'commedia all'italiana'. [+]

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opossumino lunedì 20 gennaio 2020
lirico Valutazione 5 stelle su cinque
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Il film è lirico dal principio alla fine. Il lirismo consiste nelle immagini, nei dialoghi, nei personaggi, nelle sequenze. L'intreccio passa in secondo piano. Il mio momento di maggiore commozione è stato durante gli scambi di battute nella coppia in cui Filippo dialoga con la moglie. L'Alzheimer è un tema delicato, e la scena è davvero poetica, toccante.
Per certi versi mi è sembrata una versione gay di Pane e tulipani, anche se nell'opera di Silvio Soldini i dialoghi sono particolarmente curati e davvero memorabili. Però trovo che sia un altro esempio di felice uscita del cinema italiano dagli stereotipi della 'commedia all'italiana'. [+]

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fabbu martedì 14 gennaio 2020
andare sul sicuro. che rassicura Valutazione 3 stelle su cinque
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Il desiderio, anzi il piacere, di parlare del nuovo film di Ferzan Ozpetek deve farsi a largo un po’ a fatica tra il gran frastuono dei giudizi prêt-à-porter che ne sono seguiti. I cinefili raffinati avevano già trovato, dopo scarsi dieci minuti, tutti i ben noti difetti del suo cinema (dinamiche relazionali ingabbiate negli schemi piccolo-borghesi, la ossessione per l’universo LGBT, una certa allergia per gli elementi sfrangiati ai margini della società). I militanti, al contrario, inneggiavano al suo grande ritorno ai livelli dei suoi “primi grandi film”: è bastata la prima inquadratura della terrazza “come quella delle fate” e tutte le mediocri sperimentazioni delle sue ultime pellicole si sono smaterializzate. [+]

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#LaDeaFortuna
Uscita nelle sale
giovedì 19 dicembre 2019
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 5 sale cinematografiche:
Showtime
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  1 | Liguria
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  1 | Veneto
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